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Scritto Mercoledì 13 settembre 2017 alle 18:35

Verderio: l’opposizione tra il pubblico, DUP votato dalla maggioranza senza chiarimenti

Una approvazione lampo, come non se ne vedevano da tempo in consiglio comunale a Verderio, quella riservata al documento unico di programmazione portato all'attenzione dell'assise dalla Giunta dopo che lo scorso 19 luglio erano stati ultimati i ritocchi al piano triennale delle opere pubbliche (il più sostanziale era stato lo stanziamento di oltre 400mila euro destinati al restauro di Villa Gallavresi, compreso il trasloco della biblioteca) e approvato l'assestamento generale di bilancio. Il DUP era perciò pronto per passare al vaglio dei consiglieri che si sono riuniti nella serata di lunedì 11 settembre, se solo poco prima della sua discussione non si fosse accesa una delle solite diatribe alla quali ormai l'assise verderiese è abituata.

I consiglieri di minoranza abbandonano le loro poltrone per protesta

Di fatto non sono nuove nemmeno le polemiche che hanno portato al disappunto fra le forze politiche schierate in sala consiliare: l'opposizione lamenta infatti da tempo quella che definisce "una impossibilità di svolgere il nostro ruolo'', ovvero la mancanza di documentazione cartacea per seguire i lavori. Marco Benedetti ed Emanuele Galizioli di ''Verderio Cambia'', di comune accordo con Caterina Viani e Stefano Pirovano di ''Uniti per Verderio'', hanno perciò abbandonato le loro poltrone, accomodandosi tra il pubblico e facendosi registrare assenti nonostante non abbiano placato i ripetuti interventi (fino a coprire le parole del sindaco Alessandro Origo il quale aveva preso legittimamente parola), poco prima della discussione del DUP che è stato approvato di conseguenza senza che il primo cittadino, piuttosto stizzito dalla situazione, abbia avuto modo di leggere la relazione che aveva preparato. ''Se i consiglieri di minoranza se ne vanno allora possiamo considerare che tutti i presenti abbiano preso atto dei contenuti di questo documento'', ha commentato Origo chiamando la votazione (che è stata unanime per l'approvazione) e scaturendo le proteste del capogruppo Viani, che dalle sedie del pubblico lo ha accusato di avere una considerazione dei cittadini ''pari a zero''. Ad ogni modo, sin dalle prime battute si è capito che i toni della serata non sarebbero certo stati pacati. Dopo l'approvazione dei verbali dello scorso consiglio, mai sufficientemente esaurienti secondo la minoranza, il capogruppo Benedetti ha nominato in seduta Davide Vigori, responsabile comunale dei servizi alla persona, che a quanto risulta avrebbe dato del maleducato al leghista in seguito all'ennesima richiesta di ricevere documenti necessari alla preparazione della seduta.

La minoranza seduta tra il pubblico

La questione sollevata da Benedetti è parsa però estranea all'ordine del giorno del consiglio, come hanno sottolineato sia il sindaco che il presidente Robertino Manega, durante il quale sono peraltro vietati riferimenti espliciti a funzionari del Comune. Benedetti ha perciò dovuto cancellare dalla lettera presentata con le sue dichiarazioni la parte riferita a Vigori, utilizzando un pennarello nero. Le polemiche in fase di approvazione dei verbali del consiglio precedente sono proseguite con le critiche della Viani rivolte agli assessori esterni, Flavia Fiandaca all'urbanistica e Letizia Boz all'istruzione, le quali non partecipano ai lavori dell'assise. Di fatto, per le due componenti della Giunta non è mai stato previsto un posto tra i consiglieri e nemmeno l'obbligo di essere presenti tra il pubblico. Lunedì sera sia Fiandaca che Boz si sono presentate, seppure in ritardo rispetto all'inizio dei lavori, assistendo alle polemiche nei loro confronti, nelle quali Viani ha addirittura attaccato definendo ''inaccettabile la loro assenza, nonostante siano pagate con i soldi della cittadinanza''.


Poco dopo, durante la discussione di una mozione e di una interrogazione presentate dal gruppo ''Verderio Cambia'', la prima riferita al referendum regionale del prossimo 22 ottobre e l'altra ai sei immigrati ospitati da agosto in paese, il sindaco è stato costretto a sua volta a cancellare gran parte della risposta che aveva preparato l'interrogazione, che altrimenti sarebbe stata interamente allegata agli atti del consiglio, non avendo avuto tempo a sufficienza per esporla visti i continui richiami della minoranza al regolamento del consiglio, che prevede non più di cinque minuti per ogni intervento.
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