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Scritto Martedì 12 settembre 2017 alle 18:59

Presunti palpeggiamenti nei confronti di 3 bambine: dopo 10 anni il rinvio a giudizio

Il processo si aprirà, al cospetto del collegio giudicante del Tribunale di Lecco, il prossimo 18 gennaio, a distanza di oltre dieci anni da quei supposti "toccamenti", in contesto famigliare, che hanno trascinato in giudizio un uomo di mezz'età residente nel meratese, accusato di aver abusato delle sue tre nipotine, oggi giovane donne di 17, 19 e 21 anni. Questa mattina, infatti, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecco Massimo Mercaldo ha rinviato a giudizio l'imputato, assistito dagli avvocati Franca Rassu e Fabio Gualdi che hanno scelto di non avvalersi, nell'interesse del proprio assistito, di riti alternativi, ritenendo di poter dimostrare la non sussistenza dei fatti a lui ascritti, frutto - ritengono - "di suggestioni" originate da un presunto ricordo riaffiorato nella diciannovenne e condiviso poi con le sorelle. Hanno parlato infatti di "contaminazione delle dichiarazioni" delle tre ragazzine i due legali, giudicando anche "scarno" tanto l'incidente probatorio a cui le stesse sono state sottoposte quanto, nel complesso, l'impianto accusatorio tracciato dal sostituto procuratore Silvia Zannini. "Le indagini, poi, sono state svolte solo per metà, non sentendo altre persone se non le nipoti" ha dichiarato a margine dell'udienza l'avvocato Rassu. "Non crediamo minimamente al loro racconto" ha aggiunto il collega Gualdi, anch'egli presente personalmente in Aula. "Ci sono dubbi sulla natura stessa dei presunti palpeggiamenti e sulla successione temporale degli episodi" ha evidenziato, preannunciando il deposito di una lista testi con l'elenco dei nominativi di parenti e conoscenti pronti a deporre in favore dell'imputato, quest'oggi non comparso al cospetto del giudice.
"Contrariamente a quanto sostiene la difesa, noi riteniamo che la versione delle ragazze sia coerente e credibili. Nei loro racconti non si riscontrano lacune" ha ribattuto invece l'avvocato Diego Soddu, sostituto del collega Fabio Schembri, legale di parte civile. "Il dibattimento farà luce sull'accaduto".
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