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Scritto Martedì 12 settembre 2017 alle 15:06

Brivio: andrà a giudizio il conducente della Lancia che investì e uccise Paolo Colnago


E' stato rinviato a giudizio il conducente della Lancia che, nel tardo pomeriggio del 29 febbraio dello scorso anno, ha travolto e ucciso Paolo Colnago, 71enne briviese intento ad attraversare la statale, all'altezza della propria abitazione, per rincasare. La decisione è stata presa nella mattinata odierna dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecco Massimo Mercaldo, all'esito di una veloce camera di consiglio. Sentite le parti, con la pubblica accusa rappresentata dal sostituto procuratore Silvia Zannini, il Gup ha optato per la trasmissione degli atti alla collega Nora Lisa Passoni, dinnanzi alla quale, il prossimo 10 gennaio si aprirà l'istruttoria dibattimentale ritenuta necessaria per ricostruire l'accaduto, attribuendo eventuali responsabilità in capo a E.E., il dolzaghese al volante della vettura che quella maledetta sera ha falciato l'anziano. Pioveva il 29 febbraio 2016. Colnago, lasciata la propria auto sul lato opposto della carreggiata rispetto alla villetta dove viveva, interessata da lavori di ammodernamento che impedivano l'accesso al "cortile", come probabilmente aveva già fatto decine e decine di altre volte, stava attraversando in un punto privo di strisce pedali. L'impatto con la Lancia è stato violentissimo: l'uomo, poi spirato all'ospedale Manzoni il giorno successivo, è stato rianimato in posto, in attesa dell'arrivo dei soccorritori, da un anestesista dell'Asst di Lecco in transito proprio in quel momento sulla statale e dalla nipote, uscita di corsa da casa per accertarsi dell'accaduto. La donna, quest'oggi presente all'udienza preliminare, particolarmente legata allo zio, si è costituita parte civile così come l'ex moglie del 71enne, conosciuto sul territorio per aver lavorato in diverse concessionarie del lecchese e per la sua passione per l'Inter, tanto da ricoprire il ruolo di segretario nel primo direttivo del club neroazzurro briviese. Diversi i dubbi sulla dinamica del sinistro dall'esito mortale sollevati dinnanzi al Gup dal legale dell'imputato che non ha così optato per riti alternativi, ritenendo il dibattimento la sede "naturale" per far luce sulla dolorosa vicenda.



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