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Scritto Lunedì 11 settembre 2017 alle 21:33

Merate: fatture gonfiate per abbassare la base imponibile, focus sul 'giro' di assegni

Il dottor Enrico Manzi, giudice monocratico del Tribunale di Lecco, durante l'udienza di lunedì mattina ha parlato di un "processo accusatorio" durante il quale le prove vengono a formarsi man mano riferendosi al procedimento a carico di Fabio Cauduro, accusato di "dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti", ai sensi dell'articolo 2 della Legge sui reati tributari. In base all'impianto accusatorio del sostituto procuratore Paolo Del Grosso, l'imputato avrebbe drasticamente abbassato fraudolentemente (per anni) la base imponibile su operazioni inesistenti "sovraccaricando" servizi realmente effettuati, nel ruolo di amministratore unico delle società meratesi Poker Project e Cauduro Racing Team.
Il "vantaggio" economico così ottenuto sarebbe stato reimpiegato tramite "Freccia Immobiliare", altra attività riconducibile all'imprenditore, in alcune operazioni tra cui figurerebbero lavori di ristrutturazione di un castello in Umbria, con annesso parco e piscina.
I destinatari di alcuni degli assegni riconducibili alla presunta attività illecita sono stati ascoltati in Tribunale, interrogati dagli avvocati difensori dell'imprenditore (presente in aula) Marcello Perillo e Federico Panusa, quest'ultimo in sostituzione del collega Beniamino Migliucci. Durante la loro testimonianza è emerso non solo il nome di Cauduro, ma anche quello di due piloti legati all'attività delle società meratesi che si occupavano della concessione di spazi pubblicitari su vetture sportive da competizione e dell'organizzazione di eventi correlati.
Sarebbe stato sottoscritto da uno di loro, G.A., l'assegno di 6.000 € utilizzato per acquistare un viaggio presso un'agenzia della Provincia di Vicenza, mentre all'altro (A.L.) risulterebbero riconducibili altri due titoli bancari - per un totale di 18.000 € - consegnati ad una Srl quale acconto per la fornitura di un'auto da gara e del relativo supporto tecnico. "A quanto ci risulta all'epoca il pilota possedeva una società di corse, abbiamo incassato gli assegni nel momento in cui risultavano mancanti alcuni pagamenti" ha spiegato una testimone chiamata, al pari degli altri interpellati, a spiegare l'origine di alcune somme di denaro di provenienza "sospetta".
Con un altro titolo da 7.000 € è stato pagato nel 2009 un muratore che ha spiegato al giudice Manzi di aver lavorato per realizzare un'abitazione destinata ad A.L. e risalirebbe allo stesso anno un assegno sottoscritto dalla moglie del pilota per l'acquisto di un'automobile.
Ad essere chiamato in causa è stato anche il cugino di quest'ultimo, che ha raccontato di aver cambiato in banca un assegno poiché il parente aveva bisogno di contanti.
Altri assegni - riconducibili questi direttamente a Cauduro in base all'impianto accusatorio ancora da dimostrare - sarebbero stati utilizzati presso una gioielleria di Bologna per acquistare un orologio del valore di 25.000 €, sottoscritti da un cliente abituale.
Ha avuto a che fare direttamente con l'imputato, in più occasioni, un uomo che all'epoca dei fatti lavorava presso alcuni noti locali in Italia e all'estero. "Guadagnavo molto in contanti, tra mance e tutto il resto. Cauduro mi ha proposto di cambiarli con degli assegni, ho accettato volentieri perché questo mi permetteva di non tenere in casa tutti quei soldi con il timore che me li rubassero. Ero più tranquillo, lui mi diceva che per pagare i suoi fornitori avrebbe fatto prima con i contanti" ha spiegato il testimone.
Benedetta Trabucchi, ex collaboratrice di entrambe le società meratesi e che possedeva una procura speciale da parte dell'imprenditore a processo, ha confermato che sussistevano dei rapporti con società romane che cambiavano con cadenza annuale, senza entrare però ulteriormente nel merito. "Non mi occupavo di contabilità, mi è capitato di cambiare degli assegni in banca su indicazione del titolare, con cui lui pagava i fornitori. Le ricevute di questi pagamenti venivano archiviate da me e le mie colleghe, ma era poi uno studio di commercialisti a contabilizzarle. So che Cauduro che aveva un'altra società, la Freccia Immobiliare, nel quale la moglie aveva un ruolo, ma nulla di più".
Il giudice Enrico Manzi ha fissato le prossime udienze del processo (l'8 maggio, 5 giugno e 3 luglio 2018) durante le quali saranno ascoltati i testimoni mancanti, a partire dai due piloti "tirati in ballo" oggi e il commercialista che seguiva le società meratesi.
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R.R.
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