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Scritto Lunedì 11 settembre 2017 alle 23:38

Una coppia di meratesi a Varadero - Cuba – spazzata dalla furia di Irma. ''Chiusi in bagno, mentre fuori c'era l'uragano''

Hanno trascorso quasi 24 ore chiusi nella loro camera d'albergo: fuori il fragore assordante delle onde, l'impeto del vento che spazzava via con violenza tutto quanto trovava sul suo percorso, l'urlo di Irma che, atteso da giorni, si è scagliato anche dove non era atteso.


Interi villaggi distrutti, strade ridotte a una colata di fango, strutture alberghiere invase da acque melmose e detriti, porti dove attraccavano barche e chiatte letteralmente cancellati.

VIDEO


A sperimentare la furia dell'uragano c'era anche una coppia di meratesi che, sbarcata a Cuba per due settimane di meritato riposo, si è trovata scaraventata nel cuore del tifone.


Venti minuti di puro terrore, moglie e marito rinchiusi nel bagno della camera, guardando da due piccole finestrelle il cataclisma che si stava abbattendo fuori.

"Ci avevano avvisato dell'arrivo di Irma" ha raccontato l'uomo "e ci hanno dato delle indicazioni su come comportarci quando fuori si sarebbe scatenata la furia del vento. Il posto più sicuro era il bagno perchè era l'unico locale con delle finestrelle molto piccole e quindi con minori rischi di essere sfondate dall'impeto di acqua e vento. Quando l'allarme è iniziato, le finestre ballavano, si muoveva tutto. Inizialmente avrebbe dovuto prenderci solo di striscio e invece pur rallentando la sua forza rispetto ad altre zone, si è fermato sopra di noi una ventina di minuti. Era impressionante vedere il paesaggio fuori. Un rumore terribile, raffiche fortissime. Davanti alle finestre del bagno ho messo tavoli, sedie, comodini e tutto quanto poteva servire a impedire un eventuale ingresso di acqua".

Varadero secondo i calcoli degli esperti avrebbe dovuto essere fuori dalla fascia rossa e invece era solo a 60 chilometri dall'occhio dei ciclone.

"La nostra struttura non ha subito particolari danni" ha proseguito il meratese "un po' di alberi sono stati sradicati mentre la furia del vento, che trasportava detriti di ogni genere, ha rotto diverse vetrate in altri hotel. Siamo rimasti in camera dalle 10 di sabato mattina ora locale fino alle 10 del giorno successivo. Verso metà pomeriggio ci hanno portato in camera del cibo: una bottiglietta d'acqua a coppia, una coca cola, pane, tonno, prosciutto, formaggio, riso, banane fritte, petto di pollo. Certo non era il buffet che avevamo pagato ma almeno ci hanno dato qualcosa per rifocillarci".

La camera dell'hotel invasa dall'acqua


In un'isola con intere aree rase al suolo, il vero problema sono gli approvvigionamenti.

"Mancano acqua e corrente" ha proseguito "i generatori vanno a momenti alterni quindi ci sono problemi a caricare i telefoni, ad esempio, oppure a stare in camera con accesa una luce per leggere. Al ristorante si fanno i turni per mangiare ma almeno il cibo c'è. La spiaggia che era di fronte al nostro hotel è stata cancellata, non ci sono più né ombrelloni né sdraio. La piscina ha l'acqua marrone".


Durante il giorno gli ospiti generalmente vengono accolti nella hall dell'albergo dove trovano anche un minimo di connessione e cercano di mettersi in contatto con i parenti.
"L'altro problema che si pone è quello del rientro" ha concluso "finchè non rimetteranno in funzione l'aeroporto di Varano o all'Avana non ci sono speranze di partire".


Per i meratesi c'è ancora tempo rispetto al calendario ma chiaramente la permanenza nell'isola è ormai compromessa e le ore trascorrpmp tra i locali comuni dell'hotel, qualche chiamata a casa (da dove telefonavano annunciando, secondo le fonti tv, la fine del temporale mentre invece imperversavano pioggia e raffiche), i telegiornali quando possibile e il ricordo dei (pochi) giorni a mollo nelle acque cristalline dell'isola.

S.V.
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