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Scritto Venerdì 21 luglio 2017 alle 07:47

Montevecchia: in tanti per la liberazione di nove esemplari di testuggini palustri europee nello stagno del Parco Curone

Nemmeno un film delle TartarugheNinja avrebbe attratto tanti bambini. Al ritrovo presso il parcheggio di Ca' Soldato non c'era più posto per tutte le macchine. Sopra le aspettative dei volontari delle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) è stata la cerimonia di liberazione di nove esemplari di testuggini palustri europee.

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L'iniziativa rientra nel progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo per il ripristino delle aree sistemiche sia nelle zone umide sia nei torrenti. Già dall'anno scorso così i ricercatori dell'Università di Milano Bicocca hanno assecondato la volontà del Parco di Montevecchia e Valle del Curone di ripopolare uno dei suoi stagni con una specie autoctona ormai estinta localmente da più di mezzo secolo: l'Emys orbicularis.

Il primo inserimento di sette testuggini era stato effettuato dai soli zoologi. Quest'anno lo si è voluto rendere un evento pubblico per avvicinare i più piccoli attraverso un'oretta di educazione ambientale. Dopo una breve camminata, il professor Simone Masin ha fatto conoscere da vicino ai giovanissimi i nove nuovi ospiti dello stagno. Il team di docenti è composto - oltre al dott. Simone Masin - dai dott. Valerio Orioli, Norberto Chiodini e Luciano Bani.

Il professor Simone Masin

È stato spiegato quanto sia importante difendere la biodiversità ed evitare di portare specie esotiche che competono con gli animali dell'habitat naturale. Gli esemplari introdotti nella precedente occasione avevano due anni di età, ora ne sono rimasti circa la metà.

Le nuove testuggini hanno sempre due anni di età ma in cattività non sono state fatte andare in letargo e hanno quindi assunto dimensioni maggiori con maggiori possibilità di crescere nello stagno del Parco del Curone. Già l'anno scorso era comunque stato fatto costruire un reticolato per rendere più complessa l'azione degli aironi di razzia.

Per l'anno prossimo è prevista un'ulteriore aggiunta di una quindicina di Emys orbicularis nella speranza che non si estinguano ancora una volta.

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Visto il seguito della cerimonia del 20 luglio, è molto probabile che sarà aperta al pubblico anche quella del prossimo anno, dopo il periodo di letargo.

 

Marco Pessina
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