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Scritto Lunedì 17 luglio 2017 alle 13:32

Verderio: 2 scuole di pensiero per  una sola tangenziale, i NOTANG hanno più consensi

Tangenziale o non tangenziale? Questo è il dilemma al quale parecchi cittadini verderiesi sono sottoposti da quando l'Amministrazione comunale ha inserito nel nuovo PUT, piano urbano del traffico, il primo da quando Verderio è un Comune solo, l'annoso progetto per la realizzazione di una circonvallazione che rimuoverebbe buona parte del traffico che insiste ogni giorno sulla SP 55, e in particolare sulla via Principale di ex Superiore. Da allora sono sorti - e insorti - due differenti comitati: uno per il fronte favorevole alla bretella, una sorta di SITANG che ha sollevato diverse obiezioni, però, al progetto originale proposto dall'ufficio tecnico del Comune; un altro NOTANG, categoricamente contrario alla realizzazione della nuova strada. Entrambi, in queste ultime settimane, hanno raccolto consensi tra i cittadini e sembra che il fronte del NO stia andando meglio. Sabato 15 luglio il portavoce del comitato contrario, Marco Bartesaghi, ha fatto sapere che le firme finora raccolte perché l'Amministrazione abbandoni il progetto sono 400, e la raccolta continuerà fino alla seconda metà di settembre. Nelle stesse ore, il fronte del SI, capitanato da Alfredo Sacilotto e Paolo Bellotto (l'ex sindaco di Verderio Superiore prima della fusione) ha divulgato un documento nel quale vengono illustrate tutte le ragioni per cui i sostenitori del NO hanno torto (clicca QUI per visualizzare il file). Le due scuole di pensiero hanno perciò visioni discordanti riguardo i principali motivi per i quali la tangenzialina verrebbe realizzata.

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IL TRAFFICO. E' il primo argomento con il quale il comitato NOTANG apre il testo della sua petizione. Bartesaghi e gli altri proponenti del NO sostengono che l'eventuale tangenzialina non servirà affatto ad eliminare buona parte delle auto che ad oggi scorrono incessantemente, da Trezzo dirette verso Merate, lungo l'arteria principale del Comune perché, come hanno scritto nella petizione, ''il traffico sarà semplicemente spostato di qualche centinaio di metri''. Secondo il SITANG, invece, ''lo scopo della circonvallazione, della quale moltissimi paesi come il nostro si sono dotati, è proprio quello di spostare il traffico (pesante e non, comunque quello di passaggio che è la maggior parte), fuori dal centro abitato, proprio per rendere quest'ultimo a misura d'uomo'', come hanno scritto Bellotto e Sacillotto nella lettera indirizzata ai sostenitori del NO.


SICUREZZA. ''La circonvallazione non renderà più sicura la via che attraversa il paese, perchè la sua pericolosità non dipende dall'intensità del traffico, bensì dalla sua velocità''. E' la versione dei NOTANG sulla questione sicurezza. Per i sostenitori del SI la nuova strada riuscirà a diminuire il numero di incidenti che avvengono in via Principale. ''Senza un'adeguata viabilità alternativa il declassamento da strada provinciale a strada comunale non potrà mai avvenire - hanno spiegato Bellotto e Sacillotto - E senza declassamento non saranno possibili tutti quegli accorgimenti che potrebbero vietare la circolazione dei veicoli pesanti, oltre a costringere gli autoveicoli a percorrerlo ad una ridotta velocità''. Pochi giorni fa, a prescindere dalla tangenziale, il Comune ha approvato il progetto definitivo di un incrocio semaforico tra via Principale e via dei Municipi.


COSTI ELEVATI.
Per i NOTANG sono almeno tre i costi elevati che andrebbero evitati. ''Quelli monetari - ha spiegato il comitato di Bartesaghi - quelli in consumo di suolo ancora più gravosi dei primi perché irreversibili e senza nemmeno il vantaggio di creare posti di lavoro, e quelli in bellezza persa. La strada attraverserebbe infatti le zone agricole adiacenti al Parco Adda Nord, il parco di Meleagro del complesso di Villa Gnecchi''. Tre anche le obiezioni del comitato SITANG, il quale ha fatto notare al fronte del NO che i soldi, qualora verranno spesi, saranno della Provincia o della Regione. Quanto al costo relativo al consumo di suolo, la risposta di Sacilotto e Bellotto è che ''il consumo di suolo va rapportato ai benefici che ne possono derivare alla collettività, e poter contare su un centro paese vivibile e sicuro deve essere considerato un beneficio importante''. Per quanto riguarda la bellezza persa, per il SI avverrà una certa preservazione del paesaggio: ''non si sta proponendo di costruire palazzi o capannoni - hanno spiegato - Si dovrà progettare in modo da non trasferire alle abitazioni periferiche i problemi che ora affliggono il centro e si dovrà provvedere a non interrompere percorsi rurali esistenti''.

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A.S.
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