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Scritto Domenica 16 luglio 2017 alle 18:50

Lomagna, ex sindaco Castelli: sui migranti l'on. Ezio Citterio avrebbe indetto il referendum. La giunta ci ripensi sullo Sprar

Lettera aperta all’Amministrazione di Lomagna
L’arresto qualche giorno fa in via De Gasperi a Lomagna di un personaggio forse legato al terrorismo costituisce un elemento ulteriore, se non bastasse il fallimento di via Diaz, per valutare accuratamente da parte dell’Amministrazione la propria posizione riguardo al piano di accoglienza dei migranti in paese.
Gianfranco Castelli,
sindaco emerito di Lomagna
dal 1985 al 1995 e dal 2004 al 2009
Quest’ultima dovrebbe infatti fare una revisione seria non solo se l’atteggiamento fosse semplicemente quello rappresentato dall’improntitudine che traspare dall’intervento del Sindaco sulla stampa, che tra le righe sembrava dire “questa volta ci è andata male ma vedrete ci riproveremo” quasi si trattasse di chissà quale target, ma anche se si trattasse di una convinzione profonda perché anche così non si può ignorare la realtà.
Non si può non tenere conto dei fatti; e questi sono, oltre all’arresto di via De Gasperi (una bazzecola!) che la stragrande maggioranza della popolazione è critica verso il programma cui Lomagna ha aderito in maniera tutt’altro che partecipata e trasparente,sia nella forma che nella sostanza.
E’ vero che c’è la delibera del CC, ma è pur vero che si è accuratamente evitato di coinvolgere la gente su un argomento di questa portata, contro un sentire consolidato da sempre a Lomagna e che trae origine nientemeno che dall’insegnamento di Ezio Citterio, il quale non avrebbe esitato in un caso del genere ad invocare il referendum. Perché l’Amministrazione ha derogato a questo principio? Semplice: se l’orientamento fosse stato quello che poi è emerso, come si sarebbe potuto dare attuazione a quella che sembra una volontà portata avanti apoditticamente? Ma da dove scaturisce questo “must”, se il buon senso, la gente, le peculiarità di Lomagna suggeriscono un atteggiamento più cauto?
Già Lomagna ha qualche peculiarità di cui tenere conto. Intanto è la seconda volta che interviene la DIGOS ad arrestare qualcuno, il che significa che il paese è in una rete di interessi non certo leciti. Inoltre è ben collegato con Milano per ferrovia e tangenziale ed infine è già meta di un cospicuo via vai di extraUE attratti dai servizi presenti sul territorio. E’ un paese tranquillo, molta gente lavora fuori, alcune zone possono generare l’idea di essere aree defilate da
Ezio Citterio, sindaco di Lomagna dal 1960 al 1964
e dal 1975 al 1977 e deputato della Repubblica Italiana
dal 1976 al 1983
ogni controllo. Qualcuno ricorderà pure il periodo dei continui assalti alla Posta quando si trovavano in via Milano: i rapinatori comparivano e in un attimo si dileguavano facilitati dalla logistica.
Per inciso tutte le volte che queste problematiche sono state sollevate l’Amministrazione per bocca del Sindaco ha chiuso l’argomento con un “tutto sotto controllo” elusivo quanto mai. Forse la frase sarà venuta dalla conoscenza delle attività investigative della DIGOS. Ma la questione, sollevata anche dall’opposizione, si riferisce ad un altro livello di controllo, quello che compete al Comune: queste presenze ex UE sono regolari? Alloggiano regolarmente? L’atteggiamento dell’Amministrazione in proposito sembra quello di chi dice: a cosa servono estintori e prevenzioni? Se scoppia un incendio vengono i pompieri: fuor di metafora la DIGOS.
Si potrebbe continuare, ma volendo concludere e andare al concreto credo che l’Amministrazione dovrebbe valutare seriamente come ritirare la propria adesione al piano provinciale di accoglienza (Sprar). Una delibera si può annullare, i motivi non mancano, qualche volta occorre il coraggio di fare un passo indietro evitando di impuntarsi inutilmente. Che responsabilità sulla Giunta in caso di qualche deprecabile (e purtroppo non improbabile) esito negativo!
Gianfranco Castelli, sindaco emerito di Lomagna
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