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Scritto Venerdì 14 luglio 2017 alle 09:33

Merate: preghiera alla Giunta, volete per cortesia garantire la sicurezza in centro?

Questo non è uno dei soliti commenti alle vicende meratesi, ma una preghiera rivolta alla Giunta Municipale della città. Dunque, gentili Signore e cortesi Signori, in campagna elettorale avete assicurato che avreste fatto rinascere il monumento di via Cazzaniga trasformandolo nel cuore pulsante dell'arte e della cultura cittadina e che avreste ridato lustro al quadrilatero con particolare riferimento alle bellissime piazze Prinetti e degli Eroi con incorporata via Carlo Baslini. Due promesse molto apprezzate anche da chi scrive ritenuta l'urgenza di dare un senso compiuto e ordinato alla struttura di via Cazzaniga, area don Natale Basilico e di mettere ordine nel magmatico e multietnico centro città.
Ebbene a tre anni dal vostro insediamento non pare che tali promesse siano state mantenute.
L'area di via Cazzaniga, più che il cuore pulsante è diventata una latrina a cielo aperto, un orinatoio per incontinenti in gara a chi la fa più lontano; c'è qualche manifestazione dovuta all'associazione che ha occupato i locali ma per il resto a farla da padrona sono i frequentatori del bar. E a tal proposito chi di dovere dovrebbe valutare con più attenzione quanto dichiarato dall'avvocato Alessandro Patti circa l'eventualità di rivedere la convenzione che, in parte, non è stata rispettata con non infrequenti sconfinamenti che hanno portato persino lo stesso Comune a comminare sanzioni al proprio gestore. E se non ce la fate a imporre il rispetto della convenzione (e nemmeno quello delle regole) revocatela e si torni al più tranquillo Caffè Concerto, come l'aveva immaginato l'ideatore della struttura, Dario Perego.
Quanto all'area centrale l'unico intervento di rilievo è stato quello di consentire al locale del lato est di piazza Prinetti di installare sedie e tavoli all'aperto; non è chiaro se in sicurezza come richiesto alle associazioni che intendevano mettere le panche a terra ma è stato loro vietato perché non era possibile fissarle al pavimento. Se una regola c'è per Pierpaolo Arlati e Giacomo Ventrice ci deve essere anche per Pluto, Pippo e Paperino.
Ma detto questo - e arriviamo alla preghiera - non è possibile piazzare un agente di polizia locale, tutte le sere, diciamo dalle 21 alle 24 a sorvegliare le piazze e, di tanto in tanto a dare un'occhiata all'area Cazzaniga?
Chi sta in piazza lo sa: dopo una certa ora iniziano le scorribande in bici e in moto, passano auto non autorizzate col rischio di investire i pedoni che se ne stanno tranquilli a godere il fresco sotto i tigli; si gioca a calcio e in qualche caso tra etnie diverse si fa a botte.
Ora, è stato possibile dispiegare ben 3 pattuglie per un totale di 60 ore di servizio a controllare il buon esito di una manifestazione privata, durata 10 ore, che al pubblico è costata mentre al privato ha reso probabilmente molto (se è vero che la terza edizione è già stata programmata e le prevendite sono aperte), ci volete spiegare perché per un servizio di sorveglianza pubblica, 3 ore per sera da aprile a ottobre, non si trovano né soldi né uomini?
Il comandante Roberto Carbone - figura quasi metafisica dato che ben pochi lo conoscono - ci spiega perché dopo una certa ora non ci sono più vigili in servizio e i famosi pattuglioni notturni che anni fa si svolgevano regolarmente ora sono eventi del tutto occasionali?
Claudio Brambilla
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