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Scritto Lunedì 19 giugno 2017 alle 18:37

Merate: approvata la convenzione per la videosorveglianza. Preso l’impegno di pagare il 20%, ma il costo reale non è noto

Il capogruppo di maggioranza Alfredo Casaletto
Con 11 voti a favore, la maggioranza, tre contrari, il centrosinistra e un astenuto, Massimo Panzeri capogruppo leghista è stata approvata la variazione del documento unico di programmazione e del bilancio previsionale con l'applicazione di parte dell'avanzo dell'esercizio precedente. L'argomento è già stato ampiamente trattato nella cronaca della seduta di Commissione Bilancio. Con l'arrivo della nuova responsabile del settore "Finanza" del comune, la dottoressa Parma, è stato introdotto il metodo aziendale del bilancio di verifica infrannuale, e più specificamente, quadrimestrale al fine di aggiustare i conti di previsione in base alle effettive movimentazioni dei mastri. Con questa ricognizione sono stati individuati tra maggiori entrate e minori spese, risorse importanti, quasi 500mila euro, cui sono stati aggiunti circa 200mila euro di parziale avanzo dell'esercizio 2016, da destinare interamente a investimenti. In realtà oltre 550mila euro sono stati già stanziati per completare la piazza retrostante il Municipio di Piazza degli Eroi. E su questa decisione si sono espresse criticamente le minoranze, pur apprezzando il nuovo corso. Secondo Valeria Marinari del centrosinistra parte del "tesoretto" si doveva destinare alle palestre delle scuole. Investire tutto nella bellezza della piazza significa - ha detto con una convincente metafora - spendere tutti i soldi nel salotto buono di casa dimenticando la camera dei bambini. Al contrario Massimo Panzeri ha detto di condividere in pieno la decisione di investire 550mila euro nella piazza ma ha posto l'attenzione su alcuni capitoli dai quali è stato possibile ottenere risparmi o maggiori entrate. Una critica l'ha espressa anche rispetto alla videosorveglianza locale: "il rapporto costi-benefici - ha affermato - mi sembra sproporzionato".

Ma è proprio sul progetto della videosorveglianza a livello circondariale che si è acceso il dibattito. Lo stesso sindaco Massironi ha dato lettura della nuova convenzione ed è parso che non fosse particolarmente entusiasta. E quando il consigliere Pozzi del centrosinistra ha sollevato le prime perplessità si è detto disponibile a ritirare il punto per un ulteriore approfondimento. A sostegno della tesi, "votiamo subito", è intervenuto Ernesto Sellitto mentre più prudentemente il capogruppo Alfredo Casaletto ha suggerito una sospensione dei lavori per un punto rapido alla ricerca di un'intesa. La questione sta in questi termini: dopo una serie di riunioni con Prefetto, Questore, Comandanti di carabinieri e Guardia di Finanza si è deciso di avviare la progettazione di un sistema di lettura targhe che "circondi" l'intero meratese. Un'opera stimata in 700mila euro da finanziare con un leasing di 5 anni e alla quale ogni comune partecipa in funzione del numero di abitanti; Merate concorrerà per il 20% circa. Da votare c'era il testo della convenzione radicalmente modificato rispetto al precedente già approvato. Pozzi ha chiesto che venisse allegata la tabella con i costi. Il segretario comunale è intervenuto per sentenziare che non c'è alcuna necessità di allegare tabelle e che comunque la spesa da sostenere resta nella competenza della Giunta. Il tecnicismo ha subito convinto Massimo Panzeri che, da una posizione in linea con Pozzi si è sfilato passando di fatto con la maggioranza. Messo ai voti, infatti, il capogruppo leghista ha votato a favore con Più Merate mentre il centrosinistra si è astenuto. La tesi di Alessandro Pozzi, tuttavia, è apparsa fondata, al di là delle rigide interpretazioni del Segretario comunale. Nei fatti, si è in presenza di un nuovo testo, per via delle numerose modifiche apportate.
Alessandro Pozzi di Sei Merate
La "vecchia" convenzione regolava l'attribuzione dell'incarico al progettista, quella nuova prevede invece la realizzazione dell'opera; viene individuato un capofila (Comune di Lomagna); viene introdotto un termine temporale di cinque anni; è stata stralciata la possibilità -da parte delle Polizie Locali - di accedere alle immagini riprese dalle telecamere, il cui impiego verrà determinato da futura convenzione. Ma, soprattutto la convenzione non fa cenno in alcuna sua parte al tema - non di poco conto - dei costi che i Comuni dovranno sostenere. Dal lavoro del progettista, si stima un onere pari a 700mila euro, probabilmente destinato a crescere qualora non risulti possibile "agganciarsi" alla Centrale Operativa di Lecco (cosa peraltro assai probabile). Tali costi non vengono però in alcun modo formalizzati (e nemmeno citati) nell'atto. Detto in altri termini, approvando la convenzione, i Comuni si impegnano a compartecipare ad un costo (per una "causa" condivisibile, certo) senza però sapere quanto andranno a spendere, nonostante il progetto preliminare sia terminato. Su questo la convenzione parla chiaro nell' art. 6 "rapporti finanziari" che recita: "I costi di gestione sono a carico dei Comuni [...] e vengono ripartiti in base al numero degli abitanti al 31/12/2016. Ogni Comune approverà una determina di avvio della procedura per l'acquisizione del servizio nella quale provvederà ad assumere l'impegno di spesa di sua competenza". Nel corso del suo intervento Pozzi ha ribadito che "..... quello della videosorveglianza è un progetto assolutamente condivisibile, tanto che abbiamo approvato con convinzione l'accordo del settembre 2015 con il quale è stato dato mandato alla provincia di esperire la gara per la progettazione preliminare. Altrettanto condivisibile è la logica di sistema che ne sta alla base. Personalmente considero un bel segnale il fatto che 14 Comuni, in modo compatto, abbiano inteso aderirvi. Detto questo, non fatico a comprendere la fretta con la quale i Comuni abbiano inteso portare la convenzione in approvazione. Attendere la definizione definitiva del computometrico (che sarà disponibile a breve) avrebbe sgomberato il campo da eventuali soprese".
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