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Scritto Lunedì 19 giugno 2017 alle 16:56

La Valletta: ''fallita la prima'', ora è meglio ammainare la bandiera

Roberta Trabucchi
E così, al primo tentativo, sta già franando tutto. I pasdaran della fusione tra Perego e Rovagnate si stanno esercitando nella caccia al colpevole del complotto che ha minato il primo Consiglio comunale, aprendo di fatto la porta al Commissario prefettizio. E già dicono e scrivono che dietro tutto ciò c’è la mano di un grande vecchio, “costretto” a rimanere alla finestra mentre le due sindache si mettevano d’accordo e, in mancanza di valide alternative, estraevano dal cilindro la candidatura di Roberta Trabucchi. Ma non ci si inventa amministratore, e tanto meno sindaco. Soprattutto di un Consiglio nel quale debbono essere rappresentate due entità distinte che in precedenza rappresentavano altrettante comunità, parimenti distinte. La forzatura accompagnata da applausi di togati e cronisti in erba ha generato frutti avvelenati: l’Aula è stata ben presto ridotta alla sola maggioranza, peraltro lacerata al proprio interno con una ex sindaca sostanzialmente disinteressata e un’altra troppo coinvolta. L’inesperienza della Trabucchi ha fatto il resto. Qui non siamo a Verderio dove quelli di Superiore hanno accettato Alessandro Origo come proprio sindaco riconoscendo in lui la quintessenza della carica, che a Inferiore rivestiva già a tempo indeterminato. Qui il processo doveva essere più lento, meglio digerito, passando prima per una unificazione dei servizi pur all’interno di due municipalità. Ci vuole tempo per creare una coscienza comune e soprattutto per forgiare una nuova generazione di classe dirigente. Santa Maria è rimasta fuori e ora Efrem Brambilla guarda con riconoscenza Carmelo La Mancusa per la scelta di restare autonomo.
Va anche detto che la Sindaca si era resa responsabile di uno sgarbo istituzionale che in altri ambienti le sarebbe costata la poltrona, quando pur avendo mandato dal gruppo di maggioranza di astenersi sulla delibera di conferimento del servizio idrico integrato, andò e votò a favore, dubitiamo perché avesse mai studiato la materia ma, più probabilmente, perché “ispirata” da qualcuno che risiede un centinaio di metri di altitudine sopra La Valletta.
Non sappiamo ancora come andrà a finire, se la Trabucchi tenterà comunque di andare avanti oppure se alzerà bandiera bianca cedendo l’ufficio al commissariamento. Per parte nostra pensiamo sia necessario un rapido ritorno alle urne, richiamando in servizio attivo quegli ex amministratori che sanno come si gestisce un comune e come si affrontano le complesse problematiche sovracomunali che vanno dalla partecipazione a Retesalute sino alla gestione del Parco del Curone la cui presidenza dovrà essere rinnovata entro pochi mesi.
Le persone capaci ci sono, mettano da parte eventuali pregiudizi e tornino in campo. In giro c’è già tanta sciatteria, non è il caso di prolungare oltre lo spettacolo indecoroso che la nuova municipalità “La Valletta Brianza” ha offerto al territorio al suo debutto.
Claudio Brambilla
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