Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 241.954.198
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del01/10/2017

Merate: 37 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 34 µg/mc
Lecco: v. Sora: 34 µg/mc
Valmadrera: 28 µg/mc
Scritto Venerdì 19 maggio 2017 alle 08:06

Merate: il sogno di Massironi

Accidenti ad Alberto Salvioni e alla sua forza Italia! Mi ha incuriosito il suo comunicato e sono andato a cercare l'intervista di Claudio Brambilla al sindaco Andrea Massironi.

Sono rimasto di stucco leggendo le ultime righe, quando rivela il "sogno" di riportare il municipio in via Garibaldi. Sia ben chiaro: io sono affezionato a villa Confalonieri. Gli anni in cui ha fatto da casa comunale corrispondono esattamente alla mia modesta esperienza di impegno per le cose amministrative.

In ogni caso quello che per lui è un sogno per me è un incubo. E forse anche per lui,

quello di non aver portato a termine il progetto iniziato nel 1999:

Dario Perego era sindaco al suo secondo mandato, Andrea Massironi al suo fianco costituiva il suo braccio armato per raggiungere gli obiettivi strategici del quinquennio: iniziare i lavori per la realizzazione del progetto Casamonti sull'area Cazzaniga, e progettare, sempre con il contributi dell'architetto fiorentino, una super biblioteca - centro culturale ampliando la struttura di palazzo Tettamanti, impresa che nemmeno era scritta nel loro programma elettorale.

E in quegli anni Andrea Massironi lavorò come un bulldozer, travolgendo tutte le opposizioni: Mario Gallina, Luigino Galbusera, Totò Rosace, Cesare Perego, Pierpaolo Arlati, Tino Passoni, Alessandro Patti, Silvio Mandelli. Tutte persone dalle differenti esperienza ideologiche e forti divergenze politiche, si ritrovarono a lavorare compatti e in armonia come in un solo gruppo per fermare questo progetto. Trovarono il favore della popolazione. In tre giorni furono raccolte oltre mille firme di cittadini che chiedevano un referendum per fermare il Casamonti bis.

La lotta in consiglio comunale fu cruenta e senza esclusione di colpi. La giunta Perego Massironi, a suon di voti di fiducia, approvò in fretta e furia modifiche al regolamento comunale che resero inapplicabile il referendum e imposero di troncare la raccolta di firme. Chi non si ricorda o è incuriosito dalla vicenda Clicchi qui

E' solo un esempio: c'è un'ampia nelle cronache dell'epoca!

Dario Perego pagò il prezzo politico di questa scelta perdendo anche nella propria città le elezioni del 2004 che lo vedevano candidato alla presidenza della provincia.

Andrea Massironi, rimasto aggrappato al candidato sconfitto Andrea Colombo, riuscì a entrare in consiglio comunale, diventando punto di riferimento dei gruppi di opposizione alla giunta Albani

Una presenza pesante e determinata, cinque anni con il "mitra spianato", pronto a tutto per impedire che venisse interrotta la realizzazione delle opere intraprese. Tanto era forte questa determinazione che Claudio Brambilla, in un editoriale dell'epoca, proponeva di attribuire a Massironi la carica di commissario straordinario per la chiusura del cantiere nell'area Cazzaniga, dove costi e problemi tecnici lievitavano come un dolce del mulino bianco. Problemi comunque risolti dalla giunta Albani.

Il braccio di ferro per il centro culturale si concluse invece con un compromesso: Albani e i suoi non riuscirono a fermare i lavori, ma trovarono in questo problema la riposta ad un'altra emergenza: villa Confalonieri era alla frutta. Non si raggiungevano più i limiti minimi di sicurezza. Il potenziale centro culturale venne destinato a Municipio.

Rimase però il vincolo normativo di rispettare il progetto di massima originale.

A questo punto non resta che sperare che Massironi mantenga il proposito di non ripresentarsi, e che la sa ossessioni non diventi tema di scontro delle prossime elezioni, portando la nostra città indietro di 20 anni.

Più saggio e concreto il ragionamento di Alberto Salvioni un ragazzo nato nell'1989, che ai tempi delle vicende narrate frequentava le scuole dell'obbligo, ma sembra aver le carte in regola per dire la sua. Proposte su cui si può discutere, non sogni campati in aria!

Aspetto positivo: nelle diverse realtà politiche una generazione di giovanissimi con meno di trent'anni che si stanno preparando a prendere in mano il futuro della nostra stupenda città!

Lanfranco Consonni

La vicenda riassunta dall’ex consigliere Consonni è stata al centro delle polemiche più dure tra il 2000 e il 2004, e questo è vero. E’ però altrettanto vero che il progetto di utilizzare Palazzo Tettamanti come polo culturale, pur non essendo inserito nel programma elettorale, poteva avere un senso se all’epoca fosse stato presentato nella sua totalità. Invece il sindaco Perego, come ci ha spiegato nella recente intervista, dovette mantenere un profilo bassissimo proprio sull’aspetto più importante del progetto stesso: quello di dare ospitalità alle 40 sculture che il collezionista Simone Spierer aveva promesso di cedere al comune di Merate a condizione che la collezione non venisse smembrata, che fosse accessibile al pubblico e che la sala che la ospitava portasse il suo nome. Sculture valutate nel 2000 oltre 35 miliardi di lire. La sola biblioteca non poteva giustificare la realizzazione delle tre stecche posteriori che oggettivamente hanno “abbruttito” il palazzo di fine ‘800 ma con il grande museo e il conseguente flusso di turismo culturale che avrebbe generato il quadro mutava parecchio. Noi fummo contrari al semplice utilizzo del palazzo ampliato per ospitare la biblioteca. Restava tuttavia il problema di quale destinazione assegnare al Palazzo di Piazza degli Eroi che, abbandonato da anni, era ormai rifugio di sbandati e malavitosi. Quanto al referendum va anche aggiunto per completezza che la richiesta di sospensiva al nuovo regolamento che disciplina le consultazioni popolari avanzata prima al Tar e poi al Consiglio di Stato da parte del comitato referendario furono entrambi respinte. Infine, ma questo è una interpretazione libera, non credo che Massironi intenda semplicemente riportare il municipio a villa Confalonieri, penso invece che l’idea si inquadri in un disegno più ampio di riassetto degli edifici pubblici a partire proprio dalla ex sede municipale che, come palazzo Tettamanti all’inizio di questo secolo, rischia di finire abbandonata e nel mirino dei soliti vandali.

Lanfranco Consonni mi consentirà l’ultima chiosa sul continuo richiamo alla bravura dei giovani. Certo diamo loro spazio, a Del Boca, a Salvioni (che temo ben pochi conoscano nonostante sia il coordinatore o che di Forza Italia Merate). Ma, caro Lanfranco, questi benedetti giovani da quale postazione seguono le vicende amministrative della città di cui parlano e sparlano? Di sicuro non dalle postazioni istituzionali che sono le commissioni e il Consiglio comunale. Perché lì né Del Boca né Salvioni li ho visti mai (o quasi). Dubito molto che la città avrebbe un miglior futuro se affidato a questi ragazzi.

Claudio Brambilla

.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco