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Scritto Mercoledì 17 maggio 2017 alle 19:43

ATS Monza e Brianza: 32 azioni e 10 aree di interesse per il miglioramento dei PS, con la collaborazione di tutti gli attori

Da sinistra: il direttore socio sanitario Oliviero Rinaldi, il presidente dell'ordine dei medici Carlo Maria Teruzzi,
il direttore generale Massimo Giupponi, il direttore sanitario di Areu Carlo Picco, il direttore sanitario Silvano Lopez,
il direttore sanitario dell'ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) di Lecco Flavia Pirola,
il direttore sanitario della ASST di Monza Nicola Orfeo


L'obiettivo erano 10 azioni in 45 giorni per migliorare gli accessi al pronto soccorso. Ne sono uscite 32 proposte dai diversi operatori coinvolti, approvate e validate in 4 incontri tra febbraio e marzo e così ripartite: 6 azioni a supporto dei servizi , 17 di sistema e 9 dai singoli operatori.


10 le aree di interesse dalle quali si attende un impatto positivo sulle attività di PS.


A presentare il report della prima fase di lavoro, sono stati i vertici dell'ATS di Monza e Brianza riuniti presso la sala conferenze della sede di Monza, in Viale Elvezia.


Come visualizzabile dalle slides, ai sanitari sarà dato l'accesso al portale dell'emergenza urgenza di tutti i PS dell'ATS così da poter visualizzare le disponibilità e le attese in tempo reale, per dirottare eventualmente i flussi altrove. In collaborazione con l'Università e le associazioni di volontariato sarà realizzata un'indagine per capire le motivazioni della presenza dei codici bianchi e verdi nelle sale di attesa. Infine si creerà un canale di comunicazione per l'individuazione del paziente critico che approda in PS, con un alert sulla sua situazione.


Sui cittadini si lavorerà per migliorare la comunicazione e quindi metterli nelle condizioni di poter conoscere gli accessi ai PS e valutare dove andare nonché fornire le raccomandazioni su come comportarsi e in quali casi l'accesso può essere evitato. In collaborazione con l'Università Bicocca l'unità di crisi dovrà identificare le situazioni a rischio che potrebbero portare al "crollo" del sistema (epidemie, condizioni meteo,...) e quindi ad afflussi ingestibili.


Così come indicato dalla legge 23 l'obiettivo è quello più ampio di migliorare l'approccio che il cittadino ha con il sistema sanitario e viceversa, coordinando il governo della domanda e dell'offerta nel paziente critico. Da qui il potenziamento e la gestione della rete degli ambulatori, gli accessi diretti al PS tramite l'invio del medico di base e la segnalazione delle fragilità.


Le azioni sul personale ospedaliero saranno volte alla formazione continua per una migliore assegnazione dei codici di triage, alla rotazione del personale in reparto dalla chirurgia e dalla medicina generale (per far fronte alla carenza di figure qualificate per l'emergenza/urgenza).


Sul fronte dei servizi ospedalieri si punta a un temporaneo ampliamento dei posti letto disponibili, a percorsi di presa in carico rapida da parte dello specialista (soprattutto del paziente cronico in fase di acutizzazione), alle aree dedicate per i soggetti fragili, allo snellimento delle pratiche di compilazione della scheda di accettazione già da parte dell'utente, tramite un "totem" (almeno nelle parti più semplici).


Ogni mese l'Azienda di Tutela della Salute di Monza e Brianza si farà carico di ricevere un report sullo stato di avanzamento di tali azioni.

Il direttore generale dell'ATS Massimo Giupponi

A sottolineare la bontà e la lungimiranza di questo progetto, è stato il sindaco di Casatenovo nonché presidente del distretto dei sindaci lecchesi, dr. Filippo Galbiati che, partendo dalla felice situazione del territorio che presenta un elevato livello di qualità dei servizi al cittadino (scuole, rifiuti,...), ha invece sottolineato come l'affanno quotidiano sia proprio relativo agli accessi al PS o comunque al sistema sanitario. Forte anche della sua esperienza sul campo, il dr. Galbiati ha ribadito la necessità di collaborazione tra i diversi attori e gli stessi enti locali che, pur non avendo un coinvolgimento diretto negli ospedali, possono però lavorare in quelle che sono le sfere sociali e territoriali.
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S.V.
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