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Scritto Lunedì 20 marzo 2017 alle 19:03

Italcementi: i sindaci meratesi ''schierati'' contro Calusco che incassa la fidejussione ''I soldi da destinare all'indagine epidemiologica''

Che Calusco avrebbe incassato la fidejussione da 600mila euro, rilasciata nel 2012 da Italcementi a garanzia del fatto che avrebbe costruito un raccordo ferroviario per togliere dalle strade migliaia di camion (intervento che, per diverse ragioni, non è mai "arrivato al capolinea"), non se lo aspettava proprio nessuno. Stando alle indiscrezioni trapelate, durante l'incontro che si è svolto mercoledì 15 marzo a Calusco, al quale hanno partecipato anche Verderio, Robbiate, Imbersago e Cornate, firmatarie nel 2012 di un accordo per proseguire la trattativa con il colosso del cemento, sarebbero volate "parole grosse" di sicuro è aleggiata molta incomprensione tra i partecipanti. Specialmente nei confronti delle decisioni degli amministratori di Calusco i quali vorrebbero tenersi la metà esatta della cifra ritirata, lasciando quel che resta ai sette Comuni che avevano firmato quell'accordo (ci sono anche i bergamaschi Villa d'Adda, Carvico e Medolago). A renderne edotta la cittadinanza è stato lo stesso sindaco di Verderio Alessandro Origo, nel corso di un'assemblea pubblica che si è svolta qualche giorno dopo in paese. I caluschesi, tra l'altro, non avrebbero chiarito come intendono sfruttare questo denaro, mentre il resto del gruppo - eccetto la titubante Cornate - è d'accordo che quei soldi andrebbero usati per fare una indagine epidemiologica. Il resto verrà chiarito tra due settimane, dal momento che è previsto un nuovo incontro per parlare del caso "fidejussione". "Ci siamo impegnati, dopo una riunione carica di tensione, a ritrovarci entro la fine mese per capire se ci sono i presupposti per un accordo con Calusco - ha affermato Giovanni Ghislandi, primo cittadino imbersaghese - Il nostro Comune, a prescindere da quale sarà la cifra che ci verrà destinata, è convinto che ci sia bisogno di dedicare ogni risorsa alle politiche ambientali e ad una indagine epidemiologica". Stessa posizione di Origo, espressa durante l'assemblea pubblica di venerdì. "Nessuna delle municipalità che ha partecipato all'incontro era d'accordo sul riscuotere quella fidejussione" ha affermato "Non è ancora chiaro quanto spetterà al nostro Comune, in ogni caso utilizzeremo la cifra per svolgere un indagine epidemiologica". Non è proprio dello stesso parere, invece, il vicesindaco di Cornate, Antonio Viganò, il quale sostiene che l'indagine tocca farla ad Italcementi. La Provincia di Bergamo lo aveva imposto all'azienda, oltretutto, che però si è difesa chiamando in causa il TAR della Regione.

"Se fino ad ora i Comuni non hanno avviato l'indagine epidemiologica è anche una questione economica - ha spiegato Viganò - Ci sono test che costano 30mila euro appena, se si affida l'incarico ad istituti competenti più costare anche 300mila euro. A Valmadrera l'hanno fatta, è costata 110mila euro. Spetta a Italcementi e non ai Comuni, la Provincia di Bergamo glielo ha imposto. Dovremo aspettare ancora due settimane, poi ci sarà un altro incontro con Calusco. Quel che è certo è che questi soldi dovranno essere spesi quest'anno, altrimenti finiscono nell'avanzo di amministrazione. Un'alternativa sarebbe quella di darli al Parco Adda Nord, che potrebbe gestire questi soldi con più tempo a disposizione. Siamo tutti d'accordo, comunque, che vadano impiegato in compensazioni ambientali".
A.S.
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