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Scritto Domenica 19 marzo 2017 alle 10:50

Cornate: consegnate le firme di comitati e medici per chiedere studi su ''Italcementi''

Sono state consegnate sabato mattina al Sindaco Fabio Quadri presso la sala pluriuso del Comune di Cornate d'Adda le firme dei cittadini cornatesi raccolte con petizione popolare dai comitati "La Nostra Aria" e "Rete Rifiuti Zero Lombardia". La petizione verte ad ottenere che gli amministratori locali si attivino per svolgere un'indagine epidemiologica georeferenziata caso-controllo sui casi acuti nell'ambito delle ricadute del camino dello stabilimento Italcementi di Calusco d'Adda.

Da sinistra, il Dott. Paolo Scarpazza, la Dott.ssa Raffaella Mattioni, Attilio Agazzi, il Sindaco Fabio Quadri, il Vicesindaco Antonio Viganò

 

"Abbiamo scelto di consegnare pubblicamente le 430 firme raccolte" ha spiegato Attilio Agazzi del Comitato La Nostra Aria, " perchè siamo dei gruppi formati da comuni cittadini, senza alcun orientamento politico, che chiedono di verificare se gli inceneritori situati nei nostri paesi producano effetti negativi sulla salute delle popolazioni che vivono sotto il loro camino, coinvolgendo il più possibile la gente che vive in queste zone. Da quando ci siamo costituiti abbiamo sempre lottato per coinvolgere le istituzioni nello svolgimento di indagini sanitarie e non siamo mai stati ascoltati; noi purtroppo per legge non possiamo richiedere che indagini del genere vengano effettuate. Abbiamo promosso questa ulteriore iniziativa comune per comune per coinvolgere i Sindaci, diretti responsabili della salute dei loro cittadini. Per questo motivo abbiamo promosso questa petizione, in modo da rafforzare il potere del Sindaco a richiedere lo svolgimento di questa indagine".

Successivamente è intervenuta la Dottoressa Raffaella Mattioni dell'ASST Nord di Milano, che ha spiegato ai presenti che cosa sia un'indagine epidemiologica e quale tipo viene richiesta dai due comitati. Nel corso del suo intervento la Dottoressa ha spiegato che la legge italiana non prevede l'obbligatorietà dello svolgimento di tali indagini sanitarie nei territori limitrofi ad un impianto inquinante ma che alcune Regioni, come l'Emilia Romagna e il Piemonte, investono parte dei loro fondi per effettuare questo tipo di ricerche.

"È strano" ha continuato la Dottoressa Mattioni, "che la Lombardia, una Regione molto più ricca delle vicine Emilia Romagna e Piemonte e con molti più inceneritori delle due specificate Regioni non preveda lo svolgimento periodico di indagini epidemiologiche. In Lombardia ci sono 13 impianti di incenerimento e molti sono concentrati nel nostro territorio, da Calusco d'Adda, Filago, Trezzo sull'Adda e Dalmine alle poco distanti Valmadrera e Sesto San Giovanni".
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Poi è intervenuto anche il Dottor Paolo Scarpazza, medico che lavora presso il reparto di pneumologia dell'ospedale di Vimercate: " ho portato al Sindaco di Cornate anche le firme di 140 medici del territorio che si oppongono all'incremento della quantità di rifiuti del cementificio poichè già l'attuale produzione espone le popolazioni a numerosi rischi, data la già poca ventilazione del territorio per cause climatiche. Inoltre vi espongo alcuni dati che vi faranno riflettere. Nel corso degli ultimi anni abbiamo verificato un mutamento del più comune tumore al polmone: se fino a qualche anno fa i tumori di questo tipo si sviluppavano in soggetti in età avanzata che avevano fumato molto nel corso della loro vita nella forma di carcinoma spinocellulare, ultimamente stiamo constatando che si sviluppano maggiormente tumori in soggetti che non hanno mai fumato una sigaretta nel corso della loro vita, sottoforma di tumore spinocellulare. Questo tipo di malattia si sviluppa nelle più piccole vie aeree, a causa di micro particelle nocive che riescono a stabilizzarsi in quelle zone. È chiaro che questo è un problema per le popolazioni più giovani".

Attilio Agazzi consegna le firme al Sindaco Quadri

Infine sono state consegnate le firme raccolte al Sindaco Quadri, il quale ha affermato: " noi non siamo contrari allo svolgimento di queste indagini epidemiologiche ma riteniamo che una tale indagine svolta unicamente dal Comune di Cornate d'Adda serva a ben poco; inoltre noi ci troviamo in un'altra provincia rispetto a quella competente al cementificio di Calusco. Perciò possiamo valutare il coinvolgimento di altri Comuni, magari delle province di Lecco e di Bergamo, oppure l'affidamento di un tale procedimento ad un ente diverso da quello comunale: purtroppo, per motivi burocratici e tecnici relativi al bilancio annuale e alle spese, è difficile che un Comune si prenda un incarico del genere. Noi come Comune abbiamo già impedito che venisse firmato il protocollo d'intesa per l'ampliamento dello scalo ferroviario di Italcementi". Infine il Sindaco ha anche ipotizzato un possibile fondo da cui attingere la cifra necessaria allo svolgimento per l'indagine: " proprio per l'ampliamento dello scalo ferroviario del cementificio era stata emessa una fideiussione di 600 mila euro a garanzia del completamento di tale opera, escussa poi dal Comune di Calusco. Ora stiamo discutendo come utilizzare questi soldi, si potrebbero utilizzare per svolgere l'indagine epidemiologica".
Beatrice Frigerio
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