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Scritto Sabato 18 marzo 2017 alle 14:18

Paderno: la storia del Naviglio nel libro di Giancarlo Mele, con le sue tradizioni

La storia del territorio raccontata dai personaggi, le leggende e l'ambiente, ovvero dai protagonisti che l'hanno costruita. Questo, in sintesi, "Martesana e Adda, tra storie e leggende", un bel libro che Giancarlo Mele, l'autore, ha presentato a Paderno d'Adda.

Accolto a Cascina Maria, testimonianza essa stessa di quello che viene raccontato, per rileggere la storia che ha dato alle stampe con Meravigli editore di Milano, Mele ha scelto di cambiare ruolo. Ha indossato infatti un saio nero, diventando, per novanta minuti, San Colombano, frate degli Umiliati che nei primi anni nel 570 dopo Cristo aveva l'Adda nella Bassa Padana. Dai Romani a Teodolinda, passando per i Visconti e gli Sforza, nonchè, naturalmente, per il grande scienziato e artista italiano di sempre, ovvero Leonardo da Vinci, Mele non ha dimenticato nulla. Pur velocemente, ha attraversato infatti personaggi e ambienti di quello che viene chiamato il "Medio corso dell'Adda".


Arrivando agli anni duemila, una citazione particolare l'ha riservata a Luigi Gasparini e Fiorenzo Mandelli; "eroi del nostre tempo" li ha definiti Mele, perchè quando, " si sono trovati davanti il Naviglio di Paderno nascosto dal bosco incolto, non hanno detto: tocca alle istituzioni. Semplicemente si sono rimboccati le maniche e hanno ricostruito l'ambiente che noi tutti apprezziamo. Mandelli lo ha fatto come custode del santuario della Rocchetta, nonchè come "guida" di fatto del sito archeologico. Allo Stallazzo (edificio rurale che ospitava il cambio del cavalli per il traino dei barconi sul naviglio) Gasparini ha dato vita a "Solleva", cooperativa per il ricupero sociale, un proposta che le centinaia di turisti ciclopedonali delle alzaie, stanno apprezzando moltissimo".

Fiorenzo Mandelli, il sindaco Renzo Rotta, l'assessore Claudio Stella, Giancarlo Mele, Luigi Gasparini


Per chi ascoltava, un'ora e mezza di cultura, un modo, come ha detto Mele, di "rileggere il passato per costruire il presente e il futuro. Perchè, non dimentichiamolo mai - ha concluso l'autore con l'ultima immagine, naturalmente quella del ponte di Paderno - siamo noi che dobbiamo costruire i ponti che ci terranno uniti, perchè gli eroi del nostre tempo, siamo noi che lo stiamo vivendo".
Sergio Perego
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