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Scritto Mercoledì 15 febbraio 2017 alle 19:11

Pozzi: sull’ATR2 Merate rinuncia a 688mila € di oneri. Allora si cambi la norma del PGT

Nella seduta della Commissione Urbanistica di ieri sera l'Assessore Vivenzio ha presentato il Piano Attuativo relativo all'Area di Trasformazione ATR 2 di Cassina Frà Martino.

diddscalia
L'intervento edilizio, posto sul confine con la via San Marcellino e che in sostanza si configura come il completamento del compendio residenziale di via Marconi, si articola su un'area di 10.320 mq di superficie, ha una funzione prevalente residenziale e prevede la realizzazione di oltre 2mila mq di Superficie Lorda di Pavimento. Si tratta quindi di un intervento di medie/grandi dimensioni, che incide in modo rilevante sul territorio di Cassina. Gli indici e i parametri urbanistici previsti per l'Ambito di Trasformazione ATR 2 dal vigente Piano di Governo del Territorio individuano, tra gli altri, una superficie di 5.600 di standard di qualità (oltre a 835 mq di standard di legge) di cui "individuati da cedere" 500 mq. È evidente, quindi, la volontà degli estensori del PGT, di reperire in loco e cedere al Comune una superficie inferiore al 10% (500 mq, appunto) dello standard qualitativo (5.600 mq), volontà confermata nel Documento di Piano che, all'art.14.3 delle Prescrizioni Attuative, recita: "la realizzazione di un parco giochi e verde attrezzato per una quota non inferiore a 300 mq. nell'area di cessione di complessivi mq. 500". Questo significa, sempre secondo le intenzioni del PGT, che, individuati e ceduti i 500 mq previsti, restano da monetizzare 5.100 mq che, al costo previsto di 135 €/mq, equivarrebbero a 688.500 € che il Comune incassa o, in alternativa, trasforma in opere pubbliche da realizzare. Decisamente una somma significativa, che gli estensori del PGT (e prima ancora i legislatori che hanno introdotto il concetto di standard qualitativo) intendono come un riequilibrio fra le parti in causa: la comunità che cede parte del territorio per consentire all'operatore privato di realizzare l'impresa e conseguire un guadagno e l'operatore privato che, guadagnando dall'operazione, restituisce alla comunità opere pubbliche eseguite a sue spese. Il Piano Attuativo presentato ieri sera prevede invece l'individuazione in loco di ben 4.078,08 mq di standard qualitativi (anziché i 500mq previsti da PGT), riducendo così a soli 1.521,92 i mq da monetizzare. Il che corrisponde ad una cifra di 205.459 € (anziché i 688.500€ previsti). Se il Piano Attuativo dovesse essere approvato nella forma presentata ieri in Commissione, il Comune incasserebbe ben 483.041 € in meno rispetto alle previsioni di PGT, con un danno notevole per la comunità meratese che vede, ancora una volta, favorito il privato a discapito della collettività. In chiosa, possiamo anche riflettere sul fatto che 5.100 mq di standard qualitativi da monetizzare possano comportare un onere gravoso per chi intende realizzare l'opera e che 688.500 € rappresentano una somma importante per un intervento edilizio di queste dimensioni. Ma se di questo si tratta, lo si dica chiaramente e si agisca secondo le regole, procedendo ad una variante del PGT con le modalità previste in materia urbanistica e non invece presentando un progetto che, così come impostato, risulta del tutto incongruente con gli attuali documenti di programmazione.  
Alessandro Pozzi - Sei Merate
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