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Scritto Mercoledì 15 febbraio 2017 alle 18:59

Merate ha aderito al protocollo Anci - Regione? Sì, anzi no. Scontro in Urbanistica tra  Casaletto, Vivenzio, Valli e Pozzi

Il confronto andato in scena martedì nella sala consiliare del comune di Merate tra i membri della Commissione Ambiente e Territorio ha tutta l'aria di essere soltanto la prova generale di quanto accadrà nel prossimo e nel successivo Consiglio comunale. Del resto i temi all'ordine del giorno sono i soli di estrema attualità: l'attuazione dell'ambito di trasformazione 2 (l'unico del precedente PGT che prevede consumo di nuovo suolo), l'inquinamento atmosferico e la prossima festa denominata Holi Trip.


Ma, com'era ampiamente prevedibile, il primo scontro è avvenuto sul testo redatto dall'avvocato Alfredo Casaletto, in qualità di segretario della Commissione, sulla seduta precedente. Come si ricorderà il presidente della Commissione, avvocato Andrea Valli durante la seduta del 24 gennaio scorso aveva introdotto il tema dell'inquinamento da polveri sottili che in quelle settimane stava imperversando a livelli spaventosi. Dopo la sua lunga prolusione e un intervento del capogruppo di Prospettiva Comune Massimo Panzeri aveva preso la parola l'assessore competente, avvocato Massimiliano Vivenzio affermando - almeno così pensavamo tutti o quasi di aver capito - che Merate aveva ".....(letterale come da appunti presi durante la seduta ndr.).... Sottoscritto il protocollo regionale redatto con l'Anci che prevede misure restrittive crescenti........". Vivenzio poi si era dilungato sulla difficoltà di far rispettare le norme contenute nel protocollo concludendo con la battuta che spianando il passo del Turchino si sarebbe aperta una finestra sul mare. Una discussione interessante e, apparentemente proficua, durata un buon tre quarti d'ora, prodromica ad avviare azioni concrete di contrasto al dilagare del veleno nell'aria. Qualche dubbio però si era insinuato, stante il fatto che di questa adesione nulla si era saputo prima né era apparso sull'albo pretorio online. Così dopo alcune ricerche era stato accertato che Merate non aveva aderito al protocollo. Quindi semmai si trattava di un'idea dell'Assessore. E infatti, ancora oggi, Merate non ha aderito né intende farlo.


Alessandro Pozzi, autore con i colleghi del gruppo Sei Merate di una mozione in tema, ha preso la parola esordendo così: "Nella lettura del verbale deve essere rimasta nella penna l'affermazione dell'Assessore sull'adesione al protocollo Anci-regione.....". Il consigliere non aveva  ancora posto la domanda successiva, ovvero perché? che già l'avvocato-segretario Casaletto lo stoppava alzando progressivamente la voce e scendendo sempre più nella scelta delle parole come ci ha abituato da quando (ahinoi) è stato promosso capogruppo di maggioranza. Il botta è risposta si è protratto per qualche minuto con Pozzi a porre domande con tranquillità e garbo e Casaletto a ribattere con toni sempre più aspri e, francamente, indisponenti. In soccorso del consigliere di Sei Merate è intervenuto Andrea Valli sostenendo di aver sentito Vivenzio pronunciare esattamente la medesima affermazione.

VIDEO


Altro contrasto tra i due avvocati nel disappunto generale soprattutto delle truppe cammellate di maggioranza, Federica Gargantini, Fabio Tamandi e Fiorenza Albani che, pur presenti durante la Commissione del 24 gennaio non hanno preso parola né per confermare né per smentire. In evidente difficoltà anche Massimo Panzeri, pure lui presente ma "...confuso..." sul particolare. A quel punto la parola è andata al protagonista del contrasto, l'avvocato Vivenzio che con poche, taglienti frasi ha accusato Pozzi, Valli e quanti altri sulla stessa linea - tra cui chi scrive - di aver capito male nella più misericordiosa delle ipotesi, oppure di essere bugiardi. Come noto in Commissione il pubblico non può parlare ma certo i commenti da parte degli abituali frequentatori non sono stati delicati verso l'Avvocato di Cascina Vedù. Ma al di là di questo fatto resta la stupefacente presa di posizione di Vivenzio secondo cui Merate nulla può e deve fare in tema ambientale. Siccome nessun comune della provincia di Lecco ha aderito al protocollo regionale non si vede perché Merate debba farlo e poi mancano comunque i mezzi per controllare gli scarichi delle auto, verificare le temperature interne, fornire adeguate informazioni alla popolazione. Al che, anche il moderatissimo Panzeri, ha chiesto a che cosa sia servito discutere la volta precedente per tre quarti d'ora.


Bastava tagliare corto dicendo che Merate respira l'aria che ha a disposizione. E che la Giunta non ha alcuna voglia di mettersi in campo attivando iniziative anche minimali per contrastare le PM 10 (che per inciso dopo una breve tregua sono tornate a salire). Il confronto è andato avanti con toni sempre più accesi da parte di Massimiliano Vivenzio, certamente lontano dal modello dialogante che dovrebbe regnare in una Commissione. Ma se ne riparlerà lunedì 20 febbraio perché il Consiglio comunale dovrà discutere la mozione di Sei Merate. Che, per colmo d'ironia, riporta nero su bianco l'affermazione: "... considerato che il comune di Merate ha recentemente aderito al protocollo siglato da Anci e Regione Lombardia finalizzato a........".
Claudio Brambilla
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