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Scritto Domenica 22 gennaio 2017 alle 08:09

Accadeva 30 anni fa/51, 1-30 novembre: si progetta ''Merate 2''. Nel territorio scoppia la soia-mania; Gallasso sogna Gardaland

Il 1° novembre di trent'anni fa inizia con due tragedie: un 58enne finisce travolto e ucciso da un convoglio della linea Carnate-Seregno mentre attraversava i binari in piena notte; un 22enne di Monticello perdeva la vita in un incidente stradale mentre percorreva alla guida della propria auto la provinciale Renate-Besana.

Il mese precedente, ottobre 1986, era terminato nel peggiore dei modi: alcuni banditi erano riusciti nella notte del 31 a penetrare nell'armeria che apriva le serrande su viale Verdi a pochi metri dall'edificio, oggi residenziale, che ospitava la locale stazione carabinieri. Bottino 7 fucili, uno automatico e parecchie munizioni. Un lavoro studiato sin nei minimi particolari per eludere tutti i sistemi di sicurezza installati dal proprietario del negozio. E a Paderno si era consumata l'ennesima violenza in famiglia culminata con la richiesta disperata di aiuto ai militari della moglie di un 53enne dedito al consumo smodato di vino anche per proteggere i due figli. La denuncia fu poi ritirata grazie alla mediazione dell'avvocato Marilena Guglielmana che si adoperò anche per tentare di ricucire i rapporti familiari.

L'avvocato Marilena Guglielmana

L'operazione "pulizia del fiume" annunciata il mese scorso si avvia con il recupero di due autovetture immerse nei fondali dell'Adda a Robbiate da parte del gruppo sommozzatori dei carabinieri. Altre quattro autovetture furono avvistate a una decina di metri di profondità ma semicoperte ormai da strati di melma al punto da rendere più che problematico il loro recupero.

La stampa dedica molto spazio alla vicenda della costruzione di un allevamento di cavalli con maneggio proposta al comune di Rovagnate dal medesimo soggetto, proprietario di 550mila mq. all'interno del parco del Curone, già autore dell'iniziativa "capre d'oro" un allevamento di caprette da latte di ceppo svizzero, che suscitò polemiche infinite per anni. L'idea era quella di recuperare le due Galbusere (bianca e nera) realizzando box per gli 80 cavalli previsti e altre attrezzature per l'esercizio dell'attività di allevamento e addestramento. Anche questa proposta tenne banco a lungo ma alla fine non se ne fece nulla e altri due investitori recuperarono poi sia Galbusera bianca sia Galbusera nera con attività biologiche annesse all'esercizio di somministrazione di cibi e bevande.

A Calco, alla presenza del presidente della regione lombarda Giuseppe Guzzetti, veniva inaugurata la nuova scuola media costata circa 700 milioni. Nella fase iniziale l'edificio, sede staccata della "media" di Olgiate, poteva ospitare due prime e due seconde per un totale di circa 80 alunni.

Tra gli agricoltori si va diffondendo grande interesse per quella che viene definita "la nuova manna" ossia la coltivazione della soia. Nelle nostre terre si coltivano frumento e mais ma nel territorio comasco - allora provinciale - la coltivazione era stata introdotta soltanto attorno al 1983 con 8 ettari destinati. Nel volgere di pochi anni la superficie coltivata era salita a 250 ettari. Tra i più attivi e lugimiranti i fratelli Magni di Beverate , maggiori produttori di soia del territorio, con oltre 30 quintali per ettaro coltivato. Negli ultimi anni la coltura importata dall'estremo oriente si è andata affermando tra gli agricoltori locali ed è sempre più ricorrente vedere vasti appezzamenti di terreno ricoperti di quelle pianticelle.

La metà di novembre fu caratterizzata dalle anticipazioni al settimanale cittadino da parte dell'assessore all'edilizia dell'epoca, l'avvocato Roberto Gallasso, circa un progetto avveniristico che puntava a utilizzare i parchi delle grandi ville private come una "gardaland" in miniatura. Il dibattito innescato dalle rivelazioni dell'assessore fu immediato e incandescente. Nel frattempo però rischiava - come poi accadrà davvero - di chiudere anche l'ultima sala cinematografica rimasta, l'Odeon che sorgeva in via Garibaldi. Con 1500 spettatori a settimana e una programmazione di assoluta qualità, la sala era però sprovvista di alcuni requisiti ricompresi nelle nuove norme sulla sicurezza. E, peraltro, già si erano manifestati forti interessi economici attorno a quella imponente volumetria che stava accanto alla proprietà Bollani, composta da casa padrona e, più sotto, un capannone industriale. Accanto, prospicente a via Garibaldi, sorgeva una palazzina di quattro piani con un'ala interna a un solo piano dentro cui operava l'impresa artigianale Ratti. Sempre in materia edilizia veniva presentata la bozza del piano di realizzazione di un albergo con due palazzine costituenti un unico corpo di fabbrica tra via Bergamo e via Matteotti, nei pressi dell'ex Città Mercato. Un intervento da 10 miliardi, denominato "Merate 2" da realizzare su 11.300 mq. di cui 9mila destinati a uffici e negozi e 2.300 a hotel.

L'assessore all'edilizia Roberto Gallasso e il complesso del Melas Hotel

A Paderno D'Adda si parla del futuro di Cascina Maria, acquistata nel 1982 dall'Amministrazione comunale socialcomunista guidata dallo storico sindaco Renato Viganò con l'intenzione di ristrutturarla e assegnarla alle associazioni culturali locali. Ma la spesa si era rivelata eccessiva per le casse comunali. Così la Cascina era rimasta in stato di sostanziale abbandono. Ecco quindi giungere a fine 1986 la proposta della Cooperativa Lavoratori Lecchesi di acquisto dell'immobile per 120 milioni da destinare poi a mini alloggi per anziani. Vedremo nei racconti "futuri" quale utilizzo avrà l'imponente cascina.

L'ultima settimana del mese di novembre fu caratterizzata dalla riaccesa polemica in merito alla realizzazione del tronco pedemontano che avrebbe dovuto collegare Como con Bergamo passando per Casatenovo fino all'Adda con un nuovo ponte e all'aggancio della nuova arteria con la tangenziale Est che avanzava da Vimercate. Il "no" aveva nel sindaco di Lomagna - Gianfranco Castelli, Dc - il suo portabandiera, appoggiato da numerosi altri primi cittadini tra i quali Cazzaniga di Monticello e Penna di Paderno. Il "Sì" raccoglieva invece Maldini di Casatenovo, Castagna di Missaglia e Romerio di Merate, per quanto la città non fosse direttamente coinvolta nel tracciato. Come andò a finire è ben noto ancora ai giorni nostri.

A Merate si chiude un'esperienza imprenditoriale storica: la "Distillerie Fustella" viene dichiarata fallita da Tribunale di Lecco, con un indebitamento di una ventina di miliardi e ben poche prospettive di rilancio. L'azienda era stata avviata come ditta individuale nel 1930 e, a seguito di diverse trasformazioni, aveva assunto nel 1978 la ragione sociale ultima "Distillerie Fustella di Luigi Brivio e C. sas" con sede in via della Spiga Merate.

Negli stessi giorni Il banco di Santo Spirito - fondato nel 1606 e fuso con banche romane per dare vita alla Banca di Roma nel 1992 - pubblicava l'annuale classifica dei redditi pro capite dei cittadini. Nel meratese il primato andò a Montevecchia con 10 milioni e 540mila lire di reddito netto pro capite, poi Lomagna con 10,11 - Colle con 9,36 e Merate con 9,02.

Chiara Riva, due volte campionessa italiana di pattinaggio, in forza alla Rotellistica Roseda viene scelta dalla Giunta cittadina quale "Sportiva dell'anno". L'assessore Andrea Colombo, nell'assegnare il riconoscimento, disse: Chiara Riva ha portato il nome di Merate sul gradino più alto del podio durante gli ultimi "assoluti" di Pattinaggio a rotelle, grazie a doti naturali davvero non comuni.

Andrea Colombo e Chiara Riva

 

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