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Scritto Mercoledì 11 gennaio 2017 alle 15:28

Calco: il commercio del passato rivive nei ricordi dei residenti, condivisi grazie alla Rete

Non solo i ricordi  di botteghe e piccoli negozi rimasti impressi in maniera indelebile nella memoria di chi in quei luoghi ci è cresciuto, ma anche immagini di un vecchio scontrino fiscale e di un messaggio di auguri natalizi promossi dall’alimentari di riferimento per tante famiglie, solo poche decine di anni fa.
Ancora una volta la Rete sono divenuti lo strumento attraverso il quale tanti residenti (ed ex) di Calco hanno fatto rivivere il passato. A riemergere dal cassetto dei ricordi questa volta non sono state le immagini di strade, incroci e luoghi pubblici, ma gli esercizi commerciali che animavano il paese, in molti casi identificati con le persone che li gestivano. Uomini e donne il cui nome si trasformava, diventando nell’accezione dialettale tipica della Brianza lecchese un tutt’uno con il tipo di professione svolta, o la merce venduta. Tanti i ricordi condivisi e commentati online, pervasi da un sentimento di nostalgia per “l'atmosfera del negozietto sotto casa, dove tutti si conoscevano e si respirava aria famigliare”, come ha “postato” uno dei componenti del gruppo.

Cartolina del passato

Una situazione che appare molto differente da quella attuale, caratterizzata da cambi di gestione continui per attività commerciali che la crisi economica ha messo a dura prova.
Forse i nuovi arrivati non sanno che dove oggi c'è la posta a Calco c'era questo negozio… e oggi mi è saltato fuori questo biglietto dalle mie cose vecchie” ha spiegato un ex residente mostrando l’immagine di un messaggio di auguri di un alimentari che sorgeva a Largo Pomeo. “Certi negozietti facevano sentire la loro vicinanza e il loro affetto… Cose ormai dimenticate con la grande distribuzione”  ha concluso.

Fanno sorridere i nominativi dialettali dei commercianti. “All’inizio degli anni ‘70 Belin aveva anche l'auto pubblica e a Calco con lui anche il papà di Graziano ul Severen faceva servizio pubblico con la macchina. Il distributore di Belin era con carburanti Caltex. Andando verso Merate Giuanela di feree, Ul bar Tripoli, Ul pumpista Roca, e Belen. e di fronte a Tripoli ul barbee Caneta” è il messaggio condiviso con il resto degli utenti da un ex residente. “Se chiudo gli occhi posso ripercorre la strada da casa verso Merate, e citare le attività: dopo il cimitero a destra Mario Taion ul Sart, Severen in curt di Gabia, sulla sinistra Ul Dazi ( Ufficio del dazio) e Funsen Frutiroo, a destra Aristide che aggiustava televisori e radio, morto in un brutto incidente sulle curve di scarpone. Poi Bar Stella Ul Gino de la stela, Eufemia la cartulera…”.
Altre attività hanno passato (quasi) indenni il trascorrere del tempo, ancora presenti seppure dei vecchi gestori in alcuni casi rimangono solamente i ricordi dei clienti affezionati.

Scontrino del 1993

“Dei negozi e commercianti di un tempo resta ben poco: il fiorista Mario e le sue sorelle in via Roma (ex Via Torricella). Il "prestiné" Galbusera (Rosetta e sua sorella Vittoria ancora presenti in negozio): ricordo ancora il buonissimo profumo di pane che si sentiva per strada e il prestiné che arrivava in negozio bianco di farina” ha ricordato una calchese. “Nella strettoia di Via San Rocco c'era un'osteria, mia mamma mi raccontava che i primi anni di matrimonio andava a vedere la televisione (San Remo o qualcosa del genere) lì perché era l'unico locale che l'aveva, io ci andavo ogni tanto a prendere il ghiacciolo, locale buio e "puzzolente" di vino e fumo. Nella piazzetta dove ora ci sono le scuole (allora tutto prato) la merceria "Dervilia" dove oggi c'è il bar. Un fruttivendolo "Di Rosa" (?) nel cortile dietro il parrucchiere Enzo. Il negozio di scarpe/calzolaio di fronte al Comune. Il ciabattino "Ciprian" con il suo tavolino a lavoro (el taul del bagat) con colle chiodi ecc. e l'inconfondibile odore soprattutto di colla e cuoio. La cartoleria della Sig.ra Giuseppina di fronte al comune: prima di lei la cartoleria era a Pomeo con quella scala ripida , il proprietario Elia sempre scuro in viso , ma con un profumo di quaderni, libri, matite che ora nessuno ricorda più. Dopo la cartoleria di Elia entrò la farmacia del dott. Zucchi. Flavio con la sua latteria e alimentari. Il macellaio "Pasqualen". Dove ora c'è una banca, sotto il "grattacielo" c'era l'ufficio postale. Poi "Bambina" abbigliamento e un poco di merceria con il marito, due persone gentili, in seguito la lavanderia ora abitazione. Al di là della statale un altro macellaio "Luisen macelar" e Eufemia (mercerie e varie). A Gaeta un prestinaio. C'era anche un acetificio dopo il semaforo direzione Merate (non ricordo il nome ma l'odore sì)”.
Sembra quasi di vederli, i commercianti calchesi di un tempo, i volti affabili e le mani indaffarate, e chissà che grazie a questa condivisione “pubblica” qualcuno non decida di armarsi di pazienza e raccogliere  documenti e immagini testimoni di un passato che i “bastard de Calch” tramandano utilizzando la tecnologia del presente.
R.R.
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