Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 229.941.103
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 25/06/2017

Merate: ND µg/mc
Lecco: v. Amendola: 12 µg/mc
Lecco: v. Sora: 7 µg/mc
Valmadrera: 16 µg/mc
Scritto Martedì 10 gennaio 2017 alle 17:35

Roma: arrestata coppia di 'cyber-spioni', controllate anche le mail dell'on. Brambilla e del cardinal Ravasi

L'onorevole Michela Vittoria Brambilla e il card. Gianfranco Ravasi
"Chiaramente siamo di fronte ad un gravissimo tentativo di interferire nella vita pubblica del nostro paese attraverso sistematiche violazioni della privacy. Le "vite degli altri" devono restare "degli altri" e ringrazio i magistrati e la polizia postale per aver riaffermato, nel più concreto dei modi, questo principio di libertà e di civiltà. Sono consapevole delle limitazioni che la privacy di un personaggio pubblico deve subire ma vi sono confini insuperabili e diritti garantiti a tutti i cittadini che non si possono violare. Quanto alle mie e-mail, la prima cosa che ho pensato è stata: "Che noia leggersele tutte! Speriamo almeno che qualcuno si sia così interessato alle tematiche animaliste che, com'è noto, sono largamente protagoniste del mio impegno sociale e politico".

Così l'onorevole Michela Vittoria Brambilla, residente a Calolziocorte, commenta l'indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, che ha portato all'arresto di due persone, accusate di spiare politici, istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale. La parlamentare forzista figura infatti nell'elenco delle personalità "monitorate" illecitamente - stando al quadro accusatori tracciato dal pm Eugenio Albamonte - da Giulio Occhionero, ingnere nucleare di 45 anni e dalla sorella Francesca Maria, di quattro anni più grande, residenti a Londra ma domiciliati nella Capitale.
Oltre all'onorevole Brambilla, i due - raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Maria Paolo Tomaselli - avrebbero "intercettato" anche Matteo Renzi, Mario Draghi, l'ex premier Mario Monti, il comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo e il banchiere Fabrizio Saccomanni. Ed ancora, Piero Fassino, Daniele Capezzone, Ignazio La Russa, Vincenzo Scotti, Alfonso Papa, Walter Ferrara, Paolo Bonaiuti, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Fortunato, Mario Canzio e Paolo Poletti della Gdf ma anche il cardinal Gianfranco Ravasi, alto prelato originario della Brianza meratese.
Violati dunque, sistemi informatici, non solo "personali" ma anche di interesse militare o comunque di interesse pubblico. I reati di cui dunque i due romani sono accusati sono procacciamento di notizie concernenti la sicurezza di Stato, accesso abusivo a sistema informatico, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche. A loro viene contestata anche l'aggravante prevista dall'articolo 615 ter del Codice penale (accesso abusivo a sistema informatico/telematico), anche perché "non si può trascurare che ogni malware, oltre a permettere l'esportazione dei dati, comporta la modificazione/alterazione del sistema informatico infiltrato, alterandone il funzionamento con grave rischio per la sicurezza delle operazioni gestite dal sistema informatico". Tutte le informazioni "carpite" negli anni, grazie a una estesa rete di computer preliminarmente infettati tramite la diffusione del malware EyePyramid, erano custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dalla polizia in collaborazione con la Cyber Division dell'Fbi Usa.

© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco