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Scritto Mercoledì 04 gennaio 2017 alle 18:46

Inceneritore Valmadrera, come cittadino mi domando, e se ci stessero ''avvelenando''?

Premetto: le mie sono le esternazioni di un cittadino combattuto tra la voglia (o inconscio spirito di sopravvivenza ?) di tirare diritto senza guardarsi intorno e la paura di scoprire qualcosa che ignora. Ma il tarlo, ormai, avanza e non si riesce più a vivere nella beata ignoranza: troppe le campanelle che suonano e non certo all'unisono. Veniamo dunque ai fatti....... 

Per quanto mi è sempre riguardato, l’inceneritore di Valmadrera era quel cubo col fumaiolo, se si vuole un po’ tetro, che sfilavo sulla destra quando andavo verso le montagne per le mie escursioni: ormai da anni accade più raramente, dopo l’apertura della galleria del Barro. Talvolta, ricordo, come la figura fosse “ingentilita” dal volo basso dei nibbi. Comunque, non mi aveva mai provocato ansie. E anche nell’edizione di Naturalmente Brianza dedicata alla tematica dei rifiuti, organizzata col nostro Gruppo (Valle Nava), quando si è tenuto un dibattito con la presenza dei tecnici di Silea, dal confronto era emerso soprattutto l’aspetto anacronistico del sistema di smaltimento, più che quello potenzialmente pericoloso per l’ambiente e, di conseguenza, per la salute della cittadinanza. Ma da qualche tempo il quadro, sempre dal mio punto di vista, è cambiato. Naturalmente non in meglio. Ho letto della nascita di un Comitato che vuol capirci un po’ di più, che si pone quelle domande che (forse) avrei dovuto pormi anch’io. Un Comitato che ha sollevato questioni, assolutamente comuni a tutti noi, a cui non sono state date ancora delle risposte. Almeno per quanto si legge sui social. A questo punto, la mia ignoranza non è stata più “beata”, ma un handicap che vorrei fosse rimosso. E chi potrebbe (e dovrebbe) dare le giuste risposte e le doverose rassicurazioni, se non Chi ci amministra? I nostri Amministratori “siedono” nel Consiglio di Amministrazione di Silea, se non sbaglio, pesando in modo proporzionale nelle decisioni, in base alla popolazione rappresentata ed, eventualmente, come “soci fondatori”. Allora potrebbero spiegarci come mai, in netta controtendenza con quanto avviene per altri inceneritori, anche della zona ( vedi Calusco), si voglia investire su Valmadrera prolungando una vita destinata a chiudersi fra pochi anni ( 2023 ?). Perchè tenere in vita un impianto che, grazie alla differenziazione dei rifiuti praticata in modo virtuosamente sistematico dai residenti, fa sempre più fatica a trovare “da mangiare”, tanto che ormai da anni si smaltiscono produzioni che provengono da lontano, anche da fuori regione ? Perchè non si smentiscono – o chiariscono – in modo inconfutabile le voci che parlano di smaltimento di rifiuti pericolosi, quali quelli ospedalieri, che avverrebbe in quantità per niente trascurabili? Perchè non vengono resi noti, sempre che esistano, i risultati delle indagini epidemiologiche eseguite, OVVIAMENTE INDIPENDENTI, riguardo l’incidenza delle varie possibili patologie sulla popolazione residente? Si sente parlare di un progetto di teleriscaldamento: a molti sembra un escamotage per tenere in vita l’inceneritore, allora non sarebbe il caso, per sgombrare ogni dubbio, di rendere noto il rapporto tra costi e benefici su cui si regge tale progetto?.....già ricevendo chiare risposte a queste domande, si passerebbe dalla “beata ignoranza” alla consapevole conoscenza. In fondo dovrebbero essere le medesime domande che si sono poste i nostri Amministratori. In base alle risposte che hanno ricevuto ( se “se le sono date” da soli, non dormirei sonni tranquilli ), suppongo che abbiano deciso come votare i progetti di Silea. L’antico detto “.....almeno sapere di che male morire....”, farei volentieri a meno di sperimentarlo. Tranquilli, allo stato attuale delle mie conoscenze, è solo una battuta!


Il piano di Silea, discusso dall'assemblea dei soci è anche all'ordine del giorno dei Consigli comunali per quanto concerne il teleriscaldamento. Data l'importanza della questione e l'aspettativa che saranno ben pochi gli inceneritori lombardi oggi in funzione, ancora attivi tra cinque anni, crediamo sia davvero utile che i vertici di Silea rispondano alle garbate domande del lettore Sala. E magari che qualche esponente dell'assemblea, soprattutto assessori all'ecologia e ambiente come il meratese Massimiliano Vivenzio, intervenga aggiungendo un proprio contributo all'approfondimento del tema.

Cordialmente,
Sala Alfio
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