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Scritto Venerdì 30 dicembre 2016 alle 15:46

Il disservizio postale: segno di un mondo che si è globalizzato, ha cambiato il suo aspetto ma non ha prodotto gli effetti sperati

Spett.Le Redazione di " MERATE ON LINE",
nel porgere gli Auguri più fervidi per il Nuovo Anno, volevo aggiungere un piccolo tassello comunicativo in merito al disservizio postale nella zona del meratese. 
Quante volte rimpiango un servizio pubblico di tale portata, che mi ha visto in prima linea nei famosi anni '80, quando cioè ero un dipendente dell'Amministrazione delle POSTE e TELECOMUNICAZIONI e prestavo servizio in qualità di portalettere (fattorino ULA) nel circondario di alcuni paesi della Brianza.  Si aveva allora il senso del dovere per l'appartenenza ad un'Amministrazione dello STATO, un valore ormai inesistente dopo la privatizzazione selvaggia di un servizio pubblico di preminente importanza. 
Un ruolo, quello dei portalettere, che doveva e dovrà essere rivisto, in quanto la comunicazione ha bisogno di un intervento diretto fra le parti, utente e gestore del servizio postale, nel caso specifico, e che non può in alcun modo essere demandato a proclami o forme pubblicitarie ingannevoli, che non fanno altro che alimentare il malcontento dei cittadini sottoposti ad una trafila burocratica molto indigesta ed appesantita in questi ultimi anni.
L'appartenenza diretta in un ruolo così importante, costituiva per me una forma di orgoglio personale, che mi donava quella spinta comunicativa con l'esterno e mi rendeva partecipe ad uno scambio di larghe vedute, oggi, invece questo rapporto fra le parti si è spento e risulta ridimensionato in tutte le sue forme e nella sua interezza. 
UN SERVIZIO PUBBLICO POTRA' AVERE I SUOI EFFETTI BENEFICI SOLTANTO SE GESTITO IN MODO DIRETTO DALLO STATO, che, ovviamente, riscuote le tasse dai cittadini e dovrebbe, quantomeno, assicurarne la gestione dei servizi. 
Il mondo si è globalizzato, ha cambiato il suo aspetto ma non ha prodotto gli effetti sperati.

AUGURI DI BUON ANNO A TUTTI  da un cittadino meratese.
Francesco Mastropaolo
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