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Scritto Giovedì 22 dicembre 2016 alle 19:03

L.R.H., Valsecchi: la delibera Anac è chiara e non interpretabile in modo difforme dai suoi contenuti. Non serve essere tecnici

La delibera ANAC è chiara e non interpretabile in modo difforme dai suoi contenuti, non serve essere tecnici. L'amministratore di una società a partecipazione pubblica, quando lascia, per qualsiasi ragione, il proprio incarico, non può, per due anni, ricoprire lo stesso incarico in una altra società pubblica partecipata dagli stessi Comuni. Non aver rispettato il lasso temporale previsto ha determinato la inconferibilità e, quindi, la nullità dell'incarico.

Nullità dell'incarico significa che il Dott. Cavalier non è mai stato presidente di Lario Reti Holding ma nemmeno amministratore unico della stessa società per il periodo antecedente il maggio 2016. E tutti gli atti compiuti dal Dott. Cavalier in questo periodo che fine faranno? Se gli atti sono compiuti da un soggetto che non è amministratore della società, questi atti non esistono. Questo è il significato di nulltià. Il Comitato Acqua Pubblica, cui mi onoro di aderire, ha, in numerose occasioni, evidenziato comportamenti e atteggiamenti con forti dubbi di legittimità ma è sempre stato inascoltato e, magari, anche deriso. Adesso chi pagherà i probabili danni patrimoniali? Danni a un patrimonio che non è di questi "strateghi", come sono stati definiti dal Comitato, ma è di tutti i cittadini che, alla fine, dovranno farsi carico delle conseguenze, anche economiche, che ne deriveranno. Sarà sufficiente aumentare le bollette dell'acqua, del gas e dell'energia elettrica. L'arroganza della politica, però, non finisce qui. Le dichiarazioni di Canzi sono significative. È stata aperta, dichiara, una "interlocuzione" con l'ANAC. Ma che casa è un'interlocuzione? Un confronto. Ma come si può interloquire con un organismo, con funzioni specifiche e delicate, che ha già indicato i provvedimenti da adottare? Forse che qualche protettore politico romano può intervenire per far cambiare l'opinione all'ANAC? Non credo che l'ANAC sia un ente disponibile ad accettare questi mezzucci. ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione è, per sua natura, una garanzia. Canzi aggiunge che è una "problematica relativa all'interpretazione della normativa" perché un anno era trascorso dalle dimissioni del Dott. Cavalier da Idrolario. Non è vero, gli incarichi sono stati anche contestuali ma sorvoliamo. Il dramma, o la comica, è un'altra. La legge prevede 2 anni di "raffreddamento", l'ANAC riprende la norma precisando che non erano trascorsi due anni. Qual è l'interpretazione normativa di Canzi? Forse che uno o due sono la stessa cosa? Se lo chiedo alla mia nipotina che frequenta il secondo anno di scuola primaria, mi spiega che non è la stessa cosa. Aiuta a comprendere l'interpretazione normativa Virginio Brivio affermando il non applicarsi della delibera perché le due società svolgono attività diverse. Falso perché operano nello stesso settore e, peraltro, anche in regime di conflitto di interessi. Il problema che, però, pone ANAC è un altro. La regola si applica per gli "enti di diritto privato in controllo pubblico" indipendentemente dall'attività svolta. Secondo l'ANAC entrambe sono enti di diritto privato in controllo pubblico e, quindi, la normativa si applica. Non è una mia opinione, è l'opinione di ANAC che, ovviamente, è più autorevole di me. Come non prendere in considerazione il Sindaco di Mandello Lario, Fasoli, quando precisa che, in fondo, la scelta è stata fatta solo per consentire la continuità. Verissimo. Ma è proprio quello che la norma introdotta nel 2013 vuole evitare. La perla, però, è sempre di Canzi al quale spetta il merito della chiarezza. L'ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, afferma che, per effetto della inconferibiltà, il Dott Cavalier non è mai stato presidente e amministratore unico, ma Canzi dichiara che lo stesso "resta in carica". Non credo sia solo un suo pensiero. Come può rimanere in carico se non è mai stato nominato? Un mistero. Rispettare le regole, qualche volta, si fa fatica ma è un obbligo inderogabile specialmente per chi gestisce la "cosa" pubblica. Questi atteggiamenti sono semplice arroganza di chi, forse protetto dalla politica, ritiene di poter disporre dei beni comuni e pubblici in modo discrezionale senza renderne conto ai legittimi proprietari, i cittadini, ai quali viene garantita solo vessazione ponendo a loro carico oneri impropri. Ma i cittadini si stanno stancando e qualche segnale sta arrivando. Come dimenticare il referendum 2011 e il referendum del 4 dicembre scorso? Non dimentichi lo stratega Canzi che nell'estate scorsa i cittadini del suo Comune, dove è stato assessore per un intero mandato, hanno detto che le strategie, sue e del suo partito, non sono più gradite mandandolo in minoranza. Un passo indietro? Forse è il caso.
Remo Valsecchi (cittadino)
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