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Scritto Lunedì 12 dicembre 2016 alle 23:59

L'8 gennaio gli amministratori eleggeranno il nuovo consiglio provinciale. Ecco cosa ne pensano i primi cittadini meratesi

Le prossime consultazioni saranno quelle per il rinnovo del consiglio provinciale con la differenza, rispetto al passato, che a recarsi alle urne non saranno più i cittadini maggiorenni ma gli amministratori (sindaco+consiglieri) degli 88 comuni lecchesi. A loro spetterà di eleggere i rappresentanti dell'ente che ha avuto in Villa Locatelli la sua sede storica e che ora sarà anche il seggio unico per le votazioni.
Gli stessi amministratori potranno far parte delle liste (da 6 a 12 componenti) per le quali ci saranno ancora pochi giorni di tempo per la presentazione. Poi scadrà il termine ultimo e quindi ... o dentro o fuori.
Su questa forma di rappresentanza, con votazione da parte dell'amministratore, c'è chi già si è schierato contro considerandola una sorta di usurpazione della volontà e dei diritti popolari (Antonio Conrater) e chi come il sindaco di Pescate ha dichiarato che non si recherà alle urne.
Abbiamo chiesto ai primi cittadini del meratese come si pongono di fronte a queste elezioni e quale sarà la loro (eventuale) presa di posizione.



ADELE GATTI- AIRUNO

Il meccanismo delle province è ancora attivo nello Stato Italiano, pertanto l'auspicio è che si possa andare avanti così, salvo il caso in cui sopraggiungano decisioni diverse dall'alto. Il nostro territorio non può restare senza un simile riferimento politico-amministrativo, perciò è giusto andare a votare per il rinnovo del consiglio direttivo.







FEDERICO AIROLDI - BRIVIO

Sì, andrò a votare, in rappresentanza della cittadinanza di Brivio. Aggiungo però che una Provincia ridotta così, senza la possibilità di mettere insieme un bilancio, non ha senso di esistere. Deve cambiare il sistema. O le funzioni ora in capo alla Provincia vengono demandate alla Regione, trovando le risorse oppure bisogna tornare alla Province di una volta, "svuotando" la Regione di funzioni della quali la Provincia potrebbe occuparsi direttamente e meglio.






STEFANO MOTTA - CALCO

Visto il risultato del Referendum dobbiamo tenerci la Provincia così come è. Per un ente intermedio di secondo livello di questo genere, il sistema di voto promosso tra i consiglieri comunali basta a avanza, e a mio avviso non è vero che l'elezione indiretta dei rappresentanti risulti non democratica.
La Provincia è un ente intermedio che ha funzioni di coordinamento limitate, e proprio in funzione di questo ruolo non sono necessarie elezioni che vedano coinvolti i cittadini.
Mi è stato chiesto di candidarmi per il rinnovo del consiglio, ma ho detto di no. Non sono un pensionato e fare il sindaco oggi richiede un certo impegno, che personalmente affronto con serietà. 



STEFANO FUMAGALLI- LOMAGNA

Le province stanno vivendo una fase di transizione del tutto particolare, che rende difficile prevedere che cosa succederà in futuro: è un momento complesso, che in quanto tale fornisce a noi amministratori locali un motivo in più per esprimerci in merito al rinnovo del consiglio provinciale. Nonostante tutte le incertezze del caso, quindi, l'8 gennaio mi recherò sicuramente a votare.







ANDREA MASSIRONI- MERATE

Con la bocciatura della riforma costituzionale, le province torneranno in auge oppure no? Al momento mi sembra davvero difficile capire quale sarà il futuro di questo ente, che versa in una situazione di totale caos: forse sarebbe meglio rinviare il rinnovo del consiglio, votare in queste condizioni di incertezza ha davvero poco senso. Personalmente, ho bisogno di ancora un po' di tempo per decidere come agire, di confrontarmi anche con gli altri sindaci e amministratori del territorio, nonché con la mia giunta: è tutto troppo confuso e incerto, e il referendum non ha fatto altro che complicare questa situazione.








FRANCO CARMINATI- MONTEVECCHIA

Ritengo di non essere abbastanza esperto per esprimermi in merito al complesso tema delle province: è difficile avere una posizione forte come quella del collega di Pescate Dante De Capitani, al momento sono piuttosto indeciso sul rinnovo del consiglio provinciale, ma probabilmente mi recherò a votare.






GIOVANNI GHISLANDI- IMBERSAGO

Non mi sono mai occupato personalmente di questioni relative agli ordinamenti provinciali, ma questi ultimi sono i rappresentanti dei nostri Comuni, pertanto spetta a noi amministratori locali scegliere i componenti del consiglio direttivo: in un momento di grande incertezza come quello attuale, quindi, le votazioni dell'8 gennaio costituiranno un importante snodo a livello istituzionale per il nostro territorio, a cui tutti noi, primi rappresentanti dei cittadini, saremo chiamati a contribuire.








ROBERTA TRABUCCHI - LA VALLETTA BRIANZA

Sì, andrò a votare: non vedo perché sprecare un diritto - quello al voto - rimasto solo a pochi.
Chi siederà in consiglio provinciale, adesso accoglie una sfida visto le poche risorse a disposizione.
Credo però che la Provincia sia un Ente di riferimento molto importante per i comuni, un intermediario vicino ai cittadini e al territorio, più della Regione. E' bene che ci sia ancora.






PAOLO BRIVIO- OSNAGO

Allo stato attuale delle cose, le province versano in una situazione decisamente particolare, stanno attraversando una fase confusa di transizione: ci sono notevoli difficoltà economiche, nonché incertezze sull'attribuzione delle deleghe, tutti aspetti che non garantiscono di certo un corretto funzionamento dell'ente. Nonostante ciò, non mi sembra corretto dire che le province non servano più, soprattutto perché sono ancora responsabili dell'esercizio di funzioni fondamentali per la cittadinanza, dalla manutenzione delle strade a quella degli edifici scolastici: è doveroso, dunque, che noi amministratori locali ci facciamo carico del rinnovo del consiglio provinciale, anche se è lecito non condividere alcuni aspetti dell'attuale ordinamento istituzionale.




RENZO ROTTA- PADERNO

In quanto enti, le province esistono ancora e la legge va rispettata, anche se è lecito non condividerne alcuni aspetti: il voto è un diritto e un dovere, pertanto l'8 gennaio mi recherò alle urne per esprimere la mia opinione in merito al rinnovo del consiglio provinciale. In questo, siamo noi amministratori locali a dover dare il buon esempio ai nostri concittadini.






DANIELE VILLA- ROBBIATE

Negli ultimi anni, le province sono state indubbiamente svuotate di risorse economiche, pur continuando a mantenere le stesse competenze: al di là di ciò, comunque, in quanto enti esistono ancora, e con buona probabilità il loro peso si rivelerà significativo in futuro, quando gli amministratori locali si dovranno sedere intorno a un tavolo per parlare di aree vaste. In quest'ottica, è fondamentale per i cittadini avere dei validi rappresentanti, che avranno l'onore e l'onere di sostenere un compito decisamente gravoso, il quale, purtroppo, assume poco senso alla luce degli scarsi fondi attualmente disponibili nelle casse delle province, impossibilitate ad affrontare problemi importanti quali i trasporti e la manutenzione delle strade. Al di là degli effettivi poteri che avrà in futuro questo ente, comunque, il voto è un diritto e un dovere per tutti, e in primis per noi amministratori locali.



ALESSANDRO ORIGO- VERDERIO

Le province sono enti di secondo livello, ma ancora presenti nella nostra Carta Costituzionale e soprattutto ancora al servizio dei Comuni per molte attività di pubblica utilità, dalla manutenzione delle strade a quella delle scuole, costituendo inoltre delle centrali uniche di committenza. In attesa della decisione definitiva in merito alle aree vaste, quindi, ricoprono un ruolo fondamentale nei nostri equilibri territoriali, pertanto il rinnovo del consiglio provinciale rappresenta uno snodo importante, a cui noi amministratori locali siamo chiamati a contribuire con il voto.



Benedetta Panzeri
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