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Scritto Lunedì 12 dicembre 2016 alle 17:24

Imbersago: la difficoltà di ''essere'' minoranza quando la maggioranza ha come solo scopo far quadrare i conti

La democrazia è sempre stata identificata con la regola secondo cui a decidere è la maggioranza. Maggioranza non significa solo regola ma, prima di tutto, dovrebbe essere una forma di discussione libera, consapevole e aperta, non fondata sulla forza dei numeri e sullesclusione del dibattito (citazione del pensatore Jurgen Habermas). Siamo partiti con la campagna elettorale immaginando di servire il nostro paese pensando di farlo crescere, di portarlo, per quanto possibile nel terzo millennio, elaborando proposte che mettessero al primo posto i cittadini. Proposte che non consideravano quello che è, in un comune, la normale amministrazione e gestione degli interventi ordinari quali strade, tombini e manutenzione del decoro civile di ogni comunità perché questo è scontato, come dire il minimo sindacale per unamministrazione. Lidea era di espandere gli orizzonti per creare (anche in tempi complicati come quelli odierni) opportunità di sviluppo che puntassero sul turismo, sulla riqualificazione di spazi disponibili, sullutilizzo più completo di quelli esistenti, sul risparmio energetico e sopra ogni cosa mettere in moto meccanismi in grado di essere più vicino ai giovani per consentire e favorire esperienze lavorative. Con questidea IMBERSAGO 14 si è messa a confronto. Ci è toccato il ruolo di minoranza, va bene, fa parte del concetto di democrazia. Potrebbe sembrare banale dirlo ma, fare opposizione non è la cosa più facile da sostenere. Occorre vivere la situazione politica della maggioranza, conoscerla, per controllarla e quando necessario contrastarla sviluppando proposte alternative ponendo domande e ascoltando risposte. In questi anni abbiamo sentito e testato la consistenza della maggioranza. Si è cercato, per quanto possibile, di essere incisivi nelle scelte di questa amministrazione attraverso richieste e chiarimenti sui punti posti allordine del giorno dei consigli comunali. Sono stati presentati progetti per il paese e posizioni riguardo agli sviluppi di politica nellambito del confronto con le amministrazioni dei comuni limitrofi. Insomma si è cercato di essere minoranza costruttiva non chiusa al dialogo. Certamente non siamo scevri da errori (siamo comuni cittadini con visione e idee, non politici di professione) ma ciò non nega o sminuisce il ruolo che ci compete, cioè di opposizione, anzi, da questi si impara. Non siamo stati accondiscendevoli con la maggioranza,(diversamente da altri) e non lo saremo per il resto della legislatura senza sviare dalla ricerca critica della collaborazione anche attraverso il confronto aspro, se utile per favorire lingresso di una politica di sviluppo sotto tutti gli aspetti. Di fatto, ci troviamo di fronte una maggioranza a senso unico, non incline ad accogliere ciò che può essere proposto che non corra sui binari dellordinaria ragionieristica amministrazione. Non si coglie in questa amministrazione un qualsiasi sforzo per portarsi su un piano politico di confronto sulle idee. Non possiamo ovviamente negare una capacità di far di conto come dicevano i nostri nonni, che ci vuole, ma negare e spostare tutto in nome del non ci sono soldi non ci sembra una giustificazione per non elaborare qualcosa di meglio. Una amministrazione che guarda allo sviluppo, cerca in tutti i modi di metter in moto politiche atte a trovare le risorse necessarie senza pesare sui propri cittadini. Ma come è possibile portare una comunità ad essere semplicemente una lista della spesa, limitarsi semplicemente ad intervenire se vi è la possibilità altrimenti tutto resta fermo. E come è possibile bissare proposte di carattere sociale inclusive con scuse quantomeno inattendibili sempre legate alla disponibilità finanziaria? Perché in altri comuni dItalia vengono messe in campo una serie di azioni che consentono di raggiungere obiettivi di miglioramento del servizio che il comune deve rendere al cittadino? Molto probabilmente in quei comuni sono ricchi o semplicemente esiste un progetto politico che guarda avanti e non ci si confronta solo sulla disponibilità di denaro. Lo dimostra il fatto che Imbersago ha visto finalmente dopo lunghi anni il rifacimento di un pezzo di Via Castelbarco grazie allo sblocco di parte del Patto di stabilità. Se non fosse stato liberato quel pezzo di denaro avremmo rivisto i sampietrini in dimostrazione davanti al comune per insopportabilità di degrado. In questo è una legislatura votata allausterità senza slancio nel futuro. E ancora, nellambito delle politiche territoriali mai si è sentita una posizione politica netta della nostra amministrazione se non unicamente sulla questione di invalicabilità dei confini imbersaghesi come se fosse esclusa ogni possibile futura unione con altri comuni. Mai si è assistito, in consiglio comunale, a un confronto su questo terreno, semplicemente una comunicazione di scelte già fatte in merito a valutazioni assolutamente autocratiche. Il risultato politico di questa gestione risulta essere miope e conservatrice, non attenta a quello che succede intorno. Non si colgono occasioni di sviluppo, non si producono piani con prospettive al rialzo. Non vi è la volontà di confronto. In un contesto conservatore il tutto viene rilasciato ad un unico soggetto quale decide la linea da seguire. La domanda che poniamo a questa amministrazione e ai cittadini è la seguente: Un paese o una nazione prima di fare dei progetti per lo sviluppo deve avere i soldi e poi fa il progetto, oppure pensa a dei progetti e poi cerca di realizzarli cercando i fondi necessari ?
Imbersago 14
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