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Scritto Domenica 11 dicembre 2016 alle 16:06

Il ''neocentrismo postmoderno'' espresso dal Movimento 5 stelle

Il dottor Enrico Magni
Il referendum è stata l'occasione per confrontarsi con la realtà reale e materiale. La persona quando vota porta con sé la storia, l'esistenza fatta di cose, aspettative, convinzioni, rabbie, timori, prospettive. In quel momento è sola con se stessa, è libera di tracciare un segno. E' un momento solenne e importante, può esprimersi, dire quello che sente, pensa, è lontana da commenti, considerazioni, pressioni.
All'interno dell'urna la realtà reale fatta di corpi e di emozioni senzienti prevale sulla dimensione surreale della televisione, rete, network, media, giornali, commentatori del vapore.
E' anche il momento in cui le componenti politiche, sociali si confrontano e si misurano. Dall'urna è uscita una realtà sociale diversa, molto più complessa e contraddittoria del surrealismo immaginativo espresso dai media, dalle rappresentazioni dei vari leaderships e apparati.
Questo voto coinvolge la dimensione della postindustrializzazione, del post postmoderno e il  Movimento 5 Stelle che è il suo prodotto strutturale sociale e non solo.
Il Movimento si pone come post eppure è solo il prodotto di una suggestione del post ?
Il Movimento è l'espressione di un dinamismo psicosociale di questa epoca postindustriale. E' il frutto di una rappresentazione immaginifica che evoca un nuovo, un futuro fondato sulla decadenza del reale; racchiude in Sé dinamiche centristiche che si rifanno al pragmatismo, al moralismo, al superamento delle ideologie.
Ma pulito dal gioco del surrealismo mediatico compaiono categorie che appartengono al centrismo:  buon senso, pragmatismo, l'onestà al primo posto: l'euro e l'Europa sono da rimuovere.
Non prende mai posizioni sui diritti civili, immigrazione, lavoro, famiglie, infanzia, politiche sociali. L'unica punto è il reddito minimo di cittadinanza che non è né di destra né di sinistra. La composizione strutturale del suo elettorato di riferimento è di ex destra, sinistra e centro.
Il nuovo neocentrismo postindustriale, postmoderno surreale occupa il centro della scena  e si pone come il nuovo; gli argomenti sono quelle del buon senso comune: è un mantra.
Alla destra del neocentrismo ci sta il centrodestra tradizionale: Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega nord e altri; alla sinistra c'è il PD e l'arcipelago della sinistra.
La centralità è il punto di forza. Sta alle altre forze svegliarsi.
Il centrosinistra e  l'arcipelago della sinistra se non vogliono essere assorbite, risucchiate da questo neocentrismo postmoderno devono lavorare ripensando a cosa fare per riformare questo sistema.
dr. Enrico Magni
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