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Scritto Giovedì 01 dicembre 2016 alle 15:48

Merate: la storia infinita delle reti metalliche nella valletta

L'Aula, dopo il confronto in Commissione urbanistica conclusosi con il verdetto di insoddisfatto da parte dell'interrogante, Alessandro Pozzi di "Sei Merate", è tornata a parlare di recinzioni metalliche nella Valletta di Novate. Un dibattito a dir poco surreale tra cavilli di leggi, timori da parte del comune, ritardi inspiegabili e, infine, lo stato di fatto che non è molto cambiato nonostante siano ormai trascorsi due anni dall'avvio del contenzioso. E' toccato ancora una volta a Massimiliano Vivenzio dare conto della vicenda, davvero tutta italiana. L'assessore all'urbanistica e vice sindaco ha ripreso la relazione dal punto in cui si era interrotto l'interrogante Pozzi il quale ha ripercorso la travagliata vicenda. Ne consigliamo la lettura a tutti coloro che hanno dovuto subire una trafila comunale esasperante e magari hanno rimediato una sanzione per una finestrella aperta senza l'autorizzazione.

09 febbraio 2014
La zona non è ancora recintata, lo sarà tra un paio di mesi circa. Come si vede oltre al terreno paludoso,
si nota perfettamente in primo piano la roggia Annoni piena d'acqua.

25 gennaio 2015

Agosto 2015


Dunque siamo nel 2014: il comune rilascia una "Scia", ovvero una Segnalazione Certificata di Inizio Attività alla società "Twins Engineering" che intende recintare un'area di proprietà nel cuore della splendida (una volta) Valletta di Novate. In vigenza c'è il PGT che ha inserito quell'area nel corridoio ecologico VP4 e che agli articoli 33 e 34 impone l'uso di pali in legno distanziati e sollevati da terra come unica modalità per recintare un terreno. La società però ricorre alle reti metalliche e installa persino un cancello d'ingresso. Il Comune nulla vede né controlla - siamo ancora sotto la direzione tecnica dell'architetto Lazzaroni - fino a quando a seguito di segnalazioni di privati, una delle quali finita persino alla Procura della Repubblica e ad inchieste giornalistiche approfondite e documentate, diciamo così, si sveglia. Vivenzio a dirla tutta, provocato da questo giornale, aveva affermato in modo incontrovertibile che la recinzione era regolarissima e legittima. Non aveva forse neppure letto la norma del PGT. E ci fermiamo qui. Infatti dopo il sopralluogo congiunto tra Ufficio tecnico e Polizia locale avvenuto il 2 dicembre 2015, veniva emessa (giorno 9) un'ordinanza di demolizione di tutto quanto realizzato non conforme alla Scia e alle norme del PGT. L'ordinanza impone il ripristino dei luoghi entro 90 giorni ossia entro il 9 marzo 2016. Attenti bene alle date. Il 15 febbraio la Twins Engineering propone ricorso al Tar avverso l'ordinanza. Il Tribunale Amministrativo Regionale, per valutare se accogliere o meno l'istanza di sospensione cautelare del provvedimento amministrativo, chiede ulteriori documenti al comune di Merate. Il 4 marzo 2016 lo stesso Comune si costituisce in giudizio e presenta la documentazione richiesta. Il 28 aprile il TAR respinge la richiesta di sospensiva avanzata dal privato. Dunque l'ordinanza va subito eseguita. La Twins Engineering non ricorre, come potrebbe, al Consiglio di Stato. Il Comune, in attesa di questa eventuale mossa, attende altri 60 giorni prima di agire. Arriviamo così al 28 giugno 2016 e ancora le reti metalliche sono al loro posto. Sono trascorsi più di due anni nel frattempo. Il 1° agosto la Società comunica al Comune che avvierà i lavori come da ordinanza, sostituendo le reti con materiale idoneo, previsto anche dalla variante di PGT che ha confermato quanto contenuto nel primo strumento urbanistico e liberando la parte del reticolo idrico minore occupata dalle opere. Il 5 ottobre la Twins comunica al Comune di aver completato i lavori.

DICEMBRE 2016




E qui finisce la cronistoria di Pozzi con il classico finale a sorpresa: ma il Comune ha verificato la conformità delle opere, aveva chiesto Pozzi in Commissione? Non lo sappiamo ancora, gli aveva risposto Vivenzio durante la seduta del 27 ottobre, cioè dopo 23 giorni dal ricevimento della comunicazione da parte di Twins. Ora la risposta è arrivata: tecnici del comune e agenti di polizia locale hanno redatto il verbale di sopralluogo con cui si certifica che soltanto una parte dell'ordinanza è stata rispettata mentre l'altra, quella relativa alla recinzione, in parte mascherata con pali in legno e arbusti è ancora da rimuovere. Ricevuta la relazione il 31 ottobre, l'Ufficio ha emesso il 9 novembre un'altra ordinanza di demolizione entro 30 giorni. Quindi ora si dovrà attendere il 9 dicembre, poi un mese circa per il sopralluogo e poi ............

Massimiliano Vivenzio


Alessandro Pozzi ha ironizzato sulla vicenda, sia pure con garbo, rilevando come a distanza di due anni e mezzo nei fatti poco sia stato realizzato in conformità della Legge e ha chiesto se dunque la comunicazione di fine lavori fatta dalla Twins Engineering si possa considerare mendace. Secondo Massimiliano Vivenzio no, perché una parte di intervento è stata realizzata; certo un'altra gran parte no. Ma siccome c'è stata una sia pur parziale volontà ad adeguarsi - come tutti - alla Legge non sono state comminate sanzioni pecuniarie. E la storia, al momento finisce qui. Ma ci saranno altre puntate. Non prima però del 2017.
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