Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie. Maggiori informazioni | Chiudi
  • Sei il visitatore n° 221.428.716
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 11/03/2017

Merate: 24 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 24 µg/mc
Lecco: v. Sora: 16 µg/mc
Valmadrera: 12 µg/mc
Scritto Martedì 22 novembre 2016 alle 12:29

Acel Service e Lario Reti Gas cercano partner per crescere. Aggregazioni in 3-4 mesi, in vendita anche la maggioranza

I vertici di Lario Reti Holding Spa, Lelio Cavallier (presidente) e Marco Canzi (consigliere), assistiti dal legale della società e dagli analisti di “Price Waterhouse Coopers”, l’advisor selezionato con evidenza pubblica, hanno presentato a sindaci e consiglieri comunali convenuti nell’auditorium del comune di Merate lunedì sera, il progetto di rafforzamento delle società partecipate, Lario Reti Gas Srl (100%) e Acel Service Srl (92,5%), mediante aggregazione con altre società del settore.
In apertura di serata Lelio Cavallier ha tenuto subito a precisare che per il servizio idrico non cambierà nulla, per i prossimi 19 anni. Il processo di integrazione interessa le partecipate dalla Holding la quale, invece, è affidataria per un ventennio della gestione dell’acqua pubblica.
       

Lelio Cavallier

Marco Canzi ha spiegato il “perché” dell’operazione: per quanto solide le due società hanno bisogno di una massa critica superiore per poter investire anche in settori paralleli alla distribuzione e commercializzazione del gas, come quello dell’energia elettrica che vede Acel già attiva con un migliaio di clienti. Dunque è necessario trovare un partner con cui fare business assieme.
   

Marco Canzi

Agli analisti della Price è toccato il compito di inquadrare il settore. Dunque le due società, indirettamente partecipate dai comuni, si occupano distintamente di distribuzione del gas, Lario reti e di commercializzazione, Acel. In pratica la prima la si può assimilare ad una strada statale o provinciale che intercetta il prodotto dalle autostrade realizzate dalle grandi compagnie che estraggono gas dal sottosuolo e lo convoglia nel territorio interessato; la seconda all’operatore commerciale che stipula accordi con aziende e famiglie per vendere il prodotto. In Italia operano 230 società di distribuzione collegate a 137 società di vendita. Di queste 230, 123 sono ex municipalizzate non quotate che gestiscono il 22% dei “punti di riconsegna” o contatori sui 21,5 milioni attivi nel Paese. Le concessioni oggi sono 6mila, scenderanno a 170 mediante le gare d’ambito. La previsione è che alla fine del processo di aggregazione resteranno una cinquantina di player. Lario Reti potrà essere una di queste perché già ora fornisce a Acel Service, gas per circa 80mila clienti, concentrati per lo più nell’ambito 1 di Lecco (dove presidia il 90% del mercato). Diverso il ragionamento per l’area 2 del meratese-casatese-oggionese dove invece è più marcata la presenza di “2iReti Gas”. Lario Reti punta proprio alla gara per la gestione della rete in modo da “inglobare”  anche l’ambito 2 e aumentare considerevolmente i volumi trattati. In Lombardia sono attivi 60 player; Lario reti Gas è al 10° posto. I numeri ci sono ma il partner dovrà essere robusto e aiutare Lario Reti Gas a battere la concorrenza del colosso “2i Reti Gas”.


A sua volta Acel Service è ben posizionata nella classifica lombarda (13.mo posto)  grazie alla leadership nel suo territorio storico e alla forte penetrazione anche nell’ambito a sud della provincia. Gli analisti di Price hanno ripetuto che le società controllate dalla Holding sono le più piccole ma tra le grandi. Ed hanno il vantaggio di una struttura economica brillante. I fatturati tengono, nonostante concorrenza e calo generale dei consumi, il margine operativo lordo (risultato industriale) rispetto ai ricavi è molto positivo e anche la posizione finanziaria netta (PFN) vede le attività prevalere sulle passività. Sostanzialmente senza debiti le società non hanno bisogno di capitali freschi. Hanno bisogno di spinte innovative nella gestione del prodotto, nella diversificazione dei rami di attività, nei settori dell’energia elettrica, dell’efficientamento energetico e così via.


La stessa Holding ha una situazione florida: 150 milioni di fatturato, 20 milioni di margine operativo lordo, 15 milioni di reddito operativo. Dati stabilizzati nel triennio 2013/2015. Ma le alleanze sono necessarie. Perché se il posizionamento territoriale è molto solido, la posizione economica eccellente e la marginalità elevata e stabile, non ci sono però altri importanti spazi di crescita. Il mercato di riferimento non consente significative possibilità di sviluppo. Per cui occorre allearsi. Già, ma con chi e come? I soggetti indagati dagli analisti di PWC sono numerosi e tutti hanno manifestato interesse. Citiamo tra gli altri: A2A, Egea, Agsm, Aim, Iren, Hera, 2ireti gas, Enel Energia, Eni, tea, Estra, E-On, Ascopiave. Insomma potenziali partner per fidanzamento e possibile matrimonio non mancano. E le modalità? Quattro teoricamente: due che prevedono l’ingresso del socio attraverso: a) un aumento di capitale sociale riservato a terzi; b) una cessione di quote. Altre due meno indicate, perché i singoli comuni soci potrebbero non aderire e chiedere la liquidazione della partecipazione: una fusione o un conferimento di asset in una nuova società. Il primo modello implica che una società si fonda in un’altra ma alla luce dei nomi sopra elencati si tratterebbe di una fusione per incorporazione, le piccole nelle grandi; oppure un conferimento di attività e passività da parte delle lecchesi in una nuova società dove, dopo un’accurata due diligence (ovvero una ricognizione societaria molto dettagliata) il partner prescelto apporta soldi nella misura della sua partecipazione nella newco.


Messi a fuoco i potenziali soci e le successive modalità di partnership, quale percorso? Sempre mediante l’opera di PWC si deve arrivare alla formulazione di offerte indicative, alla due diligence, al piano industriale e al negoziato finale. Tempo previsto dalle 12 alle 16 settimane.
Completata la presentazione, la parola è passata agli Amministratori. Fumagalli di Lomagna ha chiesto i motivi di una simile accelerazione e si è detto perplesso sulla politica dei dividendi, temendo che troppo utile distribuito sottragga risorse agli investimenti. Krassowski di Cernusco ha domandato quale ruolo hanno e avranno i Consigli comunali. Ghislandi di Imbersago ha ripercorso i punti fondamentali del processo di aggregazione sottolineando però lo scarso peso del suo comune in Lario reti Holding (0,01%) e chiedendo spiegazioni sul futuro della rete gas.

Stefano Fumagalli, Salvatore Krassowski e Giovanni Ghislandi

 Canzi ha ribadito che la strategia è non di vendere le società ma di svilupparle restando sul territorio e che la tempistica è anche condizionata dai termini della gara per la gestione degli Atem 1 e 2. Quanto ai dividendi ci sarà ovviamente una ripartizione “sensata” tra l’opportunità di trasferire risorse ai comuni soci e l’impellenza di sostenere i piani di investimento. I Consigli comunali dovranno entro due settimane approvare la delibera di indirizzo e poi, successivamente votare anche la proposta nei suoi aspetti essenziali per il perfezionamento dell’operazione di partnership con l’avvertenza che in caso di nuova società (per fusione o conferimento) il Comune può decidere di restarne fuori e farsi liquidare la propria quota. Infine sulle partecipazioni ha risposto Cavallier: per l’idrico non c’è nulla da fare. Una minima risistemazione avverrà se e quando Idrolario Srl sarà fusa in Lario Reti Holding in quanto la prima società è a forte presenza meratese. Ma i valori percentuali cambieranno comunque di poco. Relativamente alla rete del gas, il Comune di fatto è uno spettatore, passerà semmai da una società di distribuzione all’altra con compensazioni economiche tra le due aziende. Quindi non potendo conferire reti che non sono di proprietà dei Comuni non sono possibili neppure riequilibri di quote. Ghislandi ha sottolineato la necessità che i 36 comuni dell’Atem 2 che hanno Merate come comune capofila “preferiscano” – ma il servizio va a gara – LRG piuttosto che “2iReti Gas”, società che ha al proprio interno una partecipazione privata.
Secondo il Presidente di Lario Reti Holding questo processo di aggregazione è in linea con i contenuti del decreto Madia che punta a razionalizzare le partecipazione dei Comuni. Va aggiunto che anche l’affidamento “in House” dei servizi (l’idrico a LRH e rifiuti a Silea) viene rimesso in discussione dal decreto Madia, in attuazione dello “Sblocca Italia” 2014 e ora – al di là delle forti polemiche tuttora in atto – non si può escludere a priori l’ingresso di partner privati anche nella gestione di servizi essenziali come, appunto, l’acqua pubblica.
Le scarse domande del pubblico non hanno permesso di chiarire meglio i termini “quantitativi” dell’operazione di aggregazione ma un passaggio va rimarcato: Cavallier ha parlato – forse non casualmente – di un 51% che potrebbe passare di mano mediante cessione quote o aumento di capitale riservato a terzi. In pratica Lario Reti Holding potrebbe perdere il controllo delle due partecipate pur mantenendo un ruolo significativo nella governance e precise garanzie con i patti parasociali.
Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco