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Scritto Martedì 22 novembre 2016 alle 09:28

Merate: Umberto Bossi, a sorpresa, all'incontro sulle ragioni del NO. ''Non sarà certo il toscanello a schiacciarci, tutti alle urne''

Umberto Bossi


Inaspettatamente, spiazzando anche i suoi stessi militanti che infatti non stavano assiepando la sala civica e nemmeno lo attendevano, Umberto Bossi leader e fondatore del Carroccio ha preso parte alla serata sul NO al referendum organizzata da Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'Italia.

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All'incontro erano presenti l'on. Paolo Grimoldi, segretario nazionale della lega lombarda, il sen. Paolo Arrigoni della commissione permanente territorio-ambiente, il cons. regionale Antonello Formenti presidente della commissione speciale per i rapporti tra Lombardia, confederazione elvetica e province autonome, il sen. Andrea Mandelli vicepresidente della 5^ commissione permanente bilancio per Forza Italia e il sen. Alessio Butti del direttivo nazionale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale (non è invece giunta Michela Vittoria Brambilla).

Aprendo la serata Umberto Bossi ha dettagliato una serie di numeri (dalla disoccupazione, al calo della ricchezza, all'aumento giornaliero del debito pubblico di 150milioni di euro) che già da soli dovrebbero, a suo dire, far propendere per il NO a Renzi equiparato al NO al referendum. In un quarto d'ora di intervento Bossi ha ripercorso alcune delle battaglie storiche della Lega, ora calate nello spettro della riforma costituzionale, dal centralismo romano (vessillo di Renzi definito "il toscanello") al depauperamento dei poteri locali ("le province saranno sostituite con enti di area vasta, a dir poco ambigui. Noi non vogliamo che con superficialità si tocchino quelle che sono le nostre naturali radici") fino all'impoverimento di servizi quali la sanità che sono un fiore all'occhiello della Lombardia ("non vorremmo mai che i lombardi per farsi curare debbano scappare a Roma").

Da sinistra Enrico Castelnuovo, Antonello Formenti, Paolo Arrigoni, Paolo Grimoldi, Umberto Bossi, Andrea Mandelli, Alessio Butti

E ribadendo come "anche un solo voto farà la differenza", Bossi ha invitato a non prendere sottogamba e con "sicurezza" i pronostici che danno il NO in testa. "Non ne sono proprio convinto. Bisogna andare a votare e votare NO. E bisogna dirlo a tutti quelli che sono a casa, agli indecisi, a chi non ha intenzione di andare ai seggi. Stare a casa è aiutare Renzi che è il vero nemico della Lombardia. Non ci è passato sopra il Barbarossa, non ci schiaccerà certo il toscanello perchè non vogliamo che siano gli incapaci a governarci e a gestire la nostra economia. Bisogna andare con il fucile da caccia, che è la matita, a segnare NO sulla scheda".

La parola è poi passata a Paolo Grimoldi che, ricordando come "nella Regione più efficiente abbiamo i ponti che crollano, di competenza di ANAS quindi dello Stato Centrale e del Governo, che crollano e uccidono le persone", ha ribadito come il SI al referendum equivale al rischio che i ponti in testa arrivino anche per la sanità e le scuole poiché "la politica di Renzi è far quadrare i conti pubblici dello Stato centrale azzerando le ricchezze e le competenze dello stato centrale". Alessio Butti di Fratelli d'Italia si è invece soffermato sulla riforma del Senato "venduta come idilliaca. Dobbiamo fare battaglia per i nostri diritti e la nostra libertà. Il problema sono i burocrati". Andrea Mandelli di Forza Italia e presidente dei farmacisti italiani, ha puntato sulla falsità delle dichiarazioni che parlano di risparmi e sulla non legittimità di Renzi e dei suoi parlamentari che hanno varato una riforma pur non avendone i titoli.

Il giro tavolo ha visto infine gli interventi di Paolo Arrigoni, Antonello Formenti e infine i saluti del presidente della sezione locale Franco Lana.

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