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Scritto Martedì 15 novembre 2016 alle 19:40

''Acqua pubblica'': Merate è al bivio, arrendersi o combattere. La Corte ammette criticità nell’affidare il servizio a Lario Reti

Ieri abbiamo anticipato la notizia dell'invito - diciamo così - rivolto dalla Corte dei Conti sezione regionale per il controllo al comune di Merate, pubblicando in esclusiva il testo integrale della deliberazione nr.296 del 3 novembre scorso. Oggi vediamo di capire di più, cercando soprattutto di stabilire se questo sia l'ultimo atto della lunghissima partita attorno all'affidamento del servizio idrico integrato (acqua potabile più smaltimento acque e depurazione) oppure se Merate ha ancora qualche carta da giocare dopo aver sostanzialmente perso la battaglia, vinta da Lario Reti Holding e, in ultima analisi, dal Partito Democratico.

Dunque, secondo i Giudici contabili, nell'adunanza pubblica del 5 ottobre scorso, depositata soltanto il 3 novembre, il comune di Merate non può più sostenere che l'unico soggetto effettivamente in possesso dei requisiti legittimanti l'affidamento in house del servizio idrico integrato (SII) nell'ambito ottimale lecchese sia Idrolario S.r.L. e non riconoscere l'affidamento definitivo a Lario reti Holding; inoltre, Idrolario deve essere soppressa poiché risulterebbe composta da un solo amministratore, situazione questa espressamente vietata per legge. Per tali ragioni la Corte dei Conti invita il Comune di Merate a rivedere il piano di razionalizzazione delle partecipate e a dare quindi il via libera alla fusione di Idrolario S.r.l. - società patrimoniale in cui sono state conferite anni fa le reti da parte di quasi tutti i Comuni dell'ambito - in Lario reti Holding S.p.a..

Leggendo attentamente la deliberazione emergono alcune importanti riflessioni condotte dai giudici contabili. Anzitutto viene rilevato come il sistema idrico, pur se ormai definitivamente affidato a Lario reti Holding S.p.a. non può dirsi esente da criticità, ma tant'è, non è stato oggetto di alcun gravame quindi non può più essere messo in discussione. Tali criticità erano proprio quelle che il comune di Merate rilevò fin dall'inizio e che la medesima Sezione della Corte dei Conti non aveva mancato di evidenziare nelle passate deliberazioni. I lettori più attenti ricorderanno che all'inizio del mandato della Giunta Massironi, in perfetta continuità con la precedente amministrazione, il comune di Merate (unitamente a Cernusco Lombardone, Oggiono ed Ello) fu al centro di critiche per la posizione assunta in occasione dell'assemblea di Idrolario del 2 Ottobre 2014 ove fu bloccata la cessione di un ramo d'azienda in Idroservice da parte di Idrolario, posizione che era il frutto nient'altro che della preoccupazione che detta operazione non fosse aderente al dettato legislativo vigente. Proprio in tale sede l'allora sindaco di Mandello - Riccardo Mariani - (oggi assessore nella Giunta Brivio di Lecco e membro del Cdr dell'ATS) propose e fece deliberare ad ampia maggioranza all'assemblea di Idrolario di chiedere una consulenza per capire se il comune di Merate paventasse rischi esistenti o meno. Il parere giunse pochi mesi dopo e fu tenuto nelle segrete stanze fino a che qualcuno decise di richiederlo. Ebbene, dalla consulenza richiesta al Prof. Enrico Corali si evinse che la prudenza richiesta dal comune di Merate era fondata da timori reali e che quindi il freno posto a tale operazione aveva evitato nuove e pericolose avventure.

Da lì in poi il comune di Merate cercò di sollecitare gli altri Comuni ad una riflessione, domandando il perché fossero state imposte queste forzature a tutti i Comuni soci e proponendo un confronto sereno al fine di trovare una soluzione rispettosa della legge, nell'interesse dei cittadini e soprattutto a gestione pubblica, evitando ogni rischio di ingresso dei privati nella gestione dell'acqua. In quel frangente va dato atto a Massironi di aver domandato l'ingresso della Politica (con la P maiuscola) in questo dibattito e per far ciò, già dall'ottobre 2014, il comune di Merate - attraverso il contributo gratuito di alcuni professionisti - predispose un progetto, poi depositato ufficialmente presso gli uffici dell'ATO nei termini da quest'ultimo previsti (metà febbraio 2015). Purtroppo l''invito del borgomastro meratese non fu accolto da nessuno - e qui c'è da riflettere circa il deficit di capacità politica dei sindaci del nostro circondario (tutti a guida PD) - e fu anzi contrapposto un diverso percorso, indubbiamente più rischioso, che vedeva quale affidataria finale del SII Lario Reti Holding. A nulla valsero le criticità rilevate nell'iter dell'affidamento dalla Corte dei Conti, ma soprattutto dall'Autorità Garante per la Concorrenza, la quale giustamente si preoccupò del fatto che il gruppo LRH avesse una vocazione prevalentemente commerciale (cosa non possibile per una società in-house providing affidataria di un servizio pubblico locale). Il silenzio tuttavia calò magicamente anche su tale criticità.

 

Andrea Massironi, sindaco di Merate

Tornando ai giorni nostri - dice la Corte - anche se le criticità evidenziate nell'iter di affidamento del SII a Lario Reti Holding erano e sono reali, una pietra tombale è stata posta ed ora bisogna guardare agli interessi nazionali, ossia razionalizzare le partecipate. Ecco perché ora il comune di Merate dovrebbe assecondare la fusione di Idrolario S.r.L. in Lario Reti Holding, togliendo quindi il veto che da tempo permane per via della golden share che esso ha in Idrolario e che blocca nei fatti qualsiasi deliberazioni straordinaria, come quella necessaria per deliberare una fusione per incorporazione in Lario Reti Holding. Sul punto, nelle pieghe della deliberazione, la Corte sembra suggerire una strada al comune di Merate per uscire da questa empasse; si legge testualmente in un passaggio del documento dei giudici contabili che la titolarità delle reti e degli impianti strumentali alla gestione del servizio idrico può essere conseguita anche attraverso la retrocessione della titolarità stessa in capo al comune. Tradotto, il sindaco Massironi potrebbe valutare di farsi restituire da Idrolario Srl la titolarità delle reti e di concederle poi in uso al gestore del sistema idrico facendosi riconoscere un canone. Una scelta di questo tipo potrebbe essere coerente con la posizione di Merate che continua a non riconoscere Lario Reti Holding come il gestore legittimo del sistema idrico integrato, proprio perché è palmare la vocazione commerciale del gruppo, attivo nella commercializzazione del Gas, che fintantoché sarà il core business della Holding continuerà a costituire la sola preoccupazione di Massironi. Vedremo che scenari si apriranno.


Infine, i giudici contabili rilevano che Idrolario deve essere soppressa poiché risulterebbe composta da un solo amministratore, situazione questa espressamente vietata per legge. Sul punto, ci risulta che attualmente oltre all'amministratore unico siano ancora assunti due dipendenti. Se così fosse, questo appunto mosso dalla Corte dei Conti non sarebbe motivato.

Al di là dei facili proclami c'è davvero da chiedersi come si muoverà Massironi. E la domanda non è banale: nel caso della scelta del candidato meratese per un posto nel Consiglio di Rappresentanza dell'Agenzia di Tutela della Salute il Sindaco di Merate aveva proposto (e caldeggiato) John Patrick Tomalino. Poi però il vice sindaco Massimiliano Vivenzio, pur senza vantare meriti particolari - a differenza di Tomalino che è pur sempre l'assessore ai servizi sociali - aveva reclamato per sé la poltrona. Massironi per un po' ha opposto resistenza poi, evidentemente qualcosa di minaccioso lo ha convinto a "mollare" Tomalino e sostenere Vivenzio. La chiave di lettura più popolare è che Comunione e Liberazione sia scesa direttamente in campo a sostegno di Vivenzio. Che non è il solo di CL nella maggioranza di "Più Merate". Qualcosa del genere potrebbe accadere ora: il sanguigno Sindaco è credibile che pensi di farsi "restituire" il patrimonio (impianti e reti) ma le alleanze sotterranee e trasversali tra il PD e settori del NCD potrebbero indurlo al passo indietro. Staremo a vedere.

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