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Scritto Sabato 09 luglio 2016 alle 19:28

A Villa Greppi illustrato il progetto 'Parco di Montevecchia e i dintorni di Brianza'. Recuperati sentieri e creato un sito web

Un modello di collaborazione, nato in modo spontaneo allo scopo di porre un'attenzione particolare alla vocazione turistica di un'area omogenea compresa tra il meratese e il casatese.

Efrem Brambilla e Roberta Trabucchi, sindaci di Santa Maria Hoè e La Valletta Brianza

Così Roberta Trabucchi, presidente dell'Unione dei comuni della Valletta, ha definito il progetto denominato "Parco di Montevecchia e dintorni di Brianza. I valori agricoli del territorio". In qualità di referente, questa mattina nell'ex granaio di Villa Greppi a Monticello Brianza ha incontrato i sindaci e gli amministratori coinvolti nell'iniziativa, che ha ottenuto un contributo nell'ambito di un bando Expo del dicembre 2014. Dei 110.500 euro complessivi, 42.500 sono stati finanziati con fondi regionali. Coinvolti nel progetto, oltre a due parchi (il Plis della Valletta e il Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone), anche sei comuni interessati dalle aree agricole e verdi: Casatenovo, Cassago Brianza, La Valletta Brianza, Montevecchia, Monticello e Santa Maria Hoè.

I tecnici Lorenzo Coppa e Massimo Figaroli


Il progetto ha già portato dei risultati concreti come la riqualificazione di sentieri, abbinata all'aggiunta di cartellonistica. Tra le opere già compiute anche il recupero di un antico lavatoio nei pressi di Cascina Canova nel territorio del parco della Valletta, a Monticello Brianza.
"Dobbiamo metterci nell'ottica del marketing territoriale per riscoprire i luoghi in cui viviamo. Questo progetto ha portato concretamente anche alla riqualificazione ad esempio dei sentieri e di un antico lavatoio a Monticello. È stata poi fatta una mappatura dell'esistente e un sito internet, che oggi vi presentiamo" ha esordito la Trabucchi.


È intervenuto per un breve saluto anche il sindaco di Santa Maria Hoè, comune delegato allo sviluppo economico nell'ambito dell'Unione della Valletta. "Questo progetto ha permesso di individuare dei punti di interesse paesaggistico, ma anche di cogliere la disponibilità di diverse strutture nel fornire un servizio. È un'iniziativa che vedo in modo positivo, proiettata al futuro. Dobbiamo però capire che lo sviluppo turistico non può essere circoscritto e per questo serve sempre più aggregazione tra noi. È questa la strada giusta in grado di arrivare alla meta" ha affermato il vicepresidente dell'Unione, Efrem Brambilla.


Fiducia e condivisione. Sono queste, invece, le chiavi di lettura del progetto individuate da Carmelo La Mancusa, ex vicepresidente dell'Unione dei Comuni della Valletta che ha seguito direttamente l'iter del progetto. "Siamo partiti da una sorta di sfida, in cui tutti ci siamo riconosciuti. Ora dobbiamo continuare a incentivare la collaborazione, tentando di coinvolgere anche altri comuni nel progetto per arrivare non solo alla riduzione dei costi, ma anche a risultati gratificanti. Se ci si mette insieme, - ha sostenuto - le amministrazioni si arricchiscono e possono anche incontrare i privati che hanno dei servizi da offrire".
È toccato poi ai tecnici illustrare le specificità del progetto che, accanto al concreto ripristino di sentieri e di beni di valenza storica e paesaggistica, ha voluto puntare anche sul tema della comunicazione.


Nello specifico, come ha spiegato l'architetto Lorenzo Coppa, è stata innanzitutto creata una mappatura della rete sentieristica che interessa il territorio compreso tra la Valletta e il parco di Montevecchia. Successivamente è stata realizzata una connessione reale, ossia fisicamente presente sul territorio, per la trasmissione delle informazioni. Un sistema innovativo basato sulla lettura tramite smartphone o dispositivi informatici, di un centinaio di "QR Code", ossia dei codici a barre che ciascun ente o comune aderente al progetto potrà applicare sui pali segnaletici dei percorsi al fine di permettere anche al fruitore comune di essere aggiornato in tempo reale, attraverso l'attivazione di "google map", su tutto ciò che l'itinerario scelto può offrire.


"Siamo partiti dalla creazione di un sistema concreto e reale. Lo abbiamo fatto in modo semplice, a partire da un confronto con i parchi per la raccolta e la compensazione delle informazioni e poi con le imprese agricole" ha spiegato Coppa.
Al centro dell'innovativo progetto, il valore paesaggistico del territorio e il sistema agricolo ad esso connesso. Ciò è stato fatto emergere grazie alla riproduzione di una fotografia aerea del 1954, messa a confronto con la situazione attuale di superfici agricole, parti boscate e territorio urbanizzato.
L'attenzione è stata poi rivolta ad altri temi come la produzione di medicinali aromatici, i formaggi, la viticoltura, la coltivazione dei cereali e la Pecora Brianzola, oltre a tutta una serie di prodotti di nicchia ma di elevata qualità. Non mancano poi i riferimenti agli attori locali, ossia ai principali consorzi a cui afferiscono le aziende agricole presenti su tutto il territorio, esteso anche al vicino monzese.


"Il grosso lavoro ha riguardato la creazione di una banca dati con tutte le informazioni, che resterà e su cui si potrà ragionare in vista degli sviluppi futuri" ha poi aggiunto il tecnico, presentando i cinque interrogativi comuni a tutti i dati raccolti e a disposizione di tutti i fruitori sui sentieri: come e dove arrivare, cosa mangiare, cosa fare e cosa vedere.
Tutto ciò è confluito in un dominio pubblico, accessibile tramite qualsiasi dispositivo informatico. Per quanto riguarda il sito internet che è stato creato per far conoscere il progetto, come ha spiegato il tecnico Massimo Figaroli, la pagina iniziale permette di navigare nella sezione dedicata alla mappatura dei sentieri oppure di accedere alle informazioni sul paesaggio, piuttosto che sulle aziende agricole e i prodotti locali. Interessante anche la possibilità di collegarsi ad altri portali e di visualizzare, in tempo reale, gli orari della rete dei trasporti locali della linea Como-Merate.


"Il sito vuole essere un catalizzatore strategico in grado di avviare reazioni successive. Questo sistema, che da progetto ha durata di otto anni, è completamente aperto oltre ad essere implementabile in qualsiasi momento. Non ci sono limiti di alcun tipo, questo per permettere dalla rete sentieristica di costruire nuove informazioni nel tempo" ha infine sottolineato lo specialista.
Coinvolto nella parte tecnica del progetto anche l'ingegner Gianluigi Meroni.

Il progetto si può visualizzare al seguente link:

http://www.parcodimontevecchiaedintornidibrianza.it/

S.A.
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