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Scritto Lunedì 23 maggio 2016 alle 17:20

Merate: dopo le osservazioni la variante al PGT è in dirittura. Parlano gli ex assessori Valli e Panzeri di Prospettiva comune

Il lungo iter della variante al Piano di Governo del territorio è alle battute finali. Lo scorso 16 maggio è scaduto il termine per la presentazione delle osservazioni che saranno valutate dalla giunta nelle prossime settimane. Dopodiché si arriverà all'approvazione definitiva della Variante allo strumento urbanistico cittadino. Abbiamo chiesto qualche valutazione ai Consiglieri di minoranza del gruppo Merate Prospettiva Comune, entrambi conoscitori del PGT: Massimo Panzeri, in quanto ex assessore ai Lavori Pubblici; Andrea Valli, ex assessore all'urbanistica e regista del primo Piano di Governo del Territorio di Merate;

 

Andrea Valli
Intanto una prima domanda: punti di forza e punti di debolezza del PGT vigente.

 
VALLI: il PGT attualmente in vigore, approvato nel gennaio 2012, rappresenta un modo certamente diverso d'intendere lo sviluppo del territorio rispetto ai precedenti piani regolatori. Nella scorsa legislatura abbiamo cercato di interpretare al meglio i dettami della Legge n.12/2005, limitando al massimo il consumo di suolo, senza tuttavia precludere la possibilità di intervenire sui tessuti urbani esistenti. Il fatto che le trasformazioni più importanti che il PGT ha previsto, vale a dire gli interventi di riqualificazione di alcuni siti produttivi (area ex Diana; area ex marmista Ferrario; azienda agricola Galbusera; ampliamento Auchan) siano state avviate e in parte concluse, è segno tangibile della bontà delle scelte da noi fatte. Tra i punti di debolezza faccio notare che essendo la Legge n.12/2005 una Legge tutto sommato recente, e avendo avuto tempi ristretti per l'approvazione del PGT, alla fine della consigliatura Robbiani abbiamo deciso di avviare la variante, giusto per correggere alcune piccole criticità emerse "sul campo". Certamente non era nostra intenzione stravolgere l'impianto generale del PGT, come purtroppo sta accadendo.

 

Ci spiegate qualcosa delle 78 istanze presentate in fase di avvio della variante? In fondo ancora non sappiamo con chiarezza quali sono state accolte e quindi inserite nel nuovo piano delle regole e quali sono state respinte dalla giunta Massironi. 

PANZERI: Premesso che ogni cittadino può presentare le istanze, è compito dell'amministrazione coniugarle coi propri indirizzi politici e soprattutto con le normative vigenti. Va precisato in tal senso che la nuova legge regionale n.31/2014, fortemente voluta dal governatore Maroni, impedisce nuovo consumo di suolo agricolo. Le istanze saranno quindi per lo più cassate. Tuttavia, a nostro parere, si sta utilizzando la variante per tentare di aggirare la legge n.31/2014, includendo alcuni terreni "vergini" nel cosiddetto tessuto urbano consolidato (TUC). Non a caso lo scorso autunno, quando ci siamo resi conto che la giunta Massironi, mettendo un perimetro al TUC, ha di fatto inserito tra le aree urbane anche dei terreni agricoli, i quali un domani potrebbero essere resi edificabili, abbiamo fatto una dura opposizione, sia in Commissione Territorio sia organizzando un importante evento divulgativo in Sala Civica il 30 novembre, che ha visto un notevole afflusso di pubblico. Segno evidente che i cittadini amano Merate perché è una città ancora a misura d'uomo e non vogliono ulteriori speculazioni edilizie.

 

Come valutate la questione della Valletta di Novate, al lordo delle recinzioni metalliche che nella nuova versione dell'articolo relativo al corridoio ecologico diventeranno regolari?

VALLI: La questione che lei cita rappresenta evidentemente un episodio tanto emblematico quanto spiacevole di come le regole, se cambiate o interpretate in modo errato, possano stravolgere i territori. In questo senso pensiamo che l'aver evidenziato a suo tempo la questione, possa aver contribuito anzitutto ad approfondire i controlli, che evidentemente erano mancati, e poi, ci auguriamo, a suggerire un po' di prudenza nel modificare le regole specifiche. Certo è che nell'ambito interessato dal Corridoio Ecologico anche le attività agricole dovrebbero essere valutate con attenzione. Un conto è consentire la coltivazione della terra e l'attività florovivaistica; altro è insediare allevamenti di bestiame. 



Massimo Panzeri
Quanto è cambiata la variante dalla sua versione originale a quella che presumibilmente andrà in approvazione?
 

PANZERI: Certamente molte critiche che abbiamo sollevato in Commissione, prima fra tutte quella della perimetrazione del TUC, che avrebbe inglobato ben 110.000 mq attualmente agricoli, hanno indotto la giunta Massironi ad un parziale ridimensionamento delle velleità iniziali. La nostra opposizione è stata dura ed efficacie. Le criticità tuttavia rimangono. Soprattutto negli ambiti più delicati del territorio, come Sartirana e Cassina Fra Martino, dove vi è stata anche la modifica del tracciato del Corridoio Ecologico.
 


Quante osservazioni avete presentato? E di quale natura e portata?
 
VALLI: Il nostro Gruppo ha presentato 35 osservazioni tutte in sintonia con la nostra linea di condotta. Si va da quella squisitamente tecnica, volta a ridimensionare alcuni indici edilizi ritenuti eccessivi, a quelle di natura, diciamo, più politica, che contestano alcune modifiche introdotte al Piano delle Regole dall'attuale maggioranza. Sicuramente il grande tema di dibattito, oltre al già citato perimetro del tessuto urbano consolidato, è stato e sarà quello dei cambi di destinazione d'uso e delle funzioni compatibili. In pratica con la variante in corso la giunta Massironi sta deregolamentando i cambi di destinazione e soprattutto sta snaturando il concetto stesso di tessuto urbano.

 

Allo stato attuale, posto che le vostre osservazioni possano essere respinte, il gruppo prospettiva Comune come voterà in sede di approvazione definitiva?

PANZERI: In sede di adozione della variante abbiamo votato convintamente contro. Al momento abbiamo preso atto delle parziali rettifiche apportate e attendiamo di conoscere l'esito delle nostre osservazioni per arrivare ad una valutazione finale complessiva. Di certo questa variante, che era stata venduta alla cittadinanza come doverosa per correggere chissà quali criticità, si è rivelata fallace anche dal punto di vista metodologico - oltre che per i contenuti. Avere escluso la procedura di Valutazione Ambientale Strategica, ad esempio, quando invece si stanno profilando trasformazioni decisamente impattanti per il territorio (si pensi al possibile ulteriore carico urbanistico sulla via Bergamo), non siamo convinti sia metodologicamente corretto.

C.B.
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