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Scritto Giovedì 28 aprile 2016 alle 12:06

Merate, Tomalino: Il documento sul socio-sanitario del CdR è tecnico e politico. Non condivido la scelta ''Leccocentrica''

La vicenda del documento "misterioso", in quanto non firmato seppure scritto su carta intestata del Consiglio di Rappresentanza, ha tenuto banco anche nell'assemblea del distretto meratese di cui diamo notizia in altra parte del giornale. La tesi dominante è quella di un testo che voleva essere una ipotesi di lavoro ancorché priva di un "sigillo politico". A parte l'inveterata  del presidente Adele Gatti, più contro il nostro articolo (CLICCA QUI) che sulla vicenda specifica - l'auspicio forse era che nulla trapelasse al momento - è toccato al presidente uscente del CdR Felice Baio tentare di spiegare l'accaduto. La "semplice ipotesi di lavoro" come l'ha definita Baio in realtà è una proposta dettagliata contenuta in ben 6 pagine che, in sostanza, punta a centralizzare il welfare provinciale a Lecco, comune capofila, riducendo a marginale il ruolo di Retesalute. In sostanza - noi siamo brutali, non ce ne voglia la Gatti - a affidare incarichi e competenze sempre maggiori al Consorzio Consolida che oggi organizza e gestisce i servizi alla persona per il distretto di Lecco. Un atteggiamento, quello di Baio, talmente subalterno e burocratico da rendere la sua uscita di scena avvilente rispetto ad una carriera tutto sommato onorevole. Comunque, dato che siamo stati al centro della filippica del Presidente dell'Assemblea distrettuale abbiamo voluto approfondire la vicenda chiedendo lumi a John Patrick Tomalino, assessore ai servizi sociali di Merate e vice presidente dell'assemblea del distretto.

 
John Patrick Tomalino
Assessore Tomalino come definisce il documento circolato nei giorni scorsi su carta intestata del Consiglio di Rappresentanza (CDR)?
"Il documento portato all'attenzione del CDR nell'ultima seduta si può definire "tecnico ad alto contenuto politico". Oltre ai richiami al Piano di Zona (PdZ) unitario approvato nel 2015 dalle tre assemblee distrettuali sono presenti alcune elementi il cui peso politico è evidente".
 

E sui tempi e la modalità di diffusione?
"Dalle informazioni in mio possesso risulta che il documento sia nato su sollecitazione dello stesso CDR per fare il punto sullo stato di attuazione del PdZ e quindi "fotografare" il territorio al fine di gestire la transizione verso un nuovo modello di governance territoriale voluta dalla legge regionale 23/2015. Non voglio discutere l'autonomia del CDR ma avrei preferito che il documento fosse presentato almeno con una firma visto che l'autore è andato oltre la pura analisi tecnica e si è sbilanciato anche con proposte ed affermazioni dal peso politico non indifferente e che secondo il sottoscritto richiedono una discussione più ampia tra le diverse anime dello scenario lecchese".
 

Pare di capire che l'autore o gli autori abbiano una tendenza, per così dire, "leccocentrica".
"Ritengo il documento politicamente rilevante nelle parti in cui si declinano alcuni principi che vedono il sistema Lecco, quindi la co-progettazione, come sistema di riferimento per l'intero territorio. Non avendo un "padre" ufficiale ma conoscendo solo il richiedente, faccio fatica a collocare queste affermazioni come posizione del CDR ma non posso che prenderne atto e valutarne le proposte".
 

E a quali considerazioni è arrivato dopo la lettura?
"Personalmente non condivido questo spostamento del baricentro su Lecco nella modalità descritta. Il territorio Meratese presenta un ottimo esempio di gestione delle politiche sociali attraverso l'Azienda Speciale Retesalute. Questo valore, costruito con l'impegno di tutti i comuni nel corso di vari anni, non può essere messo da parte ma va sicuramente valorizzato.
In questo momento è chiaro, Lecco e Merate sono distanti sulle modalità di implementazione del sistema di governance. Penso sia importante aprirsi al dialogo per un confronto. Credo sia interesse di tutti arrivare a definire una strategia che valorizzi l'intero territorio preservandone le eccellenze, in tutti i campi di applicazione.
La legge 23/2015 definisce l'obiettivo di mettere a sistema la sanità con il socio-sanitario e il sociale. Una grande sfida in cui il territorio assume molta importanza, non perdiamo l'opportunità di gestire al meglio questo processo, soprattutto per i cittadini dei nostri comuni.
A tal fine è necessario che vi sia un confronto costruttivo considerando inoltre che a breve, gli organi di governance verranno ridefiniti. Forse è il caso che si lavori per arrivare a sedersi sui nuovi tavoli con un strategia chiara per il territorio. Se possibile, condivisa".


In conclusione che intende fare Lei in rappresentanza di Merate?
"Guardi, abbiamo brillantemente superato la divisione tra Merate e Casatenovo mettendo a sistema le competenze dei territori; credo sia ora di parlare anche con Lecco. Dobbiamo cercare di superare gli ostacoli per capire come relazionare il sistema socio-sanitario con quello sanitario e su questo il documento non si sbilancia.
Concludo dicendo che la 23 offre, secondo me, una grande opportunità ai Sindaci, quella di incidere sulla programmazione del sanitario e del socio-sanitario, come da tempo auspicato. Facciamo in modo che questa opportunità non si perda, sarebbe un peccato".

C.B.
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