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Scritto Mercoledì 23 marzo 2016 alle 08:42

Accadeva 30 anni fa/40, 11 – 24 marzo: a Merate arriva Fanfani. Il Presidente del Senato ''dribbla'' i sindaci parlando del Manzoni

Il 15 marzo del 1986 Merate ospita un personaggio d'eccezione: il senatore Amintore Fanfani, all'epoca seconda carica dello Stato. Ad accompagnarlo nella visita il sindaco Giacomo Romerio in gran forma. Piena come mai la sala delle adunanze di Villa Confalonieri, con tutte le autorità locali, provinciali e regionali accorse per ascoltare novità sulla riforma delle autonomie locali in discussione in quegli stessi giorni nelle aule parlamentari. Abilissimo il ras democristiano ad aggirare le insistenti domande di Giuseppe Guzzetti, presidente della Giunta regionale lombarda, Giancarlo Galli, presidente della Provincia e del Sindaco di Merate. Il sen. Fanfani dribbla le domande parlando del Manzoni, con citazioni notevoli, a memoria, del grande scrittore. "Sapete quali sono stati i primi versi scritti dal grande poeta? 'Nel Collegio di Merate tutti i giorni si mangia verdura, tutti i giorni si mangian patate....'". Fanfani nella sua mattinata meratese, accompagnato dalla senatrice Paolo Colombo Svevo eletta nella circoscrizione, aveva visitato anche l'Osservatorio astronomico, il santuario di Sabbioncello e quello della madonna del Bosco, ricordando la sua prima venuta in loco nel lontano 1927.

Il senatore Amintore Fanfani con il sindaco Giacomo Romerio


Ma Senatore a parte, in città tiene banco la dynasty Provasi, con tre fratelli ereditieri che si accusano reciprocamente di aver alterato il testamento, aver sottratto mobili e arredi di valore e altre gentilezze del genere tra parenti. Il procedimento si aprirà il 28 aprile.

Luigi Rusca, grande benefattore dell'ospedale di Merate, di cui fu anche presidente del consiglio di amministrazione, lascia la carica di vice presidente della banca popolare di Lecco dopo 31 anni. All'illustre concittadino, che risiedeva in via Cornaggia, il presidente dell'Istituto lecchese, assorbito successivamente dalla Deutsche Bank, Giancarlo Bellemo consegnò una preziosa pergamena sulla quale tra l'altro stava scritto: "... uomo eminentissimo, saggio nel consigliare, generoso per il pubblico bene, cultore delle lettere, amico e maestro indimenticabile..". Al commendator Rusca è dedicato un padiglione del presidio ospedaliero San Leopoldo Mandic di Merate.

Il cav. Luigi Rusca

Merate è anche in attesa della sua prima "rivoluzione viabilistica". Come si ricorderà negli ultimi due fine settimana di dicembre 1985 furono "testate" le chiusure parziali al traffico di via Manzoni e Piazza Prinetti. L'esperimento era stato giudicato positivamente da cittadini e commercianti ma aveva anche evidenziato criticità lungo le arterie laterali. Ecco quindi un nuovo piano  assai più complesso della semplice pedonalizzazione del sabato. Lo illustra alla stampa Giovanni battista Albani, assessore ai lavori pubblici. Intanto occorre ricordare che il centro era ancora aperto al traffico veicolare. La ZTL non era stata introdotta.  Ma con la prima rivoluzione via Carlo Baslini, Piazza Prinetti e via papa Giovanni XXIII diventano a senso unico in modo permanente. Il doppio senso di circolazione è consentito soltanto agli autobus di linea. Quindi i veicoli potranno dalla data di approvazione del provvedimento percorrere Piazza degli Eroi e via Baslini in direzione di via papa Giovanni. Mentre il senso unico a salire viene previsto per via Trieste in modo che si formi una sorta di "circolare" ascendete-discendente. La stessa manovra viene effettuata sul quadrante tra viale Lombardia e via Manzoni: la via Indipendenza diventerà a senso unico verso piazza Italia e, al contrario, via Parini a un solo senso di marcia verso viale Lombardia. Nel progetto generale c'era anche la realizzazione di un marciapiede dall'incrocio di via Verdi con via Cazzaniga fino, almeno, ala stazione dei carabinieri, posta allora sempre in via Verdi. Progetto che però era destinato a rimanere sulla carta.

Giovanni Battista Albani

A Perego, dopo ben 32 anni, lascia il parroco don Giovanni Premoli, 72 anni, trasferito a Rho. Ma la notizia è un'altra: il prete avrebbe curato e guarito oltre 250 persone affette da sciatica. Più che un sacerdote, quasi uno sciamano. Curava, diceva, con una corteccia di noce particolarmente lavorata ma la formula per estrarre l'unguento non la rivelò mai. Si dice fosse un profondo conoscitore del valore curativo delle erbe. Produceva personalmente circa 200 flaconi al mese di un elisir depurativo "Ambrosiano" in grado di curare diverse malattie non gravi naturalmente. Secondo le dichiarazioni del prete anche diversi medici, prima scettici, avevano portato moglie e figli per ottenere i rimedi naturali. Il segreto di queste pozioni, per quanto ne sappiamo, è rimasto tale.

Don Giovanni


A Brivio si continua a discutere su dove sia meglio costruire il grande depuratore. I fondi ci sono, 2 miliardi e 700 milioni di lire dalla cassa Depositi e Prestiti e un finanziamento del Fondo Investimento Lombardi per completare l'opera. Si tratta di realizzare il grande tronco fognario fino a Olgiate cui poi si aggancerebbe quello che scende dalla dorsale della Valletta, e costruire l'impianto di trattamento dei liquami. Ma la disputa tra Comune e Soprintendenza blocca l'iter dei lavori. La prima vorrebbe che la struttura fosse realizzata in zona "cartiera", il secondo al "Toffo".

Loc. Toffo

Centinaia di atleti si preparano per il tradizionale Gran Prix dell'As Merate. Corsa di 21 chilometri con 180 coppie di corridori, partenza da Piazza Prinetti, tempo massimo due ore per i maschi e due ore e mezzo per le femmine. L'As Merate è sugli scudi: tre suoi atleti stanno mietendo successi a livello internazionale. Sono Fausto Frigerio (corsa a ostacoli), Ivan Sgaria, fuoriclasse della velocità (titolo italiano sugli 80 piani) e Monica Caglio, regina incontrastata delle piste regionali. Tre atleti con palmares straordinari che hanno mosso i primi . . . . passi proprio nella scuderia meratese.

Fausto Frigerio, Ivan Sgaria, Monica Caglio

E, per chiudere, la "nera". Per la verità il periodo è stato tranquillo. Nessuna rapina a banche o uffici postali. Ma una rapina, per giunta, molto fruttuosa è da registrare. Il 22, un sabato, una donna di 39 anni residente a Verderio ma domiciliata a Merate in via Frisia, commerciante in ortofrutta con negozi a Cernusco e Monza viene bloccata per strada da un bandito armato che la costringe a consegnare 5 milioni, l'incasso della giornata. Non contento il rapinatore, evidentemente bene informato delle abitudini della commerciante, costringe la donna a consegnare anche l'orologio e i gioielli. Ammontare complessivo del bottino, 20 milioni di lire. Un colpo ricco e.. senza problemi.

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