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Scritto Martedì 09 giugno 2015 alle 13:56

Olgiate: presentato il Manifesto per Consonno, dal fascino della rovina alla sua rivitalizzazione

"Consonno non fa parte solamente della storia più o meno recente del nostro territorio, ma ha in sé radicato un passato vitale e pulsante", inizia così il Manifesto per Consonno presentato, venerdì 5 giungo, dall'Associazione Monte di Brianza in una coinvolgente serata in cui il passato, il presente e il futuro dell'ex Las Vegas della Brianza sono stati discussi in modo certamente originale e creativo.

Da sinistra Stefano Golfari, Andrea Marini, Stefano Brambilla

Dopo il saluto introduttivo del sindaco di Olgiate Molgora (comune capofila del Plis del Monte di Brianza) Dorina Zucchi, che ha ospitato la conferenza nella sala civica comunale trasformata per l'occasione in una mostra d'arte con diverse foto e progetti su Consonno, la parola è passata a Franco Orsenigo, presidente dell'Associazione: "Il titolo della serata, Consonno 2.0, può essere considerato programmatico. Da Consonno bisogna infatti partire per andare oltre le solite discussioni che si limitano a considerare quanti metri cubi di territorio possono essere sacrificati al cemento", ha esordito Orsenigo. "Questa sera parliamo di Consonno perché ha qualcosa intorno: quel qualcosa è un parco per il quale ci siamo spesi molto negli anni, e per questa ragione il destino di quel luogo riguarda non solo il comune di Olginate ma tutti noi".


Un destino di cui hanno discusso, moderati dal giornalista Stefano Golfari, esperti di tematiche urbanistiche ed ambientali come Andrea Marini, ricercatore dell'Università degli Studi di Milano, gli architetti Davide Traina e Fabrizio Marino dello Studio ARG e Andrea Masu di Alterazioni Video.

Davide Traina, Fabio Marino e Andrea Masu

"La storia cambia e ci lascia delle tracce che sono linee evolutive dell'umanità", ha spiegato Andrea Marini. "Lo sono anche i luoghi in rovina, l'abbandono è infatti un processo che può sfociare in macerie: strutture di cui non ci prendiamo cura e periscono nel tempo, oppure in rovine: quei luoghi che rimangono vivi e da cui possiamo ricavare nuove energie, come ceneri da smuovere per trovare una scintilla".


"Consonno - ha continuato il ricercatore - non dev'essere conservato in senso museale, ma in modo propositivo e progettuale. Bisogna capire il luogo e il perché ha tanti visitatori, dopodiché sfruttare la sua forza e renderlo parte viva e pulsante del nostro tempo".

Franco Orsenigo

Casi di riuso di luoghi simili hanno avuto successo un po' in tutto il mondo. Gli esempi del parco paesaggistico di Duisburg, del Cultural Park di Favara in provincia di Agrigento (collocata tra i 6 posti di arte contemporanea da visitare al mondo dal blog Purple Travel nel 2013), dei progetti di Marco Casagrande a Taiwan e degli esempi di alcune aree dell'ex fabbrica Breda a Sesto San Giovanni, hanno aiutato i presenti a comprendere come anche luoghi incompiuti - come sono stati definiti dagli architetti Davide Traina e Fabrizio Marino - possono essere rivisti in ambito culturale e generare economia.


"Consonno abbandonata ha il fascino della rovina - hanno spiegato Traina e Marino - ed il grande numero di visitatori che la raggiungono come meta turistica è una delle chiavi per rivitalizzare il luogo, sottrarlo al degrado e reinserirlo nel paesaggio".


Al termine della serata Andrea Masu, che ha fondato con altri cinque artisti il collettivo Alterazioni Video, coniato il termine "incompiuto siciliano" e iniziato nel 2006 un vero e proprio censimento sulle rovine della contemporaneità che ha portato alla creazione di un parco archeologico dell'incompiuto a Giarre (Catania) , ha illustrato come le opere incompiute rappresentino il più importante stile architettonico italiano dal dopoguerra ad oggi. Un argomento ormai oggetto di studio nelle università e che gode di molte pubblicazioni su giornali italiani ed esteri.


Il dibattito attento che ne è seguito non ha fatto altro che ribadire il successo dei messaggi che l'iniziativa e il Manifesto per Consonno hanno proposto e che sono stati resi possibili dall'Associazione Monte di Brianza e dal sostegno di altre otto associazioni ambientaliste.

Il 14 giugno, sempre presso la sala civica di Viale Sommi Piacenardi ad Olgiate, si parlerà ancora di Consonno, di sostenibilità e di come dare voce alle memorie del territorio.

Per informazioni: www.oltreconsonno.it

Matteo Fratangeli
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