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Scritto Mercoledì 27 maggio 2015 alle 19:34

30 anni fa/19, 22 maggio: vinte le elezioni la Dc vara un piano di investimenti per CC e VF. Albani, 'Il municipio in piazza Eroi'

Chiusa la parentesi elettorale del 12 maggio, con la vittoria su tutta la linea della Democrazia Cristiana, l'attenzione pubblica si sposta ora su eletti e attuazione dei programmi. Merate, trent'anni fa, ospitava ancora il distaccamento dei volontari dei vigili del fuoco in piazzetta San Bartolomeo e i carabinieri nella casermetta di via Verdi. I primi operavano con difficoltà estrema per mancanza di spazi, con una rimessa angusta e quasi priva di locali per il disimpegno dei pompieri. L'autopompa era sempre costretta a fare manovra per entrare e uscire qualora l'intervento era a sud della città. I militari avevano a disposizione la villetta, oggi ampliata e trasformata in residenza posta a metà di via Verdi, anch'essa angusta con piccoli uffici e un archivio inadeguato. Peraltro essendo ancora stazione dipendente dal comando Compagnia di Lecco vi operavano una decina di carabinieri agli ordini del maresciallo Luigi Notaro.

Il maresciallo Luigi Notaro

La provincia di Lecco è solo un'ipotesi di lavoro, senza un comando provinciale è inimmaginabile una seconda Compagnia. Ma i meratesi chiedono alla Giunta guidata da Giacomo Romerio di iniziare a progettare una nuova tenenza dell'Arma e una sede adeguata per i vigili del fuoco, acquisendo le aree necessarie e coinvolgendo i comuni del circondario.

Dalla cronaca arriva la clamorosa notizia che, secondo le indagini del giudice istruttore Francesco Nitri a compiere la sanguinosa rapina alla banca Agricola Milanese di Casatenovo (ora Banca popolare di Milano) furono uomini della banda di Renato Vallanzasca. La rapina avvenne poco prima delle 12 del 22 ottobre 1972. Sul piazzale antistante la banca si fermò un'Alfa 2000, allora un'auto costosa e velocissima, da cui scesero due persone mentre una terza restò al volante. In pochi istanti i due fecero razzia di denaro, circa 7 milioni di lire ma a mezzogiorno in punto suonò la sirena del fine turno della Vismara. Pensando si trattasse dell'allarme della banca i due uscirono rapidamente ma mentre l'auto ripartiva incrociò una radiomobile dei carabinieri. Vi fu un conflitto a fuoco che si concluse con il ferimento dei due militari. Il Giudice emise ordini di arresto per tre persone, due delle quali già in carcere per altri reati.

Dal fiume Adda arriva una bella notizia: sulle acque sono stati visti "passeggiare" otto piccolissimi cigni scortati da mamma e papà. In pochi giorni la famigliola  diventa un'attrazione e il porticciolo di Imbersago, meta di tantissimi curiosi. Gli anziani della zona sostennero che da moltissimi anni non si vedeva nulla di simile.



Altra notizia positiva per il calcio locale: l'Oggiono davanti a ben 500 spettatori vince il campionato di seconda  categoria, girone H, battendo per 1-6 l'Osnago. Un esercito di tifosi aveva seguito la squadra fino al campo sportivo osnaghese assediando poi gli spogliatoi per festeggiare la promozione.  

Il dopo elezioni, dicevamo, si consuma tra annunci e indiscrezioni sulla scelta di sindaci e assessori da parte dei gruppi vincitori delle elezioni. Ma a Merate non ci sono dubbi. Per tutti parla Giovanni Battista Albani. Il dirigente cittadino dello scudocrociato afferma senza mezze misure che: il sindaco sarà Giacomo Romerio, la dc governerà da sola pur avendo ottenuto solo 17 seggi su 30, quindi con qualche rischio in sede di votazione e, soprattutto, che il Municipio deve tornare a essere in piazza degli Eroi, ossia a Palazzo Tettamanti. Coerente con queste affermazioni, vent'anni dopo, nel 2005, divenuto l'anno prima Sindaco della città, Albani farà modificare il progetto di Dario Perego destinando il palazzo non già a polo della cultura come voleva il suo predecessore ma, appunto a sede del Municipio. E pochi anni dopo il sogno che Albani aveva espresso a voce alta vent'anni prima diventerà realtà.

Giovanni Battista Albani e Palazzo Tettamanti

Dal casatese piomba una notizia tragica: due giovani hanno perso la vita e altri due sono rimasti feriti in modo grave, un quinto miracolosamente illeso, a seguito di un incidente stradale avvenuto di notte a Cesana, al ritorno da una serata trascorsa in gelateria. Una scena spaventosa si è presentata agli occhi dei soccorritori. Quattro dei cinque giovani furono sbalzati dalla vettura che, dopo aver urtato un paracarro in cemento, concluse la corsa con una serie di ribaltamenti.

Tra le tante notizie della settimana centrale di maggio del 1985 ne scegliamo una interessante, perché rappresenta uno spaccato di un mondo che, in Brianza, non c'è più: quello delle radio private. Come si sa una delle prime in Italia fu Radio Montevecchia. Poi ne sono state aperte a centinaia. Alcune anche da noi tra cui "Rova Radio", la radio di Rovagnate che trasmetteva sulla frequenza 99,5. In quelle settimane gli animatori della radio lanciarono una sottoscrizione di tessere a sostegno dell'attività e, in parte anche, per finalità solidaristiche. Dal sud della provincia veniva diffuso il segnale di Antenna Brianza Est un'altra radio storica che poco dopo trasferì la propria sede da Bernareggio a Merate.

Ma, per chiudere, forse la notizia più divertente della settimana rimbalza ancora dal post elezioni, e più precisamente da Paderno D'Adda dove "Peppone" Renato Viganò, sindaco da oltre dieci anni, uscito clamorosamente sconfitto, raccontava del suo rapporto burrascoso con "Don camillo", don Giovanni Bianchi.

Don Giovanni Bianchi e Renato Viganò

Per la verità Peppone si limitava ad autoconsolarsi con l'ottimo risultato personale. Don camillo invece andava giù duro. Col Sindaco? Rapporti freddi. Anzi gelati. Da lui nessun aiuto, solo bastoni fra le ruote. Al mio successore, sentenziò l'anziano parroco in procinto di andare in pensione, lascio una parrocchia finalmente allineata con quelle della zona, non un paese, unico nel territorio per il colore politico di chi lo governa. Non c'è che dire, i racconti di Guareschi sono tutt'altro che frutto di fantasia. 

Continua/19

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