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Scritto Lunedì 25 maggio 2015 alle 21:45

La Valletta: l'artista Paolo Menon al lavoro in una chiesa argentina

Paolo Menon, ovvero  come vivere un mese in Argentina per scolpire l'altare, il fonte battesimale, l'ambone, l'acquasantiera e la cattedra per la Iglesias de los Angeles, nell'estancia "El Milagro", in italiano "il miracolo".

La Chiesa degli Angeli e le sculture verranno consacrate nel 2016, durante il viaggio che Papa Francesco farà nel Paese dove ha vissuto prima di diventare Vescovo di Roma. A realizzare le opere è stato l'artista veneto ora "naturalizzato" brianzolo, noto anche in Vaticano per il suo talento nell'arte sacra. Daniele Crippa è invece il mecenate italiano, e critico d'arte, che l'ha chiamato nella sua estancia argentina, nella provincia di Salta, ottocento chilometri a nord di Buenos Aires, per "arredare" la nuova chiesa.

  "Per la verità - raccontava ieri Menon - Crippa mi aveva chiesto di scolpire solo l'altare della chiesa costruita nella sua estancia. Ero partito per l'Argentina con un progetto. Non ci volle molto per capire che, inaspettatamente, così come lo avevo concepito, quel mio altare non avrebbe mai potuto compenetrare nella cultura, nelle tradizioni, e dunque nei costumi e usanze delle genti di questi luoghi, così lontani dal gusto architettonico del Vecchio Continente. Provavo rabbia e imbarazzo per non averci pensato prima. Mentre stringevo tra le mani il modello in gesso che avrebbe dovuto simulare l'altare da scolpire, preferibilmente in marmo bianco, mi frullavano per la testa le immagini contrastanti degli indios Guaranì tra le imponenti chiese barocche innalzate dai Gesuiti nella foresta, accompagnate da culture ed etnie che ricordavo di aver studiato senza averle approfondite.

Mi sentivo prigioniero delle mie prigioni cerebrali. Entrai in chiesa e mi andai a sedere sul primo dei banchi. Ci rimasi per due ore, solo, riflettendo. La via di uscita era una sola: dovevo colmare le lacune, almeno quelle più profonde, sulla storia dell'arte andina, saltegna, precolombiana, degli Inca. Qui avrei trovato architetture, segni, pitture, tessuti, insomma nuova ispirazione.

Nascono i nuovi bozzetti dell'altare che utilizzerà le stesse pietre rosse del "barocco gesuita", che lego tra loro con il tiento, un lungo cordone quadrangolare di cuoio di vacca utilizzato dai gauchos per creare il lazo, o fissare, senza chiodi, cose di dimensioni e pesi diversi. Gli interventi pittorici pochi per la verità - precisa Menon - diventano risolutivi per conferire alla pietra millenaria i colori adottati dalle genti di cultura Inca nelle tipiche composizioni geometriche dei loro tessuti. Il paliotto diventa un poncho che accoglie al centro l'Angelo del Risorto. Sono soddisfatto, anche Daniele.

I gauchos mi aiutano. Non ci fermiamo. Nelle settimane che seguono, mi dedico all'ambone con l'evangelista-angelo Matteo, alla cattedra del presidente, che Daniele Crippa dedica a Papa Francesco, al fonte battesimale e un'acquasantiera. In un mese abbiamo finito tutto. Adesso aspettiamo che, durante la visita di Papa Francesco,  l'arcivescovo di Salta consacri la Chiesa degli Angeli con le mie sculture. La speranza è che anche il Papa trovi un minuto per entrarci".
Sergio Perego
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