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Scritto Domenica 17 maggio 2015 alle 08:21

30 anni fa/18, 15 maggio: la Dc stravince in tutta la Brianza. Merate vota Romerio. Confermati quasi tutti i sindaci uscenti

Merate decide (ancora una volta) Democrazia Cristiana. La tornata elettorale del 12 maggio 1985 vede lo scudocrociato ancora una volta vittorioso ma la gara non finisce con il bottino pieno: la dc si ferma al 49,64%; dunque sotto il 50% per la prima volta dal dopoguerra. Tuttavia per un solo voto nel conteggio delle schede la Dc ottiene comunque 17 seggi su 30, quindi la maggioranza assoluta mentre Democrazia proletaria, col 2.91% non riesce a confermare il proprio consigliere. Un seggio in meno anche al Partito comunista italiano che ottiene il 16,70%; uno in più, invece per il Partito socialista italiano che grazie al 14,15% dei consensi sale da tre a quattro consiglieri. Un seggio in più anche per il Partito repubblicano (6,71%) che passa da uno a due rappresentanti a danno del Partito Socialdemocratico che perde l'unico consigliere e non è più rappresentato in Aula consiliare. Per la prima volta a Villa Confalonieri entra anche un esponente del Movimento sociale italiano che ha ottenuto 413 voti pari al 4,35%. Il nuovo Consiglio comunale, che resterà in carica fino al 1990, è presieduto dal sindaco Giacomo Romerio. Della Dc entrano in aula Giovanni Battista Albani, Luigi Zappa, Antonio Cova, Lorenza Bosisio, Laura Crippa, Roberto Sella, Andrea Colombo, Vittorino Ripamonti, Gianluigi Bonalume, Paolo Carena, Ercole Redaelli, Dante Dozio, Roberto Fumagalli, Arturo Sartori, Roberto Gallasso e Giampaolo Consonni. Per il Psi il capo storico Marcello Basosi, Aldo Castelli, Alberico Fumagalli e Mauro Marinari. Per il Pci Ambrogio Sala, Mario Brambilla, Renato Cazzaniga, Luciano Ballabio e Lucillo Torchio. Per il Pli Arturo Comotti. Per il Pri Giorgio Maternini e Attilio Biondi. Per il Msi Renato Crippa. 

Laura Bosisio, Andrea Colombo, Gianluigi Bonalume, Dante Dozio

Aldo Castelli, Alberico Fumagalli, Mauro Marinari, Ambrogio Sala

Arturo Comotti, Giorgio Maternini, Attilio Biondi, Renato Crippa
 
La disfida di Paderno D'Adda vede la sconfitta della sinistra contro la Dc alleata con Indipendenti e socialdemocratici. Renato Viganò, storico sindaco padernese, ottiene un ottimo risultato personale in termini di preferenze ma l'alleanza Psi-Pci cede sotto i colpi dello scudocrociato che ottiene così 15 seggi contro i tre della minoranza. Ci vorranno due settimane di trattative prima che la scelta del sindaco cada sul giovane (29 anni) Gianfranco Penna, medico anestesista, già membro del contingente di pace in Libano. La Dc mantiene la maggioranza assoluta anche a Casatenovo che riconferma sindaco Giovanni Maldini. Riconferma anche per Gabriele Castagna che, grazie anche ad uno straordinario risultato personale in termini di preferenze trascina la Dc dal 51 al 53%. Pure Monticello riconferma il sindaco uscente Vittorio Cazzaniga, che già aveva rivestito la carica nei 15 anni precedenti. Ci vorranno comunque alcune settimane per conoscere i nomi dei sindaci soprattutto a Robbiate e Verderio Superiore dove ottengono il maggior numero di consensi Giorgio Ferrari e Armando Villa. Ma questo lo vedremo più avanti.

Dalla politica alla cronaca: muore Max Eberle, storico direttore della tessitura di Merate la "Siber & Wehrli". Aveva 81 anni. Si era ritirato dalla direzione dello stabilimento il 30 dicembre del 1970 andando a vivere a Como con la compagna, diventata poi moglie, Gianna Novati, l'anima commerciale e amministrativa dell'azienda di via Spluga.

Sul fronte della "nera" c'è da registrare la razzia alla scuola media Alessandro Manzoni. I ladri si sono impossessati di tutto ciò che poteva avere un valore commerciale per un bottino stimato in 1 milione di lire.

A Osnago Angelo Bonanomi, sindaco Dc è costretto a difendersi dall'accusa di non voler entrare nel parco del Curone per poter continuare a cementificare il paese, in ossequio al "suo" piano regolatore che prevede un incremento della popolazione oltre le cinquemila unità. Ma Bonanomi respinge con fermezza le accuse: in quella fascia di territorio, spiega, noi non abbiamo posto neppure un mattone mentre altri determinati a entrare nel consorzio del Parco hanno concesso la costruzione di case e capannoni.

Angelo Guzzon e Angelo Bonanomi

A Cernusco la lugimiranza del Comune ha permesso di risanare una parte del centro storico. L'Amministrazione infatti aveva acquistato la "Curt del ferè" e la "Curt di Bielet" dal conte Lurani per un prezzo simbolico di 65 milioni di lire. Poi le aveva assegnate alla Cooperativa San Marco presieduta da Giampiero Angelini il quale ha raggruppato 22 soci e su progetto dell'architetto briviese Dante Perego ha realizzato altrettanti alloggi recuperando ottimamente un pezzo della vecchia Cernusco che stava andando a pezzi per l'assoluta mancanza di manutenzione. L'Amministrazione eletta nel 1983 era guidata da Angelo Guzzon mentre il sindaco uscente Antonio Conrater era stato ancora il candidato più votato.

Continua/18
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