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Scritto Mercoledì 29 aprile 2015 alle 14:28

30 anni fa/15, 22 aprile: 20 comuni al voto, 1.500 candidati. A fuoco il canneto di Brivio, 2300 trote morte nel ''Tolsera''

Venti comuni al voto, più di 1.500 candidati. L'ultima settimana di aprile del 1985 fa registrare il tutto esaurito per le imminenti elezioni del 12 maggio. Depositate le liste, conosciuti i candidati inizia la vera e propria campagna elettorale. Di Merate abbiamo già detto. A Casatenovo la Democrazia cristiana schiera Giovanni Maldini, uno dei quattro emiliani giunti anni prima in Lombardia. Gli altri erano Cesare Golfari, Giampiero Omati e Giovanni Fiamminghi. Tutti hanno ricoperto importanti incarichi nel partito scudocrociato. Golfari fu presidente della regione Lombardia e senatore della Repubblica. Omati presiedette il Comitato regionale di Controllo (Co.Re.Co.). Fiamminghi l'ospedale di circolo di Lecco. Contro il partito di maggioranza erano in corsa Pci, Dp, Psi, Psdi, Pli e Msi-Dn. A Airuno candidato sindaco era Alfredo Sala, a Imbersago Giovanni Villa, a Monticello Vittorio Cazzaniga, a Missaglia Gabriele Castagna, a Robbiate Giorgio Ferrari, a Lomagna Ezio Citterio, a Verderio Superiore Armando Villa, a Verderio Inferiore Bruno Mapelli, tutti della Democrazia cristiana. Resisteva in questa distesa bianca una sola fortezza rossa, Paderno D'Adda storicamente guidata da Renato Viganò.  Ma finirà per cadere anch'essa nelle mani dei crociati.

Armando Villa, Giovanni Maldini, Gabriele Castagna

Vittorio Cazzaniga, Giorgio Ferrari, Renato Viganò, Ezio Citterio

Elezioni a parte la settimana dal 15 al 22 aprile 1985 era stata caratterizzata da altri fatti. A Brivio ignoti avevano appiccato un incendio al canneto. Gravissimi i danni alla flora e alla fauna. Le nidificazioni erano state distrutte dalle fiamme e gran parte dei fiori erano finiti in fumo. Si stimò che l'80% della flora fluviale per una lunghezza di circa 7 chilometri andò bruciata.

Il canneto di Brivio

Qualcosa del genere accadde nel torrente Tolsera ad Airuno. Ignoti avevano forse gettato nelle veloci acque del torrente che scende dalla montagna una sostanza letale per le trote. Si disse che ne sparirono nel giro di un paio di giorni almeno 300 lunghe fino a 22 cm. e oltre duemila tra i 10 e i 18 cm. Erano l'attrazione per bimbi e anziani. Qualcuno accusò dei ragazzi di aver gettato nelle acque del cloro, ma verosimilmente furono scarti di lavorazione di sasso macinato a distruggere la vita nel torrente.

Il torrente Tolsera

A Osnago la sesta edizione della Fiera di San Giuseppe artigiano era pronta per ospitare le migliaia di visitatori. A tagliare il nastro il presidente della regione Lombardia in carica Giovanni Guzzetti.

Il 20 aprile a Pagnano era stata inaugurata la sesta edizione del festival del teatro dal conduttore Nevio Sala e dall'annunciatrice Fininvest Fiorella Pierobon. Giuseppe Ghezzi pronunciava l'ultimo dei suoi discorsi da sindaco. Sul palco saliva per la prima recita il gruppo d'arte scenica di Lecco.   

Antonio Cova, presidente del consorzio acqua potabile tra i comuni di Merate, Cernusco e Montevecchia annunciava l'installazione di ben 300 idranti sui territori dei tre consorziati: 85 a Merate che si aggiungevano ai 94 già esistenti; 34 a Cernusco (13 erano già in esercizio) e 47 a Montevecchia dove ne funzionavano soltanto 2.

Antonio Cova

L'ospedale di Merate perdeva una delle sue colonne: il professor Arturo Sartori annunciava di volersi ritirare per la meritata pensione. Sartori, 69 anni all'epoca, era giunto al Mandic nel 1963 e dal 1968 aveva assunto il ruolo di primario di chirurgia generale ricoprendo contemporaneamente la carica di direttore sanitario di presidio. Libro docente in discipline chirurgiche alla scuola di specializzazione in chirurgia generale dell'università degli studi di Milano Sartori aveva deciso di proseguire il suo impegno civico a favore della città nella pubblica amministrazione, entrando in lista con la Dc.

Arturo Sartori
 
15/continua
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