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Scritto Domenica 19 aprile 2015 alle 07:40

30 anni fa/13, 8 aprile: la Dc presenta la lista dei candidati e punta alla maggioranza assoluta. Si inaugurano le case Coop.

La settimana che precede la Pasqua inizia con il trionfante comunicato di Mario Gallina, segretario della democrazia cristiana di Merate, sulla composizione della lista elettorale. Abbiamo già visto la scorsa puntata che lo scudocrociato per sostituire Giuseppe Ghezzi, sindaco della città per dieci anni, aveva scelto Giacomo Romerio, funzionario dell'Ussl di Lecco, vecchio iscritto e militante del partito. In aula il dottor Romerio era entrato nel 1964, con l'ingegner Luigi Zappa. Le elezioni si erano svolte il 22 novembre, la prima seduta di quella consigliatura fu convocata il 12 dicembre nella palestra delle scuole medie di via Manzoni. La Dc aveva conquistato la maggioranza assoluta col 62,2% dei voti. A Zappa erano state tributate 664 preferenze personali, dietro di lui il cavalier Ferrario ex sindaco con 518 preferenze e poi Romerio con 416. Il funzionario Ussl si era ripresentato anche nel 1970, alle elezioni del 7 giugno al termine delle quali la Dc registrava ancora un successo pieno col 59,76% dei suffragi e 14 seggi su 20. L'ordine di preferenze veniva rispettato in modo rigoroso: primo Zappa con 654, secondo Ferrario con 435, terzo Romerio con 362. Di nuovo in campo anche nella tornata del 15 giugno 1975. Nel frattempo Merate aveva superato i 10mila abitanti assumendo così il titolo di "città". Il numero dei consiglieri comunali passava da 20 a 30. La Dc manteneva la maggioranza assoluta con 17 seggi grazie al 52,62% di voti ottenuti. Giuseppe Ghezzi diventava sindaco per la prima volta con 462 preferenze personali. Vale la pena ricordare che allora col metodo proporzionale il sindaco veniva eletto dal consiglio comunale non come oggi che la corsa di fatto è tra candidati alla carica di primo cittadino con la lista "al seguito". Giacomo Romerio otteneva un onorevole quinto posto con 318 preferenze personali dietro a Gallina, Zappa e Pierangelo Caglio. Come nelle passate consigliature Romerio entrava a far parte della Giunta, in questa tornata come assessore anziano. Dopo 15 anni ininterrotti in aula il futuro candidato sindaco "saltava" la consigliatura 1980-1985 con alla guida ancora Ghezzi. Ed eccoci a al 1985. Mario gallina, dicevamo all'inizio di questa retrospettiva, annuncia la lista e "candida" a sindaco Giacomo Romerio. Con lui si mettono a disposizione del partito anche Ildebrando Ferrario e Arturo Sartori, entrambi primari, il secondo di chirurgia al San Leopoldo Mandic. Solo il professor Sartori otterrà i voti sufficienti a entrare in aula. Ma questo lo vedremo dopo il 12 maggio.

Il dr. Giacomo Romerio
 
Politica a parte la cronaca corre sempre sul filo della "nera" con i continui attacchi della malavita al patrimonio. Complice una pellicola cinematografica di buon successo, "Il giocattolo" con Nino Manfredi, cresce la richiesta di porto d'armi. Un'indagine, per quanto condotta tra mille difficoltà per il riserbo delle fonti ufficiali, conferma che nel meratese sono almeno ottomila le persone che dichiarano di possedere almeno un'arma, un fucile o una "corta". Un numero impressionante che non la dice tutta sull'effettiva quantità di armi detenute a domicilio.
Altri due i fatti registrati di cronaca amministrativa. Il Comune riceve lo sfratto per Villa Confalonieri dall'omonima Fondazione che rivendica i diritti sull'edificio. La questione si definiva nel prezzo, in pratica. L'esproprio era stato valutato 400 milioni di lire agli inizi degli anni '70. La Fondazione voleva un congruo conguaglio. Per evitare di dover lasciare la sede municipale la Giunta entrante predisporrà un ricorso ma poi le parti trovarono un accordo. Lo vedremo più avanti.


Più significativa invece l'inaugurazione delle palazzine di via Donizetti, cui seguiva l'intitolazione di via Maria Gaetana Agnesi, realizzate dalle cooperative Nuova Merate e Merate '75. Le due coop. avevano già costruito ben 280 alloggi in città in edilizia economico-popolare.  Ad inaugurare i nuovi complessi il sindaco Giuseppe Ghezzi e il parroco don Felice Viasco.

Don Felice Viasco

Il discorso introduttivo fu pronunciato da Walter Signorini presidente di Merate '75 e da Ercole Bronzi di Nuova Merate. Il prezzo base di capitolato era di 565mila lire il metro quadrato, poco più di 290 euro.  Gli alloggi furono assegnati parte in diritto di superficie (riscattabile a fine convenzione) e parte in diritto di proprietà.

Sullo sfondo le coop di Via Agnesi

Giuseppe Ghezzi, giusto per restare a Merate, esce di scena con un regalo ai suoi concittadini: incarica infatti l'ingegner Emilio Viganoni, estensore del piano regolatore del 1983, di predisporre un progetto di salvaguardia del lago di Sartirana con la costituzione della "riserva lago" e la stesura di un regolamento per la gestione.

Il cav. Giuseppe Ghezzi

Da anni ormai lo sfalcio del canneto è ridotto ai minimi termini. Le canne marcendo finiscono sul fondo generando uno strato melmoso che sottrae ossigeno ai pesci rendendo lo specchio d'acqua sempre più simile a una palude. In altre parole il lago rischia l'eutrofizzazione. Come, dice la leggenda, accadde così al vasto terreno posto poco più avanti a sud di via don Consonni che un tempo forse era un acquitrino.

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