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Scritto Mercoledì 26 novembre 2014 alle 23:20

Merate: anziana da 10 gg in Rianimazione per legionella contratta con l’acqua ad uso domestico. E’ fuori pericolo

L'ospedale Mandic di Merate
Una donna di Merate, classe 1934, si trova ricoverata da 10 giorni nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Mandic per avere contratto la legionella.
La paziente, entrata in ospedale attorno all'8 di novembre, fortunatamente è fuori pericolo ma, vista anche l'età, i medici sono cauti e preferiscono mantenere un atteggiamento ad alta precauzione, prima di procedere con le dimissioni in reparto.
Stando alle prime informative la signora avrebbe fatto il suo accesso al nosocomio presentando sintomi di malanno alle vie respiratorie che hanno portato ad un primo ricovero in Medicina. La paziente, però, sottoposta da subito alla terapia antibiotica, forse anche per uno stato di salute già precario, avrebbe visto un aggravamento delle sue condizioni che ha fatto optare per il trasferimento in Rianimazione, dove si trova tuttora. Dell'accaduto, come da prassi, è stata informata l'azienda sanitaria locale che darà avvio all'inchiesta epidemiologica e, nel caso, attiverà tutti i protocolli previsti in questi casi per eventuali bonifiche.
"Esiste una normativa nazionale e regionale in materia di legionella" ha spiegato il direttore complessivo di presidio dr. Gedeone Baraldo "in particolare si presta particolare attenzione se essa viene contratta in ambiente ospedaliero, che non è il caso della signora. Negli ultimi dieci anni abbiamo fatto un investimento importante su un progetto relativo alle centrali termiche dell'acqua calda che viene monitorata costantemente. Ci sono tre centrali con il trattamento delle acque con cloroammina che è una sostanza che si deposita all'interno della rete e che garantisce un potere antisettico e elettivo sulla legionella. Generalmente i pazienti che contraggono la legionella arrivano già in ospedale già presente e che si definisce "comunitaria" o in incubazione al momento del ricovero. Ogni anno registriamo ¾ casi e si è trattato sempre di episodi dove il contagio è avvenuto all'esterno. Nelle abitazioni civili il problema deriva in genere dai rubinetti, specialmente quando la temperatura dell'acqua si assesta attorno ai 32°/35°. Il paziente generalmente predisposto è anziano e defedato. La diagnosi si fa con ricerca dell'antigene della legionella tramite le urine e poi si interviene con terapia antibiotica".
S.V.
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