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Scritto Giovedì 27 giugno 2013 alle 18:07

In 30 anni la densità abitativa provinciale è aumentata del 18% con balzi del 115% a Verderio. Malgrate resta il più concentrato

In trent'anni la densità abitativa della provincia di Lecco è aumentata del 18%. I dati, estrapolati dal sito dell'Istat, dicono che in ogni chilometro quadrato ci sono 415 residenti e questo, naturalmente, è una media perchè, come vedremo in seguito, ci sono comuni dove il dato raddoppia e altri dove si dimezza, generalmente in funzione della conformazione morfologica del territorio.

I dati provinciali


Nel 1982 la popolazione residente in provincia di Lecco ammontava a 286.606 unità, dislocata su 815 kmq e dunque per una densità pari a 352 abitanti su kmq. In dieci anni la stessa densità, che è un po' uno specchio delle scelte urbanistiche attuate nel comune e offre anche una lettura in termini di qualità della vita, è salita di dieci punti, poi di venti nel decennio successivo per fare un balzo di ben 25 unità in sette anni. Dal 2009 al 2012 la densità è rimasta pressocchè stabile e pari a 415 ab/kmq. Lo scorso anno si è chiuso dunque con 338.425 residenti registrati in anagrafe, 51.819 unità in più rispetto al 1982.

Variazione percentuale della densità nel trentennio considerato

Confronto 1982/2012 tra densità e popolazione

In testa alla classifica per "balzo" percentuale di densità abitativa ci sono i comuni di Verderio Superiore e Inferiore con il 115% in più. Il paese oggi governato da Paolo Bellotto da 1.246 abitanti è passato a 2.688 e la densità da 472 a 1018 ab/kmq, con un + 115,7%. Poco distante, nel paese di Alessandro Origo la situazione è molto simile: i residenti sono passati da 1.400 a 3.010, con un aumento della densità del 115%, da 359 a 772.
Al terzo posto troviamo Ballabio (+ 110%), seguito da Cremeno, Ello e Morterone. Settimo posto per Calco che in pochi anni ha visto la densità abitativa aumentare del 79% così come Monte Marenzo (+74%), Viganò (+67,8%) e Colle (+65%).
Ci sono anche comuni che hanno visto questo "delta" decrescere. E' il caso del capoluogo, passato da 52.621 abitanti nel 1982 a 47.240 con una densità scesa da 1.146 a 1.029. Oppure Dervio (-3,4%), Calolziocorte (-5%), Bellano (-9,6%).
Se invece guardiamo ora il valore assoluto della densità e non la sua variazione nel corso del trentennio, ecco il quadro.

Popolazione e densità nel trentennio

Si conferma primo il comune di Malgrate, 4.212 residenti stipati su una superficie di soli 2 kmq, che danno una densità di 2.127 ab/kmq. Dato positivo è che nel corso degli anni la densità è diminuita di diversi punti, e comunque è lontana dal picco dei 2164 ab/km del 2009. Al secondo posto, sempre per valore assoluto, troviamo Calolziocorte con 1.552 ab/kmq, dato anche questo in discesa rispetto al 2009 e comunque il più basso dal 2001. Terzo posto per Barzanò dove la densità ha raggiunto i 1.448 ab/kmq, due unità in più rispetto al 2009 con un totale dunque di residenti pari a 5.185.


Quarto posto per Vercurago e quinto per Merate. La densità abitativa della città amministrata da Andrea Robbiani è scesa a 1.337 ab/kmq, tornando al valore del 2008, per un totale residenti di 14.798. Sesto posto per Robbiate che, in pochi anni, ha visto crescere la sua densità abitativa di circa 40 unità per kmq, passando dai 1.281 del 2009 ai 1.320 del 2012.


In fondo alla classifica troviamo per lo più comuni della Valsassina che, proprio per la posizione geografica e conformazione morfologica, male si prestano alle costruzioni massicce e agli agglomerati urbani tipici della Brianza.

Si noti come i valori locali siano totalmente sballati e di gran lunga superiori a quelli regionali e nazionali. La provincia di Lecco si colloca in linea con la Lombardia, con una densità di 415 contro i 410 regionali mentre è praticamente il doppio rispetto alla media italiana che è di 198 abitanti su kmq. Prendendo a paragone il dato italiano e quello regionale si vede a occhio la grande distanza con Merate, Casatenovo, Oggiono per non parlare di Barzanò, Malgrate e Calolziocorte.
Insomma a fronte dello slogan ormai adottato indistintamente dalle amministrazioni di "crescita zero", c'è da chiedersi quanti spazi siano comunque rimasti.
Saba Viscardi
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