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Scritto Lunedì 03 settembre 2012 alle 08:27

Merate: con soldi pubblici la Giunta Pdl Lega finanzia le manifestazioni promosse da una minoranza di esercenti ma poi alle vere ''onlus'' riserva soltanto le briciole

Proviamo a rimettere ordine in questo fine settimana convulso e dal chiaro sapore autunnale. Il 30 agosto ha aperto i battenti la festa del Pd delle province di Lecco e Monza Brianza sotto i padiglioni della fiera di Osnago; sempre il 30 la Pro Loco di Rovagnate ha inaugurato l'11.ma edizione della festa Country; il 31 gli Amis di pumpier de meraa hanno riproposto il "Fire party"; sabato 1 settembre si sono succeduti la serata dedicata al reggae a Campsirago, la 1° del cinema cittadino che alle 21 ha proiettato "Biancaneve e il cacciatore" un grandissimo successo al botteghino e, a Olgiate, la cena per il decennale dell'Hospice "Il nespolo", promosso dalla Fabio Sassi di Merate con ospiti il presidente dell'associazione Basile e il direttore sanitario Marinari.
Siamo certi di avere dimenticato qualche appuntamento ma già questi, per l'importanza e la capacità attrattiva bastano a giustificare una stroncatura degli assessorati cittadini deputati alle manifestazioni. E, soprattutto dei loro reggenti pro tempore (speriamo ancora per poco) Giuseppina Spezzaferri e Giuseppe Procopio. Calendarizzare gli appuntamenti, per evitare sovrapposizioni che penalizzano tutti, per i due neofiti della pubblica amministrazione sembra un'impresa superiore alle rispettive forze. Al punto che - e così ci siamo - non hanno esitato ad autorizzare "Last summer Night", l'ultima notte d'estate, ovvero la seconda edizione della notte bianca targata La Nostra mela, l'associazione che raccoglie un gruppo sempre meno numeroso di commercianti. Fermiamoci qui, perché adesso è davvero giunto il momento di riflettere. " La Nostra Mela " non è una delle tante associazioni onlus, tipo l'Abio, l'Unitalsi, l'Avo, la stessa Pro Loco. E' un veicolo commerciale, uno strumento nelle mani di pochi per  "...attirare in città anche famiglie che potranno entrare nei negozi..." come ha dichiarato sinceramente la Presidente del sodalizio. Dunque sul fatto che sia un surrogato di un'associazione avente scopo di lucro non vi sono dubbi. E allora chiediamo  al Sindaco, alla Giunta e al segretario comunale avvocato Mario Blandino, perché finanziare la manifestazione con soldi pubblici? Forse perché il Comune potrà così gestire meglio l'evento tenendo conto degli interessi generali dei cittadini e non soltanto quello dei promotori? No. Risponde direttamente, anche se inconsapevolmente, Giuseppe Procopio: "La serata è organizzata dalla Nostra mela e il Comune nell'organizzazione non ha voce in capitolo su spettacoli, eventi, pubblicità ed altro". Ma allora perché mettere soldi della cassa comune sul piatto? E' sempre Procopio a rispondere: "Il Comune ha dato un contributo come per tutte le altre manifestazioni a parziale copertura dei costi". Quindi per ammissione diretta di un esponente della Giunta chiunque, onlus o con scopo di lucro voglia organizzare un evento in città avrà oltre al suolo pubblico a disposizione anche un congruo contributo finanziario. Con quale criterio? Non si sa. Di certo c'è che il contributo erogato alla Nostra mela è il più alto tra quelli concessi dall'assessorato retto da Giuseppe Procopio, 2.500 euro più altri 1.000 euro contro, ad esempio, i 600 euro dati all'associazione che lotta contro la sclerosi multipla, tramite gli Amis di pumpier, per lo spettacolo in programma il 5 settembre. Ma non basta. Il Sindaco ha pure mobilitato la Polizia locale, sette o otto agenti in servizio dalle 16 fino a notte fonda al costo, all'incirca di 15 euro di straordinario diurno e 19 euro di straordinario notturno al netto di imposte e contribuzioni varie. Quando si vuole, dunque, i vigili ci sono, caro Massimo Panzeri! Ma è giusto che un'iniziativa privata si avvalga anche del servizio pubblico di vigilanza? No, spiega il sindaco di Viganò Renato Ghezzi che ha negato i vigili per l'ordine pubblico durante la Marathon bike, evento peraltro seguitissimo. "Devono essere gli organizzatori a farsi carico della sorveglianza. Non si può incidere sui bilanci degli enti comunali già provati o sull'impiego del loro sempre risicato personale". La notizia in anteprima è nostra ma per stare sul sicuro il virgolettato l'abbiamo estratto da un altro giornale che l'ha data qualche giorno dopo. C'è da aggiungere che Merate ha già osservato la liturgia della notte bianca il 7 luglio (spendendo qualcosa come 11mila euro per 4 ore scarse di spettacoli) fonte e causa dell'ennesimo parapiglia amministrativo che ha costretto l'incolpevole comandante della Polizia locale Giovanni Bacile a ritirare un'ordinanza già emessa sostituendo in testata l'organizzatore: inizialmente, guarda caso, era ancora la Nostra mela, poi, 36 ore dopo la nostra segnalazione-denuncia è subentrata l'Amministrazione comunale. E vista la spesa la ristampa dell'ordinanza è stata quanto mai opportuna. Cosa sia davvero successo in quelle 36 ore non lo sapremo mai a meno che un'ipotetica querela nei nostri confronti non ci darà la possibilità in aula di chiarire la vicenda che già è documentalmente chiara al punto che tale ipotetica querela si rivelerà quasi sicuramente temeraria. Ma vedremo anche questo. Per buona misura, e per comprovare la eccezionale capacità di pressione di questo gruppo di commercianti l'Amministrazione comunale ha di fatto chiuso l'intera città dalle 17 alle 3 del mattino successivo creando a detta di alcuni commercianti del centro più danni che benefici. Numerosi nel criticare l'iniziativa gli esercenti che aprono sulle strade periferiche della città perché se la gente si sposta in centro diserta la periferia, quindi si configura la fattispecie della concorrenza sleale in quanto la mano pubblica finanzia iniziative la cui ricaduta commerciale avvantaggia soltanto una parte minoritaria del commercio cittadino. Ci sarebbero a margine da sottolineare anche particolari minori quali il reiterato disprezzo per tutti coloro che risiedono nelle zone interessate cui, con evidente atto illecito, viene impedito non solo di entrare e uscire dalle proprie case ma anche di restarci visto che il Sindaco ha autorizzato lo sforamento dei limiti massimi del piano acustico. Oppure il blocco della circolazione due ore prima di quanto previsto dall'ordinanza. Dettagli, naturalmente, visto l'andazzo generale. L'opinione che abbiamo di Andrea Ambrogio Robbiani è che certamente queste riflessioni gli sono precluse. Ed essendo notoriamente uno che "sa tutto lui" non ascolta né consigli né preghiere.  

Una volta tanto dobbiamo però chiamare in causa anche Andrea Massironi, abile assessore al bilancio perché non è possibile che a qualsiasi richiesta finanziaria risponda che mancano i soldi tanto da giustificare l'introduzione di una delle più pesanti aliquote dell'imposta sugli immobili (Imu) e poi si dichiari d'accordo in Giunta di spendere migliaia e migliaia di euro per manifestazioni che durano lo spazio di poche ore e il cui beneficio è limitato a una porzione del tutto minoritaria della popolazione. Se i soldi non ci sono non si spendono, meno che mai per finanziare iniziative private. Se ci fosse una minoranza degna di questo nome sarebbe già sulle barricate. Ma ci rendiamo conto che vedere in piedi Cesare Perego o Aldo Castelli è già un successo. Le arringhe di Consonni, di Basosi, di Sala, di Fresia, di Crippa (Msi) e dello stesso Massironi quando sedeva all'opposizione vanno ben oltre la capacità degli attuali consiglieri di minoranza. Così, per quanto sgangherata, questa Giunta va avanti e la città scende uno scalino in più ogni occasione nel percorso del degrado urbano e del rispetto delle regole. Fa specie vedere un chiosco deputato alla sola distribuzione di birra quando chi più chi meno tutti dicono di voler combattere l'alcolismo. Non è una birretta che fa, intendiamoci. Ma è di tutta evidenza che questi chioschi esercitano uno stimolo enorme sui ragazzi che vivono per strada un'intera nottata all'insegna della musica a tutto volume. Proprio sotto le austere mura del Castello. E che una volta di più si sentiranno padroni della città. Padroni anche di fare a pezzi un cimelio come il cannone. Senza che né un vigile né un occhio elettronico riescano mai a fermarli.

P.S. Per non subire influenze dal meteo abbiamo scritto queste note “prima” dell’evento di sabato. La pioggia ha poi cancellato tutto, ma già si dice che ci sarà un recupero in un prossimo fine settimana. Temiamo però che se ancora la Giunta sprangherà la città come ha fatto sabato ci sarà la reazione di tutti coloro i cui diritti sono calpestati. E non sarà una reazione solo sul piano giudiziario.
Claudio Brambilla
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